Garlasco, accusa in aula: il Dna sui pedali non coincide con quello rinvenuto sul cucchiaino
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Dna di Chiara Poggi, cosa chiarisce la Procura sul caso Garlasco
Nel fascicolo sul delitto di Garlasco, i consulenti genetisti della Procura di Pavia chiariscono le presunte incongruenze tra le tracce di dna di Chiara Poggi sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi e quelle sul cucchiaino usato dalla 26enne la mattina del 13 agosto 2007.
La nuova relazione, depositata dai periti Carlo Previderé e Pierangela Grignani, smentisce l’ipotesi che le due quantificazioni (2,78 ng/µl) indichino campioni identici o scambiati.
Secondo i consulenti, la coincidenza numerica deriva dall’impiego di metodiche di analisi differenti e dalla presenza di componenti non umane nel reperto del cucchiaino, escludendo così uno scenario di contaminazione o errore tecnico sistematico.
In sintesi:
- Dna sui pedali e sul cucchiaino: valori numerici simili, ma campioni qualitativamente diversi.
- Sui pedali: dna femminile quantificato con RealTime PCR, riconducibile a materiale ematico.
- Sul cucchiaino: stima fluorescenza che include possibili componenti batteriche e fungine.
- I consulenti della Procura escludono scambio di provette e contaminazioni sistematiche.
I periti della Procura intervengono dopo mesi di ricostruzioni mediatiche, blog e video su piattaforme online che avevano rilanciato l’idea di una perfetta sovrapposizione tra il dna dei pedali della bicicletta Umberto Dei e quello del cucchiaino di Chiara Poggi.
Da quella presunta identità numerica, alcuni commentatori avevano dedotto possibili errori di laboratorio, fino a evocare lo scambio di provette nelle analisi eseguite dal Ris di Parma nel 2007.
La nuova relazione tecnica, agli atti dell’indagine per omicidio su Andrea Sempio condotta dai pm Napoleone, Civardi, De Stefano e Rizza, riporta il dibattito sul terreno delle evidenze forensi, chiarendo natura e limiti delle misurazioni effettuate quasi 19 anni fa.
Perché il dna sui pedali non è uguale a quello sul cucchiaino
Secondo Carlo Previderé e Pierangela Grignani, il reperto dei pedali fu quantificato con tecnica RealTime PCR, che ha rilevato 2,78 ng/µl di dna esclusivamente femminile, quindi attribuibile a materiale umano.
Sul “reperto 29 – cucchiaino”, invece, venne usata una metodica basata sulla fluorescenza, che ha indicato “circa” 2,78 ng/µl, ma senza distinguere in modo selettivo il dna umano da quello di origine batterica o fungina.
Per i consulenti della Procura, questa differenza di principio è decisiva: la fluorescenza tiene conto del complesso biologico presente sulla superficie, mentre la RealTime PCR misura specificamente target umani, rendendo non sovrapponibili le due quantificazioni.
Viene inoltre ricordato che, come già emerso nelle precedenti attività peritali (comprese quelle sulle unghie di Chiara Poggi e nell’incidente probatorio del 2025), esiste una “significativa variabilità” della concentrazione di dna tra fluidi come sangue e saliva, soprattutto se misurati con metodiche eterogenee.
Nel caso dei pedali, il Ris di Parma aveva documentato otto microtracce risultate positive al test al combur per sangue ed emoglobina e l’osservazione di almeno due leucociti al microscopio: elementi che rafforzano l’attribuzione a materiale ematico umano, distinto dal contesto biologico meno definito del cucchiaino.
Le implicazioni future per il caso Garlasco e il dibattito pubblico
La puntualizzazione dei consulenti della Procura di Pavia ridimensiona uno degli argomenti più ricorrenti nella narrazione alternativa sul delitto di Garlasco, quello della “coincidenza perfetta” tra i due reperti.
Pur non introducendo nuovi indizi decisivi, la relazione rafforza l’affidabilità delle procedure di laboratorio applicate nel 2007, distinguendo tra dato numerico grezzo e reale valore probatorio del campione.
Sul piano mediatico e giudiziario, la chiarificazione tecnica potrà incidere sulle future valutazioni di attendibilità delle ricostruzioni diffuse da blogger e youtuber, imponendo maggiore cautela nell’uso selettivo dei numeri di laboratorio.
Resta aperto il quadro più ampio delle indagini, comprese quelle su Andrea Sempio, ma il dossier genetico si orienta ora verso una lettura più coerente con gli standard forensi internazionali e meno permeabile a semplificazioni suggestive.
FAQ
Cosa hanno stabilito i consulenti della Procura sul dna di Chiara Poggi?
Hanno stabilito che il dna sui pedali della bicicletta e quello sul cucchiaino sono quantitativamente e qualitativamente diversi, escludendo identità dei campioni e ipotesi di scambio di provette.
Perché i valori di 2,78 ng/µl non indicano campioni identici?
Perché la RealTime PCR misura specificamente dna umano, mentre la fluorescenza include anche dna batterico e fungino, rendendo non sovrapponibili le due quantificazioni numeriche apparentemente coincidenti.
Che ruolo ha avuto il Ris di Parma nelle analisi del 2007?
Ha individuato microtracce sui pedali della bicicletta, positive al test per sangue ed emoglobina, documentando leucociti al microscopio e fornendo il quadro iniziale delle evidenze ematiche.
Questo chiarimento può riaprire il processo per il delitto di Garlasco?
No, il chiarimento non riapre automaticamente il processo; incide però sulla valutazione di alcune tesi difensive e mediatiche, rafforzando la coerenza delle analisi genetiche agli atti.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione giornalistica?
È stata elaborata congiuntamente a partire da informazioni provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, successivamente rielaborate in modo autonomo dalla nostra Redazione.



