Pandoro Ferragni introvabile, asta impazzita su eBay: prezzi shock e nastro a cifre da capogiro
Indice dei Contenuti:
Prezzi folli sul mercato dell’usato
Pandoro Ferragni e accessori correlati stanno registrando quotazioni anomale sul mercato secondario. Su eBay e piattaforme affini compaiono inserzioni che arrivano fino a 1.000 euro in bundle con champagne di pregio, mentre i singoli componenti del kit “Pink Christmas” vengono frazionati e rivenduti a cifre inattese.
▷ Lo sai che da oggi puoi MONETIZZARE FACILMENTE I TUOI ASSET TOKENIZZANDOLI SUBITO? Contatto per approfondire: CLICCA QUI
Per il solo nastro brandizzato il prezzo tocca i 100 euro; la bustina di zucchero a velo supera i 90 euro; la scatola con stencil parte da 100 euro. Il pacco completo — scatola, fiocco, nastro, zucchero, stencil e cartellino con l’avvertenza sulla beneficenza all’Ospedale Regina Margherita di Torino — è proposto fino a 500 euro.
Il trend ha precedenti: tra fine 2023 e inizio 2024 le richieste oscillavano tra 65 e 300 euro, con picchi di 50 euro per il solo fiocco. Oggi, complice l’eco mediatica e la scarsità del prodotto dopo lo scandalo, i prezzi hanno registrato un’ulteriore impennata, alimentando dinamiche speculative su un bene diventato memorabilia.
Alcune inserzioni uniscono l’iconico dolce di Chiara Ferragni a bottiglie come l’Armand de Brignac Brut Rosé Magnum, spingendo l’asticella a quattro cifre. L’oggetto da supermercato si trasforma così in articolo da collezione, con una domanda trainata da notorietà, rarità percepita e valore simbolico post-crisi.
FAQ
- Quanto costa il nastro del Pandoro Ferragni? Circa 100 euro sulle principali piattaforme di resale.
- Qual è il prezzo del kit completo? Fino a 500 euro per scatola, fiocco, nastro, zucchero, stencil e cartellino.
- Quanto vale la bustina di zucchero? Oltre 90 euro per il solo sacchetto brandizzato.
- Quali sono stati i prezzi iniziali dopo lo scandalo? Tra 65 e 300 euro, con 50 euro per il fiocco.
- Si trovano bundle ad alto prezzo? Sì, fino a 1.000 euro con champagne abbinato.
- Perché i prezzi sono saliti? Scarsità, eco mediatica e interesse collezionistico.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Segnalazioni e monitoraggi riportati da TgCom e Open.
Corsa al memorabilia dopo lo scandalo
Lo scoppio del caso legato al Pandoro Ferragni ha innescato una caccia al cimelio: i primi annunci sono comparsi già a fine 2023, con vendite lampo fra 65 e 120 euro su piattaforme come Subito. Il fenomeno si è consolidato nei mesi successivi, trasformando il dolce brandizzato in oggetto da collezione e alimentando aste e trattative private.
Le offerte si sono moltiplicate includendo componenti separati del kit “Pink Christmas”: fiocchi e nastri, cartellini sulla beneficenza, bustine di zucchero e stencil, ciascuno proposto come pezzo autonomo per massimizzare il rendimento. A inizio 2024, come segnalato da TgCom, la domanda spingeva già i prezzi tra 100 e 300 euro; successivamente, con l’eco della vicenda giudiziaria, le quotazioni hanno accelerato ulteriormente.
La corsa ha prodotto creatività commerciale: inserzioni “combo” abbinano il pandoro a bottiglie di champagne di fascia alta, arrivando fino a 1.000 euro, mentre i set completi con scatola, nastro, fiocco, zucchero, stencil e cartellino sfiorano i 500 euro. Per molti acquirenti il valore non è gastronomico ma simbolico, legato alla notorietà di Chiara Ferragni e alla percezione di rarità del prodotto post-scandalo.
Il risultato è un micro–mercato da collezionismo pop, dove l’oggetto di largo consumo diventa “memorabilia” ricercato, sostenuto da visibilità mediatica, scarsità e aspettative speculative sul possibile incremento di valore nel tempo.
Reazioni, indagini e impatto sull’immagine
Lo scandalo del Pandoro Ferragni ha attivato un fronte giudiziario e reputazionale senza precedenti per un prodotto di largo consumo. L’Antitrust ha contestato pratiche di pubblicità ingannevole, sanzionando sia l’influencer sia Balocco, mentre le procure hanno aperto un fascicolo per truffa.
Il 14 gennaio si è chiuso il rito abbreviato per Chiara Ferragni con il proscioglimento dall’accusa di truffa aggravata, tecnicamente non un’assoluzione. Parallelamente, è arrivato un accordo extragiudiziale con il Codacons. L’intera vicenda è costata all’imprenditrice circa 3 milioni di euro, tra sanzioni, spese e danni accessori.
La crisi ha inciso sull’immagine pubblica dell’influencer, alimentando un dibattito su trasparenza, responsabilità sociale e marketing a tema beneficenza. Il cartellino che citava il sostegno all’Ospedale Regina Margherita di Torino è diventato epicentro della contestazione, trasformando un’operazione natalizia in caso mediatico.
La domanda di mercato per il “Pink Christmas”, paradossalmente, è salita proprio grazie alla controversia: il prodotto è stato reinterpretato come cimelio del caso. Il cortocircuito fra indagini, sanzioni e collezionismo ha rafforzato la dimensione simbolica del brand, ma con un costo reputazionale che resta, nonostante l’esito giudiziario favorevole nel merito della truffa.
FAQ
- Quali autorità sono intervenute? Antitrust per pubblicità ingannevole e procure per ipotesi di truffa.
- Qual è l’esito del procedimento per truffa? Proscioglimento di Chiara Ferragni nel rito abbreviato del 14 gennaio.
- Ferragni è stata assolta? No: prosciolta, tecnicamente non è un’assoluzione.
- Quanto è costata la vicenda? Circa 3 milioni di euro tra sanzioni e oneri correlati.
- Che ruolo ha avuto il Codacons? Raggiunto un accordo extragiudiziale con l’associazione.
- Perché il cartellino di beneficenza è centrale? È l’elemento contestato nella comunicazione del prodotto e nella percezione pubblica.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Ricostruzioni e segnalazioni riportate da TgCom e Open.




