Detrazioni investimenti startup aumentano in dichiarazione fiscale e attraggono capitali
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Detrazione 65% start up innovative: cosa cambia nella dichiarazione 2026
Nella dichiarazione dei redditi 2026 i contribuenti persone fisiche potranno beneficiare di una detrazione IRPEF fino al 65% sugli investimenti effettuati in start up innovative a partire dal 1° gennaio 2025.
La misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024), si applica agli investimenti diretti o tramite OICR o società di capitali che investono prevalentemente in start up innovative con sede in Italia o nell’Unione Europea con sede operativa in Italia.
La nuova aliquota rafforza il precedente regime agevolativo previsto dal decreto legge 179/2012, con l’obiettivo di aumentare il flusso di capitale privato verso imprese ad alto contenuto tecnologico. L’agevolazione è concessa in regime de minimis e richiede il mantenimento dell’investimento per almeno tre anni.
In sintesi:
- Detrazione IRPEF per investimenti in start up innovative elevata fino al 65%.
- Valida per investimenti dal 1° gennaio 2025, in dichiarazione dei redditi 2026.
- Agevolazione in regime de minimis con obbligo di mantenere l’investimento tre anni.
- Incapiènza fiscale: l’eccedenza si trasforma in credito d’imposta riportabile.
Requisiti, limiti e funzionamento della nuova detrazione al 65%
Le start up innovative agevolabili sono micro, piccole e medie imprese che sviluppano prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico, iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese. Non possono svolgere attività prevalente di consulenza o agenzia, ai sensi dell’articolo 28 della legge 193/2024.
Il quadro normativo originario del decreto legge 179/2012 prevedeva due regimi: uno ordinario con detrazione al 30% e uno in regime de minimis al 50%. La Legge 207/2024 innalza quest’ultima aliquota fino al 65%, rendendo il vantaggio fiscale molto più rilevante per gli investitori privati.
La detrazione al 65% spetta sulle somme investite direttamente nel capitale della start up o indirettamente tramite organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) o società di capitali dedicate. La start up deve certificare di non superare i massimali de minimis nel triennio. Sono esclusi gli imprenditori individuali che investono nella propria impresa, i quali possono però utilizzare la deduzione dei costi e, dal 2026, l’iperammortamento.
Dichiarazione 2026, gestione del credito e prospettive future
Nel modello Redditi PF 2026 la detrazione va indicata nel quadro RP, sezione oneri detraibili. In caso di incapienza fiscale, l’eccedenza rispetto all’IRPEF dovuta si trasforma in credito d’imposta riportabile nei periodi successivi fino a completo assorbimento.
Se, ad esempio, l’IRPEF lorda è 1.000 euro, ridotta a 700 euro dopo le detrazioni per carichi di famiglia e prioritarie, e il credito maturato per investimenti in start up è 900 euro, 700 euro sono utilizzati subito, mentre 200 euro sono riportati all’anno seguente.
L’obbligo di mantenere l’investimento per almeno tre anni, con restituzione dello “sconto” e pagamento di interessi in caso di dismissione anticipata, orienta verso capitali più pazienti. L’innalzamento al 65% rende l’Italia più competitiva nel segmento del venture capital early stage, con effetti attesi sulla crescita del tessuto innovativo nazionale.
FAQ
Chi può beneficiare della detrazione al 65% sulle start up innovative?
Possono beneficiarne le persone fisiche soggette a IRPEF che investono in start up innovative idonee, direttamente o tramite OICR e società dedicate.
Quando si applica la nuova detrazione per le start up innovative?
Si applica sugli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2025 e diventa effettivamente fruibile con la dichiarazione dei redditi 2026.
Come si indica la detrazione nel modello Redditi PF 2026?
Va indicata nel quadro RP, nella sezione dedicata agli oneri per i quali spetta la detrazione d’imposta IRPEF.
Cosa succede se l’imposta lorda è inferiore alla detrazione spettante?
In tal caso l’eccedenza di detrazione si converte in credito d’imposta, riportabile nei successivi periodi d’imposta fino a esaurimento.
Quali sono le fonti utilizzate per l’elaborazione di queste informazioni?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



