Omicidio Garlasco, Sempio rompe il silenzio a Verissimo e scuote il caso con una rivelazione shock
Indice dei Contenuti:
Intervista e status dell’indagine
Andrea Sempio, indagato per concorso nell’omicidio di Garlasco, a Verissimo definisce sé stesso “un colpevole desiderato” e prevede il rinvio a giudizio con approdo all’udienza preliminare. Ribadisce fiducia nel proscioglimento, ritenendo insufficienti gli elementi per sostenere il processo. Indica la possibilità di chiedere un interrogatorio, “se sarà il caso”.
▷ Lo sai che da oggi puoi MONETIZZARE FACILMENTE I TUOI ASSET TOKENIZZANDOLI SUBITO? Contatto per approfondire: CLICCA QUI
Descrive un doppio binario: da un lato un percorso giudiziario “lineare”, dall’altro una narrazione mediatica polarizzata, con “tifoserie” e sospetti che si alimentano sui social. Parla di una trasformazione del caso in “serie tv” e di un clima ostile in rete, mentre nella vita quotidiana non percepisce odio. Evidenzia che ogni notizia a lui favorevole viene letta come frutto di un “trucco”.
Ricostruisce il momento della nuova iscrizione nel registro degli indagati: una telefonata dei carabinieri, la notifica di un atto e l’impatto immediato sulla famiglia. Racconta di aver portato il documento ai genitori, consapevole di “esserci dentro, di nuovo”, tra caos e sospensione. Sottolinea la scelta di procedere con prudenza nella fase che precede l’udienza preliminare, senza iniziative eclatanti.
Dna, impronte e contestazioni tecniche
Sotto le unghie di Chiara Poggi è stata rilevata una traccia di Dna compatibile con la linea maschile di Andrea Sempio, emersa in una sola replica delle analisi, mentre nelle altre non compare. Sempio richiama l’archiviazione del 2017, quando il pm evidenziò che le perizie a lui sfavorevoli si basavano su quella singola replica. La difesa considera il dato non univoco e contestabile nel metodo e nella riproducibilità del campionamento.
Al centro della discussione anche un’impronta sul muro che conduce alla taverna. Pure ammettendone l’attribuzione a Sempio, non risulta insanguinata e insiste su una superficie dove sono state riscontrate tracce di più soggetti, tra cui familiari e carabinieri. È una zona della scala in cui appoggiarsi era ritenuto usuale, ridimensionando l’eventuale valenza indiziante dell’impronta isolata.
Su presunti precedenti accessi alle stanze della casa, Sempio nega ricordi compatibili con un ingresso nella camera dei genitori di Chiara. La prospettiva difensiva sottolinea l’assenza di elementi tecnici coerenti e ripetibili che colleghino in modo diretto l’indagato alla scena del crimine, insistendo sulla necessità di una valutazione prudente delle tracce singole e decontestualizzate.
FAQ
- D: Qual è il punto principale sul Dna?
R: Una traccia maschile compatibile con Sempio compare in una sola replica, assente nelle altre. - D: Cosa sostiene la difesa sulla ripetibilità delle analisi?
R: Che il dato non è univoco e risente di limiti di metodo e riproducibilità. - D: Che valore ha l’impronta sul muro verso la taverna?
R: Non è insanguinata e si trova in un’area con impronte di più persone, quindi di scarso peso indiziante. - D: Sono emerse altre impronte rilevanti?
R: Sì, impronte di familiari e carabinieri nella stessa zona, segno di uso comune della scala. - D: Sempio ammette un legame con la stanza dei genitori?
R: No, afferma di non ricordare di essere mai entrato in quella stanza. - D: La difesa chiede nuove perizie?
R: Punta su una lettura prudente degli esiti e sulla scarsa coerenza delle tracce isolate. - D: Qual è la fonte giornalistica di riferimento?
R: Verissimo – Canale 5 (mediaset.it).
Vita privata, alibi e strategia difensiva
Andrea Sempio respinge l’idea di un interesse sentimentale per Chiara Poggi: racconta un rapporto limitato ai saluti, legato all’amicizia con il fratello della vittima. Sostiene di non ricordare ingressi nella stanza dei genitori di Chiara, elementi che la difesa considera coerenti con una frequentazione circoscritta.
Per l’alibi, mostra il biglietto di un parcheggio a Vigevano, conservato il giorno dell’omicidio per documentare gli spostamenti. Lo definisce una scelta prudente, comune ad altri che hanno archiviato scontrini e documenti di lavoro per eventuali verifiche.
Sul piano legale, ha revocato il mandato all’avvocato Massimo Lovati e si è affidato a nuovi difensori: decisione “sofferta”, motivata da divergenze sulla linea, giudicata troppo aggressiva. Preferisce una gestione graduale dei diritti difensivi, senza mosse eclatanti.
FAQ
- D: Sempio aveva una relazione o un’infatuazione per Chiara Poggi?
R: No, riferisce solo saluti occasionali legati all’amicizia con il fratello. - D: È mai entrato nella stanza dei genitori di Chiara?
R: Afferma di non ricordare di esserci mai entrato. - D: Qual è il contenuto dell’alibi di Sempio?
R: Un biglietto di parcheggio a Vigevano, conservato il giorno del delitto. - D: Perché ha tenuto il ticket del parcheggio?
R: Per corroborare i propri spostamenti in previsione di controlli. - D: Ha cambiato avvocato? Per quale motivo?
R: Sì, per divergenze sulla strategia, ritenuta troppo aggressiva. - D: Qual è l’approccio difensivo attuale?
R: Esercizio dei diritti con cautela, senza iniziative clamorose. - D: Qual è la fonte giornalistica di riferimento?
R: Verissimo – Canale 5 (mediaset.it).




