Nordio accende il caso Garlasco e chiede una riforma sulla revisione delle condanne definitive
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Nordio critica la legge sulle condanne dopo doppia assoluzione
A Roma, nel primo convegno nazionale “Proteggere chi protegge”, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha denunciato quella che definisce una situazione paradossale del sistema penale italiano. Nordio, senza entrare nel merito del procedimento in corso legato a un noto caso di omicidio, ha spiegato che oggi in Italia una persona può essere prima assolta in primo e secondo grado e poi, in assenza di nuove prove decisive, venire condannata dopo un annullamento con rinvio della Cassazione.
Secondo il ministro, la normativa che consente questa sequenza processuale è “sbagliata” e rende difficile garantire il principio dell’oltre ogni ragionevole dubbio.
Nordio ha confrontato il modello italiano con i sistemi anglosassoni, dove simili sviluppi sono, a suo dire, “inconcepibili”, evidenziando le ricadute sulla fiducia dei cittadini nella giustizia.
In sintesi:
- Il ministro Carlo Nordio critica la legislazione che consente condanne dopo doppia assoluzione.
- Il caso nasce da un processo per omicidio con esiti giudiziari contrastanti nel tempo.
- Nordio invoca una riforma, pur riconoscendo le grandi difficoltà politiche e tecniche.
- Confronto sfavorevole con i sistemi anglosassoni, dove simili vicende sono ritenute inconcepibili.
La dinamica giudiziaria contestata dal ministro della Giustizia
Nel suo intervento alla Scuola Superiore dell’Esecuzione Penale “Piersanti Mattarella” di Roma, Nordio ha ricostruito lo schema tipico del caso oggetto di discussione: “Questo è accaduto sedici anni fa con il primo processo”, ha ricordato, con assoluzioni in Corte d’assise e in appello.
Successivamente, una decisione della Cassazione ha annullato e rinviato il processo, che non è stato integralmente rifatto ma “integrato con nuove considerazioni, prove”, sfociando in una condanna dell’imputato già assolto due volte.
Per Nordio, ciò contrasta con il cardine del diritto penale moderno: la condanna solo “oltre ogni ragionevole dubbio”. Da qui la domanda retorica: *“Come puoi condannare una persona quando è già stata assolta due volte?”*.
Il ministro ha precisato di non voler giudicare la dinamica concreta del delitto né l’identità dell’autore, ma di avere “un’idea chiara sulla dinamica della nostra legislazione, che è sbagliata”.
Fiducia dei cittadini e confronto con i modelli anglosassoni
Nordio ha insistito sul contraccolpo in termini di fiducia pubblica: in Italia un condannato ha scontato “una fortissima pena da colpevole” mentre oggi si indaga su un altro sospettato, in base a prove che indicherebbero un autore diverso.
La situazione viene definita “anomala” e “rarissima”, tale da lasciare “perplesso” il cittadino, che fatica a comprendere come il sistema possa tollerare esiti così divergenti nello stesso caso.
Nei procedimenti anglosassoni, ha ricordato il ministro, uno scenario analogo “non solo non esiste ma è assolutamente inconcepibile”.
Pur ammettendo di aver visto “errori giudiziari di vario tipo”, Nordio considera questo caso un campanello d’allarme strutturale e non episodico, e prefigura un confronto parlamentare acceso su eventuali riforme del giudizio di legittimità e dei limiti alla revisione delle decisioni assolutorie.
FAQ
Cosa critica esattamente Carlo Nordio nella legislazione penale italiana?
Nordio critica la possibilità che un imputato assolto in primo e secondo grado possa poi essere condannato, senza vere nuove prove decisive, dopo annullamento con rinvio della Cassazione.
Perché questa dinamica è ritenuta contraria al ragionevole dubbio?
È ritenuta contraria perché, secondo Nordio, se due collegi giudicanti hanno già escluso la colpevolezza, la soglia dell’oltre ogni ragionevole dubbio risulta sostanzialmente violata.
Quale differenza segnala Nordio rispetto ai sistemi anglosassoni?
Nordio afferma che nei sistemi anglosassoni una condanna dopo doppia assoluzione, senza quadro probatorio radicalmente mutato, è giuridicamente inconcepibile e sostanzialmente esclusa.
Questa vicenda può incidere sulla fiducia dei cittadini nella giustizia?
Sì, secondo Nordio genera perplessità perché un condannato ha scontato una pena severa mentre oggi si indaga su un presunto autore diverso.
Quali sono le fonti dell’analisi riportata nell’articolo?
L’analisi deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



