Meteo, ondata artica senza tregua: neve diffusa e gelo estremo, ecco quando svolta e rialzo termico

Meteo, ondata artica senza tregua: neve diffusa e gelo estremo, ecco quando svolta e rialzo termico

8 Gennaio 2026

Quadro termico attuale

Italia nella morsa del gelo con minime estreme: in Val Padana i termometri sono scesi fino a -10°C, mentre in Toscana si sono registrati picchi di -17°C attorno ai 450 metri di quota. Diffuse temperature sottozero anche nel profondo Nord e nelle aree interne di Lazio, Umbria e Campania.

Al Centro-Sud la neve ha raggiunto Basilicata e Puglia, con accumuli a partire dai 500 metri anche sul Gargano. I fiocchi sono comparsi a quote medio-basse, segnalando un raffreddamento incisivo ma in linea con un “normale inverno”.

Gli esperti di 3BMeteo sottolineano che gli episodi gelidi di questo tipo non sono eccezionali, sebbene risultino meno frequenti nell’era del riscaldamento globale. Il quadro termico resta severo, con valori ampiamente sotto le medie e scenari tipici di aria artica in discesa sul Mediterraneo.

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Cause della rasoiata artica

Un robusto blocco anticiclonico sulla Groenlandia ha deviato il flusso zonale, favorendo la discesa di masse d’aria di origine artica verso l’Europa centrale e il Mediterraneo. La barriera di alta pressione ha innescato una circolazione meridiana, convogliando nuclei gelidi fin sulla penisola.

Il raffreddamento è stato amplificato dall’intrusione di aria secca e molto fredda in quota, con conseguente abbassamento della quota neve fino a livelli medio-bassi. Le precipitazioni hanno assunto carattere nevoso già dai 500-900 metri a seconda delle aree esposte e dell’intensità delle correnti.

Secondo 3BMeteo, lo schema sinottico non è raro in inverno, ma oggi compare con minore frequenza rispetto al passato. La persistenza del blocco ha mantenuto temperature sotto media e favorito gelate diffuse, consolidando un profilo termico rigido su gran parte d’Italia.

Evoluzione del fine settimana

Una nuova perturbazione raggiunge l’Italia tra venerdì e sabato, riportando nevicate su settori alpini e lungo l’Appennino centro-meridionale. Venerdì i fenomeni interesseranno le Alpi, in particolare i comparti confinali centro-occidentali, con quota neve attesa tra 700 e 900 metri.

Sabato i fiocchi sono previsti sul Lazio dai 600/700 metri e, più ampiamente, sull’Appennino centrale e meridionale dagli 800/900 metri. Il contesto resterà freddo ma con lieve rialzo delle temperature in quota, tale da innalzare parzialmente il limite delle nevicate.

Domenica si attende maggiore stabilità al Centro-Nord, salvo locali fenomeni residui, mentre il Sud sarà più esposto a rovesci e nevicate tra 800 e 1000 metri su Calabria e Sicilia. Persistono gelate mattutine diffuse nelle vallate interne.

Quando finirà il freddo

Tra il 12 e il 19 gennaio è previsto un cambio di circolazione con progressivo ingresso di correnti atlantiche più miti e umide. Le masse d’aria più fredde tenderanno a concentrarsi tra Nord ed Est Europa, riducendo l’intensità del gelo sulla penisola.

Gli esperti di 3BMeteo stimano temperature meno rigide rispetto alla settimana precedente, con tempo ancora dinamico e rischio di nuove perturbazioni sul Mediterraneo. In pianura aumenteranno le piogge, mentre in montagna resteranno possibili nevicate alle quote stagionali.

Il climatologo Luca Mercalli conferma una transizione già tra giovedì e venerdì verso un regime più umido atlantico: piogge a bassa quota e neve sui rilievi, a fronte della fine dell’episodio più acuto di aria artica.

FAQ

  • Quali aree saranno interessate dalla neve nel weekend? Alpi confinali centro-occidentali venerdì; Appennino centro-meridionale e Lazio sabato; Calabria e Sicilia domenica oltre 800-1000 metri.
  • A che quota è prevista la neve? 700-900 m sulle Alpi venerdì; 600/700 m su Lazio e 800/900 m su Appennino sabato; 800-1000 m su Calabria e Sicilia domenica.
  • Il freddo allenterà la presa? Sì, tra 12 e 19 gennaio atteso attenuarsi del gelo con correnti atlantiche più miti.
  • Arriveranno piogge in pianura? Con il flusso atlantico aumenteranno le precipitazioni a bassa quota, specie al Centro-Nord.
  • Ci saranno nuove perturbazioni? Il tempo resterà dinamico: possibili ulteriori fronti sul Mediterraneo anche dopo il cambio di circolazione.
  • Questo episodio è anomalo? Secondo 3BMeteo è un evento invernale tipico, oggi meno frequente ma non eccezionale.

Quando finirà il freddo

Tra il 12 e il 19 gennaio è atteso un riallineamento della circolazione con ingresso di correnti atlantiche più miti e umide, in sostituzione del flusso artico che ha dominato i giorni scorsi. Le masse gelide si ritireranno verso Nord ed Est Europa, attenuando l’intensità del freddo sulla penisola.

Le temperature si porteranno su valori meno rigidi rispetto alla settimana precedente, senza configurare anticipo di primavera. Il contesto resterà dinamico, con maggiore frequenza di perturbazioni sul Mediterraneo e precipitazioni a bassa quota in pianura.

Secondo 3BMeteo, lo scenario favorirà piogge diffuse alle quote di fondovalle e nevicate in montagna su livelli stagionali. Il climatologo Luca Mercalli indica la transizione già tra giovedì e venerdì, con correnti umide atlantiche, piogge a bassa quota e neve sui rilievi: fase artica in esaurimento ma con inverno ancora pienamente attivo.


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