Panama introduce imposta del 15 per cento e perde vantaggi fiscali
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Panama introduce tassa minima globale per lasciare la lista nera UE
Panama ha presentato un progetto di legge che introduce un’imposta del 15% sui profitti delle multinazionali domiciliate nel Paese senza attività economiche reali.
Il provvedimento, discusso in Parlamento in sessioni straordinarie fino al 4 giugno, mira a soddisfare le richieste dell’Unione europea.
L’obiettivo politico dichiarato dal ministro dell’Economia Felipe Chapman è l’uscita di Panama dalla “lista nera” delle giurisdizioni non cooperative in materia fiscale, che comporta controlli rafforzati e restrizioni all’accesso a fondi europei.
In sintesi:
- Panama propone una tassa del 15% sulle multinazionali senza sostanza economica locale.
- La riforma risponde alle richieste UE per abbandonare la “lista nera” fiscale.
- Le imprese dovranno dimostrare dipendenti e spese operative sul territorio panamense.
- L’uscita dalla lista aprirebbe l’accesso a importanti strumenti finanziari europei.
Come funziona la nuova tassa e cosa chiede l’Unione europea
Il disegno di legge del governo di Panama introduce un’aliquota minima del 15% per le società multinazionali registrate nel Paese che non dimostrino una presenza economica effettiva.
Per essere considerate “attive”, le imprese dovranno provare di avere dipendenti, uffici e spese operative in loco, superando il modello puramente cartolare tipico dei paradisi fiscali.
Secondo quanto indicato da Felipe Chapman, la misura rientra nel dialogo con Bruxelles per conformarsi agli standard internazionali contro l’elusione fiscale e rientrare tra le giurisdizioni considerate cooperative.
L’inserimento nella lista nera UE implica infatti controlli supplementari su ogni operazione bancaria e finanziaria con controparti europee, oltre all’esclusione da strumenti chiave per lo sviluppo, come il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile, il Fondo europeo per gli investimenti strategici, il mandato di finanziamento esterno e il quadro generale di cartolarizzazione.
Per evitare tali limiti, Panama sta accelerando sulle riforme fiscali, cercando di bilanciare attrattività per i capitali internazionali e allineamento alle regole globali sulla minima imposizione.
Impatto globale e prossime mosse sui paradisi fiscali
La scelta di Panama si inserisce in un contesto di crescente pressione internazionale sui paradisi fiscali, guidata dall’OCSE e dall’Unione europea.
A maggio 2026, nella lista UE delle giurisdizioni non cooperative compaiono ancora Anguilla, Guam, Isole Turks e Caicos, Isole Vergini americane, Palau, Panama, Russia, Samoa americane, Vanuatu e Vietnam, mentre Samoa, Fiji e Trinidad e Tobago ne sono usciti all’ultimo aggiornamento.
Esiste inoltre una lista “intermedia” di Stati che collaborano ma hanno impegni aperti, dove figurano tra gli altri Turchia e Marocco.
Se il Parlamento panamense approverà il nuovo prelievo minimo e la normativa sulla sostanza economica, Panama potrebbe diventare un caso di studio per altri centri offshore chiamati a ripensare il proprio modello di attrazione fiscale per evitare isolamento finanziario e restrizioni ai flussi di capitale con l’Europa.
FAQ
Perché Panama introduce una tassa minima del 15% sulle multinazionali?
La misura serve ad allineare Panama agli standard UE e OCSE, contrastare l’elusione fiscale ed ottenere la rimozione dalla lista nera europea.
Cosa rischiano oggi le imprese che operano con Panama dalla lista nera UE?
Attualmente affrontano controlli bancari e fiscali rafforzati e l’impossibilità di accedere, tramite Panama, a diversi strumenti finanziari europei.
Quali prove di attività reale dovranno fornire le multinazionali a Panama?
Dovranno dimostrare la presenza di dipendenti, uffici, spese operative e funzioni decisionali effettive sul territorio panamense.
Quali Paesi, oltre a Panama, sono oggi nella lista nera fiscale UE?
Nel 2026 l’elenco comprende Anguilla, Guam, Turks e Caicos, Isole Vergini americane, Palau, Russia, Samoa americane, Vanuatu, Vietnam.
Quali sono le fonti alla base di questa analisi sulla riforma di Panama?
L’analisi deriva da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla Redazione.



