Panetta avverte sui dazi: cresce il rischio di instabilità economica globale

Panetta avverte sulla fragilità dei benefici economici della globalizzazione
Il governatore di Bankitalia Fabio Panetta, intervenendo a Roma al convegno “Gettare le basi per l’occupazione in Africa: infrastrutture principali e ambienti aziendali”, ha richiamato l’attenzione sulla fragilità dei benefici economici prodotti dalla globalizzazione negli ultimi trent’anni.
Secondo Panetta, la riduzione della povertà e l’espansione delle opportunità di lavoro ottenute grazie all’integrazione dei mercati sono oggi minacciate da pandemia, protezionismo e tensioni geopolitiche.
Le guerre in diverse aree del mondo, ha avvertito, non rappresentano più un rischio remoto ma una realtà concreta, con costi umani altissimi e potenziali ripercussioni economiche di vasta portata, soprattutto per i Paesi più vulnerabili, in primis quelli africani.
In sintesi:
- La globalizzazione ha ridotto la povertà ma i suoi risultati restano strutturalmente fragili.
- Pandemia, dispute commerciali e protezionismo aumentano l’incertezza dello scenario economico mondiale.
- Le guerre generano costi umani immediati e gravi rischi economici globali.
- L’Africa è al centro del dibattito su occupazione, infrastrutture e stabilità futura.
Perché i progressi della globalizzazione sono oggi sotto pressione
Fabio Panetta ha ricordato che, negli ultimi decenni, l’apertura dei mercati ha permesso a centinaia di milioni di persone di uscire dalla povertà, creando catene del valore globali e nuova occupazione, soprattutto nei Paesi emergenti.
Questi risultati, ha sottolineato, non sono però irreversibili: la pandemia ha interrotto produzioni e scambi, messo in crisi le filiere e ampliato le disuguaglianze.
Parallelamente, l’aumento delle dispute commerciali e il ritorno di politiche protezionistiche hanno eroso la fiducia nelle regole multilaterali che hanno sostenuto la crescita globale dal dopoguerra.
Le crescenti tensioni geopolitiche, unite ai conflitti armati in diverse regioni, aggravano gli squilibri, colpendo in modo particolare i Paesi con minore capacità fiscale e istituzionale.
In questo contesto, l’occupazione in Africa, tema centrale del convegno, dipende dalla capacità di attrarre investimenti in infrastrutture fisiche e digitali e di creare un ambiente imprenditoriale stabile e prevedibile.
Per Panetta, solo rafforzando istituzioni, cooperazione internazionale e sicurezza si possono trasformare i benefici della globalizzazione in progressi duraturi e inclusivi.
Scenari futuri tra rischio frammentazione e nuove opportunità per l’Africa
Guardando avanti, Panetta ha implicitamente delineato uno scenario alternativo tra una progressiva frammentazione dell’economia globale e un rilancio della cooperazione multilaterale orientata allo sviluppo sostenibile.
Se prevarranno chiusure e conflitti, i Paesi africani rischiano di restare ai margini delle catene del valore, subendo volatilità dei prezzi, insicurezza alimentare e fuga di capitali.
Al contrario, investimenti mirati in infrastrutture, energia e capitale umano potrebbero fare dell’Africa uno dei principali motori della crescita mondiale, a condizione di garantire stabilità politica, certezza del diritto e integrazione regionale efficace.
FAQ
Che cosa ha detto Fabio Panetta sulla globalizzazione?
Panetta ha affermato che la globalizzazione ha ridotto la povertà e creato occupazione, ma i suoi progressi restano fragili e reversibili, minacciati da crisi sanitarie, tensioni geopolitiche e protezionismo crescente.
Perché la pandemia ha messo in discussione i benefici della globalizzazione?
La pandemia ha interrotto catene di fornitura globali, frenato gli scambi, ampliato disuguaglianze e reso evidenti le vulnerabilità strutturali di economie fortemente interdipendenti e prive di adeguati meccanismi di protezione sociale.
Qual è il legame tra guerre e rischi economici globali?
Le guerre generano innanzitutto costi umani elevatissimi e, in parallelo, destabilizzano mercati energetici, finanziari e alimentari, alimentando inflazione, insicurezza degli investimenti e arretramento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Perché l’Africa è centrale nel dibattito su occupazione e crescita?
L’Africa concentra una popolazione giovane in forte aumento. Investimenti in infrastrutture, energia e istruzione possono trasformarla in un grande hub produttivo, riducendo povertà, migrazioni forzate e instabilità regionale.
Quali sono le fonti informative alla base di questo articolo?
L’articolo è stato elaborato sulla base di una rielaborazione congiunta di contenuti provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, integrati dalla nostra Redazione.
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Michele Ficara Manganelli ✿
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