Malagò verso la presidenza Figc tra dubbi di ineleggibilità e resa dei conti finale
Figc, sfida Malagò-Abete e ombra pantouflage sulle elezioni del 22 giugno
La corsa alla presidenza della Figc vede contrapposti Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, con il primo favorito grazie al sostegno di Serie A, Serie B, calciatori e allenatori, che sulla carta valgono circa il 54% dei voti. Le elezioni si terranno il 22 giugno a Roma, in un passaggio chiave per il futuro governo del calcio italiano.
Al centro del dibattito c’è però la possibile ineleggibilità di Malagò per il cosiddetto pantouflage, la norma che impone tre anni di stop a chi ha guidato un ente vigilante prima di assumere incarichi in organismi collegati. Per Malagò è passato un solo anno dall’uscita dal Coni, trasformando il voto in un caso delicato di diritto amministrativo e di equilibri politico-sportivi.
In sintesi:
- Malagò favorito su Abete nelle elezioni Figc del 22 giugno.
- Dubbi di ineleggibilità per pantouflage dopo la presidenza Coni.
- Anac, Collegio di Garanzia e governo al centro del possibile contenzioso.
- Scenario commissariamento Figc sullo sfondo come esito estremo.
Pantouflage, Anac e Coni: perché la candidatura di Malagò è a rischio
Il nodo giuridico ruota intorno all’art. 53 del Dlgs 165/2001, che vieta per tre anni incarichi presso soggetti privati “destinatari” dell’attività esercitata per conto delle pubbliche amministrazioni, tra cui rientra esplicitamente il Coni. Il successivo Dlgs 39/2013 ha esteso il perimetro anche agli incarichi di presidente, rendendo superato il precedente di Gianni Petrucci, passato dal Coni alla FederBasket nel 2013.
La delibera Anac n. 436/2025, che ha legittimato l’elezione di Luciano Buonfiglio dal mondo federale al Coni, ha ribadito che il Coni esercita poteri amministrativi sulle federazioni, incluso il commissariamento. Questo rafforza la tesi di una relazione di vigilanza rilevante ai fini del pantouflage.
La candidatura di Malagò può essere impugnata entro sette giorni dalla pubblicazione da un altro candidato – quindi lo stesso Abete – o dal procuratore federale. Inoltre, potrebbe intervenire il Collegio di Garanzia del Coni con una “preliminare verifica dei requisiti”, anche se regolamento elettorale Figc e statuto non lo prevedono espressamente. La composizione del Collegio, scelta negli anni in cui il Coni è stato il “regno” di Malagò, alimenta interrogativi sulla severità di un eventuale giudizio.
Scenari post-voto, ruolo dell’Anac e rischio commissariamento Figc
Fuori dall’ordinamento sportivo, l’ultima vera arma è l’intervento dell’Anac, cui potrebbero rivolgersi Coni, Collegio di Garanzia o governo. Un parere negativo colpirebbe duramente Malagò, aprendo un contenzioso inevitabile davanti a Tar e Consiglio di Stato. Ma un’eventuale sconfitta giudiziaria esporrebbe il ministro Andrea Abodi a un contraccolpo politico, trasformando Malagò in una sorta di “martire” del sistema.
Considerati i rapporti non idilliaci tra esecutivo di centrodestra e Anac guidata da Giuseppe Busia, in scadenza e ritenuto vicino al Movimento 5 Stelle, il dossier è altamente sensibile. Per i nemici di Malagò, la carta pantouflage potrebbe essere giocata anche dopo il voto, puntando a una pronuncia di ineleggibilità che renderebbe nulli gli atti del presidente eletto e aprirebbe la strada al commissariamento della Figc, obiettivo che il governo non è finora riuscito a centrare per via normativa.
L’ombra del conflitto d’interessi accompagnerà Malagò alle urne e, verosimilmente, oltre il 22 giugno, condizionando la credibilità istituzionale del prossimo vertice del calcio italiano.
FAQ
Chi sono i candidati principali alla presidenza Figc del 22 giugno?
Lo scontro è tra Giovanni Malagò e Giancarlo Abete. Malagò parte favorito grazie all’appoggio di Serie A, Serie B, calciatori e allenatori.
Che cos’è il pantouflage e perché riguarda Giovanni Malagò?
Il pantouflage impone tre anni di stop a chi ha esercitato poteri pubblici. Malagò ha lasciato il Coni solo un anno fa.
Chi può contestare la candidatura di Malagò alla Figc?
Può farlo un altro candidato, come Giancarlo Abete, o il procuratore federale, entro sette giorni dalla pubblicazione ufficiale.
Quale ruolo può avere l’Anac nella vicenda Figc-Malagò?
L’Anac può esprimere un parere sull’ineleggibilità. Un giudizio negativo indebolirebbe Malagò e potrebbe sfociare in ricorsi a Tar e Consiglio di Stato.
Quali sono le fonti utilizzate per questo approfondimento sulla Figc?
L’analisi deriva da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborati dalla nostra Redazione.



