Olimpiadi in bilico: entusiasmo alle stelle, ma c’è chi teme un flop clamoroso
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Attese e polemiche a Milano
Milano si prepara alla cerimonia inaugurale del 6 febbraio a San Siro, ma il clima è tutt’altro che festoso: pochi segni visibili in città oltre ai due store ufficiali e a qualche cartellone, biglietti considerati proibitivi e malumori diffusi per lo sfratto temporaneo di Inter e Milan in piena corsa di campionato.
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Nell’immaginario cittadino l’evento appare come uno dei tanti appuntamenti che la metropoli ospita ogni anno, più intralcio che slancio collettivo. La memoria delle grandi opere rifinite all’ultimo alimenta scetticismo, mentre l’attenzione pubblica resta bassa e frammentata.
Le tensioni crescono sulle infrastrutture simbolo: il Villaggio Olimpico, uscito da un’inchiesta per corruzione, divide per i canoni previsti del futuro studentato; l’Arena Santa Giulia (o Palitalia) è ancora incompleta, con impianti non operativi, spogliatoi in ritardo, pista corta e senza collegamento con Rogoredo.
Dopo i Giochi, il palazzetto più capiente d’Italia rischia di non poter ospitare eventi sportivi, limitandosi ai concerti, mentre pesa la collocazione a ridosso del Bosco di Rogoredo, area già problematica per degrado e sicurezza. Il contrasto tra ambizioni olimpiche e realtà dei cantieri alimenta una percezione di distanza tra progetto e città.
Cantieri, costi e eredità delle opere
I lavori più delicati restano sotto osservazione: il Villaggio Olimpico, pur operativo, ha lasciato strascichi per l’indagine sulla corruzione e per i futuri canoni dello studentato, ritenuti elevati da una parte della comunità. L’Arena Santa Giulia è il nodo irrisolto: cantiere aperto all’esterno e finiture incomplete all’interno, con riscaldamento non attivo, spogliatoi non ultimati, pista corta e assenza del collegamento con Rogoredo.
La prospettiva post-evento solleva interrogativi: il palazzetto, il più grande d’Italia, è destinato quasi esclusivamente ai concerti, limitando l’uso sportivo. La scelta dell’area, a ridosso del Bosco di Rogoredo, accentua criticità di contesto e sicurezza. La gestione della “legacy” si intreccia con la capacità di completare e riprogrammare gli impianti in tempi certi.
Il quadro finanziario è imponente: oltre cinque miliardi di euro di spesa pubblica, con circa 3,4 miliardi dedicati alle infrastrutture. Un terzo delle opere, pari a 2,3 miliardi – il 70% degli investimenti – sarà realizzato dopo i Giochi, alcune oltre il 2030. Ne emerge l’impostazione ormai ricorrente: si usano le Olimpiadi per far avanzare interventi strutturali, non il contrario. La vigilanza su tempi, costi e riuso sarà decisiva per evitare cattedrali nel deserto.
Livigno e Cortina tra rilancio e identità
A Livigno i cantieri sono evidenti: la località, fulcro di snowboard e sci freestyle, punta a capitalizzare gli investimenti con 2’500 parcheggi interrati entro il 2027 per liberare il paesaggio dalle auto e ridurre le code verso i distributori scontati.
La comunità accetta disagi e lavori con pragmatismo, guardando al riposizionamento turistico: obiettivo, una domanda più diversificata e ad alta spesa, orientata alla qualità dell’esperienza. Parola di Luca Moretti, presidente di Livigno Next, che definisce il cambio di passo come evoluzione strategica del brand.
A Cortina d’Ampezzo l’atmosfera è diametralmente opposta: l’Olimpiade è identità condivisa, rafforzata dalla memoria del 1956 e dagli stendardi blu distribuiti ai residenti, diventati termometro di consenso diffuso.
La ferita del “laricicidio” per la pista da bob resta, ma prevale la convinzione di un impianto destinato a un uso continuativo, in netta discontinuità con l’abbandono della struttura di Torino 2006. Il messaggio è chiaro: massimizzare la resa degli impianti e trasformare l’evento in leva stabile per turismo e sport.
Tra Valtellina e Ampezzo emergono due traiettorie complementari: rilancio infrastrutturale e riposizionamento di Livigno, consolidamento identitario e legacy sportiva a Cortina. Il nodo, come sempre, resterà la gestione nel medio periodo.
FAQ
- Quali interventi principali sono previsti a Livigno? Realizzazione di 2’500 parcheggi interrati entro il 2027 per ridurre traffico e impatto visivo.
- Come cambierà il target turistico di Livigno? Verso una clientela più eterogenea e ad alta spesa, orientata alla qualità.
- Chi ha illustrato la strategia di Livigno? Luca Moretti, presidente di Livigno Next.
- Qual è il clima a Cortina d’Ampezzo verso i Giochi? Ampio consenso, testimoniato dagli stendardi blu distribuiti ai residenti.
- Perché la pista da bob di Cortina è controversa? Per l’abbattimento di circa mille larici, bilanciato dalla promessa di uso continuativo.
- Qual è la lezione di Torino 2006? La pista da bob non è stata riutilizzata ed è in stato di abbandono, monito per la legacy.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Contenuti e dati ripresi da RSI – rubrica SEIDISERA.




