Maradona al centro del nuovo processo: medici e infermieri accusati di omissioni e gravi negligenze
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Processo Maradona, l’Argentina cerca giustizia per la morte del suo mito
Chi: sette professionisti sanitari, tra cui il neurochirurgo Leopoldo Luque, la psichiatra Agustina Cosachov e lo psicologo Carlos Díaz, sono imputati per la morte di Diego Armando Maradona. Cosa: devono rispondere di presunto omicidio con pene fino a 25 anni. Dove: davanti al tribunale di San Isidro, periferia nord di Buenos Aires. Quando: il nuovo processo è iniziato martedì, a sei anni dal decesso del campione, avvenuto nel novembre 2020. Perché: la procura parla di “indifferenza criminale” durante il ricovero domiciliare a Tigre, con presunti gravissimi deficit assistenziali nelle ultime settimane di vita dell’ex fuoriclasse del Napoli e della Nazionale argentina.
In sintesi:
- Nuovo processo a San Isidro per la morte di Diego Armando Maradona.
- Sette imputati tra medici e infermieri, accusati di omicidio con pene fino a 25 anni.
- La procura denuncia un ricovero domiciliare “crudele” e privo di adeguata assistenza.
- Le difese parlano di paziente ribelle e rifiuto dei trattamenti sanitari.
Accuse, difese e nodi irrisolti del caso clinico Maradona
In aula il pubblico ministero Patricio Ferrari ha ricostruito gli ultimi giorni di Maradona come un lento abbandono terapeutico. Secondo l’accusa, il ricovero nella casa di Tigre fu un “contenimento” più simile a una detenzione che a una cura strutturata, gestito da un’équipe definita *“un branco di dilettanti”*.
La procura sostiene che i sette imputati abbiano ignorato patologie croniche note e segnali d’allarme ripetuti, omettendo monitoraggi basilari cardiaci, metabolici e neurologici. Per la pubblica accusa, non si tratta di errore medico ma di una catena di omissioni consapevoli, configurabili come “indifferenza criminale”.
Al centro del dibattimento ci sono i protocolli adottati, la scelta del domicilio invece di una struttura specialistica e la mancata presenza di apparecchiature e farmaci essenziali. L’avvocato Fernando Burlando, legale di Dalma e Gianinna Maradona, ha parlato apertamente di “assassinio” e di gestione sanitaria “folle”, chiedendo che venga riconosciuta una responsabilità penale diretta.
Le difese ribaltano il quadro, insistendo sull’imprevedibilità del paziente. Gli avvocati sostengono che Maradona fosse perfettamente cosciente delle proprie condizioni e pretendesse di decidere su medicine, visite e controlli, rifiutando spesso gli interventi proposti.
L’immagine tracciata è quella di un paziente “indomabile”, difficile da contenere anche con strumenti legali, in grado di eludere prescrizioni e di sottrarsi ai monitoraggi standard. Una delle frasi più controverse pronunciate in aula è stata quella di un legale secondo cui, se fosse vivo, *“Diego chiederebbe di non condannare i suoi medici”*, affermazione che ha esasperato le figlie presenti in tribunale.
Il processo arriva dopo l’annullamento del precedente dibattimento, travolto da uno scandalo: un giudice era stato coinvolto nella registrazione clandestina delle udienze per un film, imponendo alla giustizia argentina di ripartire da zero in un contesto già logorato da anni di attesa.
Un verdetto che può ridefinire il rapporto tra idoli, cura e responsabilità
Con oltre cento testimoni attesi, e udienze fissate ogni martedì e giovedì per almeno tre mesi, il processo di San Isidro si prepara a diventare un caso giudiziario e mediatico di riferimento per l’intera Argentina.
Oltre alla ricerca di responsabilità individuali, il dibattimento potrebbe avere conseguenze strutturali: ridefinire i protocolli di gestione dei pazienti ad alto profilo, chiarire i limiti della libertà di cura quando esistono dipendenze, fragilità psichiche e gravi comorbilità, e rafforzare i controlli sulla medicina domiciliare privata.
Per un Paese che continua a venerare Maradona come simbolo identitario, la sentenza non chiuderà solo un fascicolo penale: potrà riscrivere il modo in cui si tutela, o si espone al rischio, la salute dei propri miti collettivi.
FAQ
Perché è stato annullato il primo processo sulla morte di Maradona?
È stato annullato perché uno dei giudici risultò coinvolto in registrazioni clandestine delle udienze per un film, compromettendo imparzialità e correttezza del procedimento.
Quali sono le accuse principali contro medici e infermieri imputati?
Le accuse principali riguardano presunto omicidio con “indifferenza criminale”, omissione di controlli fondamentali e gestione inadeguata del ricovero domiciliare, con pene ipotizzate fino a 25 anni.
Quanto potrebbe durare il nuovo processo a San Isidro?
Potrebbe durare almeno tre mesi, con udienze calendarizzate due volte a settimana e oltre cento testimoni chiamati a deporre davanti al collegio giudicante.
Perché il ricovero domiciliare di Maradona è considerato controverso?
È considerato controverso perché, secondo l’accusa, mancavano presidi medici essenziali, monitoraggio adeguato e coordinamento specialistico, nonostante le patologie cardiache e metaboliche note di Maradona.
Quali sono le fonti principali utilizzate per questo articolo sul processo Maradona?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

