Martina Colombari a Verissimo svela le difficoltà di Achille e il legame indissolubile con Billy

Indice dei Contenuti:
Confessioni a Verissimo
Martina Colombari torna a Verissimo da Silvia Toffanin e mette al centro la verità: niente filtri, solo la cronaca di un percorso personale segnato da fragilità e rinascita. Reduce da Ballando con le Stelle, dove ha mostrato il lato più umano, racconta il passaggio più complesso della sua vita familiare, affrontato con lucidità e misura.
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L’ex Miss Italia riconosce che la sofferenza ha demolito l’illusione del controllo totale: ammette di aver dovuto deporre le armi e accettare ciò che non si può governare. Una consapevolezza maturata nell’urto con la realtà, senza vittimismi, senza alibi.
Sottolinea come il giudizio altrui abbia pesato, specie su scelte di madre e professionista: ribadisce di aver tenuto insieme lavoro, matrimonio e responsabilità genitoriali senza cercare etichette eroiche. L’obiettivo, dice, è stato uno solo: esserci, con continuità, mano nella mano con il figlio.
Le sfide di Achille e la famiglia
Il racconto di Martina Colombari si concentra su Achille, alle prese con difficoltà comportamentali e abuso di sostanze, poi inquadrate da una diagnosi tardiva di ADHD. In un frangente critico, il ragazzo ha tentato il suicidio ed è stato salvato in tempo; da allora il percorso è proseguito con assistenza clinica e sostegno costante dei genitori.
Oggi la traiettoria è cambiata: il figlio parla con chiarezza delle crisi superate, segnale di un lavoro interiore che ha rimesso al centro responsabilità e consapevolezza. Nel mezzo, la famiglia ha rinegoziato ruoli e priorità, scegliendo l’ascolto come strumento quotidiano.
“Le difficoltà di Achille ci hanno reso più uniti”, ribadisce la conduttrice, riferendosi al legame con Billy Costacurta. Una coesione costruita sull’alternanza di forza e vulnerabilità, in cui ciascuno è diventato l’argine dell’altro. La lezione appresa è concreta: rinunciare al mito del controllo, accettare l’imprevedibile, stare accanto senza retorica.
Resta netta la posizione contro i giudizi morali: il fatto di continuare a lavorare e custodire il matrimonio non annulla la dedizione materna. La diagnosi tardiva spiega, non assolve; la scelta è stata stare accanto al figlio con discrezione, evitando semplificazioni e titoli facili.
Nessuna autoinvestitura a “madre coraggio”: solo pragmatismo, continuità, e una mano che non si è mai staccata.
Un amore che resiste nel tempo
Martina Colombari ripercorre la storia con Billy Costacurta, quasi trent’anni di vita condivisa nati quando erano giovanissimi e consolidati nel tempo. Diversi per temperamento, hanno trovato una sintesi fondata su rispetto, ascolto e autonomia reciproca, tenendo insieme affetti e lavoro senza sovrapporre ruoli.
Non negano le incrinature: il “settimo anno” li ha visti allontanarsi per un periodo, senza rotture definitive. La scelta è stata lavorare sulla coppia, rinegoziare spazi e priorità, evitare scorciatoie emotive.
Il principio guida resta la manutenzione quotidiana del legame: costruire, coltivare, riconoscere i punti deboli e valorizzare ciò che unisce. Nessuna idealizzazione, solo una strategia concreta che trasforma le crisi in terreno di crescita condivisa.
La gestione delle difficoltà del figlio Achille ha cementato la partnership: un fronte comune, alternanza di ruoli di sostegno, decisioni coordinate. La coppia conferma che l’amore non è assenza di conflitto, ma capacità di attraversarlo con metodo e lealtà.
Oggi la relazione appare solida: affetto dichiarato, memoria dei passaggi complicati, prospettiva orientata al futuro. La tenuta del rapporto, ribadisce Colombari, non è frutto del caso ma di scelte coerenti ripetute nel tempo.
“Se duriamo è perché c’è amore”, la formula che sintetizza un equilibrio raggiunto senza clamori, con disciplina sentimentale e responsabilità condivisa.
FAQ
- Di cosa hanno parlato a Verissimo? Della famiglia di Martina Colombari, del percorso di Achille e del rapporto con Billy Costacurta.
- Qual è stato il momento più critico? L’emergenza legata alla salute di Achille, poi incanalata con diagnosi e supporto.
- Come hanno gestito la coppia durante la crisi? Condivisione delle decisioni, ascolto e lavoro costante sulla relazione.
- Hanno mai pensato alla separazione? C’è stato un periodo di distanza, ma non una rottura definitiva.
- Qual è la lezione principale emersa? Rinunciare al controllo totale e puntare su responsabilità e continuità.
- Che ruolo ha avuto il lavoro di Colombari? È proseguito senza interrompere il sostegno familiare, contro i giudizi esterni.
- Qual è la fonte giornalistica della testimonianza? L’intervista andata in onda a Verissimo su Canale 5, condotta da Silvia Toffanin.




