Meloni ottiene svolta a Crans-Montana, l’Italia entra nelle indagini

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Crans-Montana, “squadre investigative comuni”: vince Meloni, indagherà anche l’Italia
Indagini congiunte sulla strage di Capodanno
L’incendio del locale Le Constellation a Crans-Montana, nella notte di Capodanno, in cui hanno perso la vita 40 persone, entra in una nuova fase giudiziaria con il coinvolgimento diretto dell’Italia. L’Ufficio federale di giustizia svizzero ha confermato che entro la fine della settimana sarà data risposta formale alla richiesta della magistratura italiana di partecipare alle indagini.
La cooperazione tra il Ministero pubblico del Cantone del Vallese e la Procura di Roma potrà tradursi nella creazione di una squadra investigativa comune, strumento previsto dall’articolo 20 del secondo protocollo aggiuntivo alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria. Ciò consentirà di coordinare in tempo reale acquisizioni di prove, audizioni, scambi di documenti e attività tecniche complesse.
L’Ufficio federale di giustizia ha ribadito che l’obiettivo è chiarire l’accaduto in modo rapido, trasparente e completo, escludendo qualsiasi interferenza politica nel lavoro degli inquirenti. La competenza resta in capo alla giustizia vallesana, chiamata a definire cause dell’incendio, eventuali omissioni nei controlli di sicurezza e responsabilità personali e societarie.
Pressioni politiche e diplomazia giudiziaria
La piena collaborazione tra Berna e Roma era stata invocata con forza dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha collegato il rientro dell’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, all’avvio di una cooperazione giudiziaria effettiva. L’ambasciatore era stato richiamato a Roma, d’intesa con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, dopo la scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario di Le Constellation, decisa dal tribunale delle misure coercitive di Sion.
Da Palazzo Chigi è arrivato un messaggio netto: il ritorno del rappresentante diplomatico in territorio elvetico sarebbe stato subordinato alla costituzione immediata di una squadra investigativa comune e a un flusso informativo costante tra le due magistrature. Il via libera annunciato dall’Ufficio federale di giustizia viene letto come un successo politico di Meloni sul fronte della tutela delle vittime italiane e delle loro famiglie.
La vicenda ha alimentato anche tensioni locali: le dichiarazioni del sindaco di Crans-Montana, che ha liquidato come esagerazioni le accuse di “bustarelle” avanzate da parte dei media italiani, hanno riacceso il dibattito pubblico su responsabilità amministrative, controlli edilizi e rapporti tra istituzioni e operatori economici del comprensorio turistico.
Squadre investigative comuni e nuovi elementi di prova
L’Ufficio federale di giustizia ha ricordato che la costituzione di gruppi investigativi comuni è prassi consolidata nei procedimenti penali più complessi e transnazionali. Il vantaggio centrale è operativo: le autorità non devono più ricorrere, per ogni singolo atto, alle tradizionali domande di assistenza giudiziaria, con un notevole risparmio di tempo e una maggiore coerenza nella raccolta delle prove.
Sia Italia che Svizzera hanno sottoscritto il PA II alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria, creando un solido fondamento legale per la Squadra investigativa comune. Il Ministero pubblico del Vallese e la Procura di Roma potranno così operare come un’unica cabina di regia investigativa, con analisi condivise su cause dell’incendio, impianti di sicurezza, eventuali mancanze nelle uscite di emergenza e rispetto delle normative locali.
Nelle ultime ore, l’emersione di una ricevuta relativa alla cauzione versata per la scarcerazione di Jacques Moretti ha aperto nuovi interrogativi sulla gestione del dossier giudiziario e sui criteri adottati dal tribunale per le misure coercitive. Questo documento, all’apparenza ordinario, è diventato un ulteriore tassello che gli inquirenti italiani e svizzeri dovranno valutare per ricostruire non solo la dinamica della tragedia, ma anche l’intera sequenza di decisioni giudiziarie maturate dopo la strage.
FAQ
D: Perché l’Italia partecipa alle indagini?
R: Perché tra le vittime ci sono cittadini italiani e la cooperazione è prevista dalle convenzioni europee.
D: Qual è il ruolo dell’Ufficio federale di giustizia svizzero?
R: Funziona da autorità centrale per l’assistenza giudiziaria internazionale e coordina gli aspetti legali con l’Italia.
D: Cosa prevede la squadra investigativa comune?
R: Un gruppo misto di magistrati e investigatori italiani e svizzeri che lavorano su un unico piano operativo condiviso.
D: Chi conduce formalmente il procedimento penale?
R: La titolarità resta al Ministero pubblico del Cantone del Vallese, in collaborazione con la Procura di Roma.
D: Perché è stato richiamato l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado?
R: Come segnale politico dopo la scarcerazione di Jacques Moretti e per sollecitare una cooperazione giudiziaria piena.
D: Qual è la posizione di Giorgia Meloni sulla vicenda?
R: Ha chiesto collaborazione totale con la Svizzera, legando a questa condizione il rientro dell’ambasciatore e la tutela delle vittime italiane.
D: La creazione di una squadra investigativa comune è un fatto eccezionale?
R: No, è una procedura ormai frequente nei casi transnazionali complessi, soprattutto in Europa.
D: Qual è la fonte giornalistica principale delle informazioni?
R: I dettagli sulla cooperazione, sulle dichiarazioni dell’Ufg e sulle posizioni del governo italiano provengono da ricostruzioni pubblicate dalla stampa nazionale italiana, in particolare da il Giornale.




