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Ecologismo conservatore, energia e Green Deal: la visione di Francesco Giubilei
Chi: Francesco Giubilei, presidente di Nazione Futura e direttore della Fondazione Alleanza Nazionale. Che cosa: propone un “ecologismo conservatore” alternativo sia al negazionismo climatico sia all’ambientalismo radicale. Dove: nell’ultima puntata di “Italia in transizione”, podcast di Adnkronos e Shared Ground, condotto da Giorgio Rutelli. Quando: pubblicata nella nuova stagione 2026 del format. Perché: per ridefinire il rapporto tra destra, natura, giovani e politiche europee su energia, industria e transizione ecologica, criticando il Green Deal europeo e proponendo un mix energetico pragmatico che includa anche il ritorno del nucleare.
In sintesi:
- Giubilei invoca una cultura ambientalista conservatrice fondata su natura, comunità e responsabilità locale.
- Critica il Green Deal europeo come dirigista e penalizzante per famiglie e imprese.
- Propone un mix energetico alla Mattei: rinnovabili, gas, nucleare di nuova generazione.
- Denuncia il rischio di deindustrializzazione europea, in particolare nel settore automotive tedesco.
Una destra della natura tra giovani, comunità e identità europea
Francesco Giubilei contesta l’idea che il tema ambientale appartenga solo alla sinistra o ai movimenti radicali. Preferisce parlare di “natura” più che di “ambiente”, richiamando la tradizione cristiana del “creato” e il pensiero conservatore europeo, da Roger Scruton in poi. Uomo e natura, sostiene, non sono in conflitto ma parte di un medesimo ordine da custodire, non da contrapporre ideologicamente.
Secondo Giubilei, la destra ha lasciato campo libero a realtà radicali come Ultima Generazione, soprattutto tra i giovani, limitandosi alla critica di simboli come Greta Thunberg o del Green Deal senza offrire un progetto riconoscibile. Per colmare questo vuoto propone un “ecologismo conservatore” fondato su azioni concrete: cura dei quartieri, tutela dei parchi urbani, pulizia delle spiagge, manutenzione degli spazi pubblici. Il riferimento a Scruton è esplicito: l’ecologia parte da comunità e territorio, non da astratte campagne globali.
La sostenibilità, in questa chiave, diventa responsabilità quotidiana verso i luoghi in cui si vive, anziché mera adesione a slogan climatici. È qui, sostiene, che il mondo conservatore può recuperare credibilità tra i giovani: collegando identità locale, bellezza dei paesaggi italiani e sviluppo economico sostenibile.
Energia, nucleare e critica pragmatica al Green Deal europeo
Il nodo energetico, per Giubilei, è innanzitutto questione di competitività industriale. L’Italia sconta scelte europee che hanno prodotto costi elevati dell’energia, dipendenza dall’estero e una transizione “ideologica”. Il modello richiamato è quello di Enrico Mattei: diversificazione dei fornitori, rinnovabili in crescita, gas come fonte di transizione e apertura al nucleare di nuova generazione.
Le rinnovabili – solare, eolico, idroelettrico – sono considerate indispensabili in un Paese come l’Italia, ma non sufficienti per sostenere industrie energivore che necessitano continuità e stabilità di erogazione. Da qui l’esigenza di un vero mix energetico integrato, in grado di ridurre i costi per imprese e famiglie.
Il ritorno del nucleare è al centro dell’analisi. Giubilei denuncia una cultura del “no” e il fenomeno Nimby che avrebbe frenato gasdotti, termovalorizzatori e opere strategiche. Cita i termovalorizzatori di Roma e Acerra come esempi del costo, economico e ambientale, del non fare. Insiste sulla differenza tra tecnologie del passato e nuovi mini reattori modulari, con standard di sicurezza avanzati e integrazione nel mix energetico. Obiettivo: autonomia strategica italiana ed europea e bollette più sostenibili.
La critica al Green Deal europeo è netta sul metodo. Giubilei contesta l’approccio “dirigista” di Bruxelles, fondato su obblighi più che su incentivi e gradualità. L’auto elettrica non viene respinta in sé, ma viene rifiutata l’idea di imporla ignorando capacità di spesa delle famiglie, differenze tra Stati membri e impatto sull’industria automobilistica. Analoga valutazione per la direttiva sulle “Case Green” e per le norme che rischiano di trasferire oneri eccessivi su famiglie e piccole imprese.
Giubilei collega questi processi alla crisi dell’automotive tedesco, alla chiusura del nucleare in Germania, al ritardo europeo sull’elettrico rispetto alla Cina e alla penalizzazione di tecnologie come ibridi e biocarburanti. Il rischio, avverte, è una deindustrializzazione progressiva del continente, più esposto alla concorrenza asiatica.
La proposta è una transizione “pragmatica”: nessun negazionismo climatico, ma neppure ambientalismo massimalista. Protezione dell’ambiente, crescita industriale e consenso sociale devono procedere insieme, evitando che la sostenibilità venga percepita come imposizione calata dall’alto. In questo spazio intermedio, l’“ecologismo conservatore” punta a ridefinire il ruolo della destra italiana nel dibattito su clima, energia e sviluppo.
Prospettive future per la destra verde italiana ed europea
L’impostazione tracciata da Francesco Giubilei apre un possibile fronte politico e culturale: una destra capace di parlare di natura, territorio e transizione energetica senza rinunciare a industria e competitività. Se tradotta in proposte legislative su mix energetico, infrastrutture e sostegno a famiglie e PMI, questa linea potrebbe incidere sul prossimo ciclo di politiche europee.
Molto dipenderà dalla capacità di trasformare il riferimento a Scruton e a Mattei in piani concreti: incentivi per comunità locali, governance delle reti energetiche, innovazione industriale. L’ecologismo conservatore, da narrazione, dovrà diventare agenda operativa misurabile su occupazione, bollette, qualità dei territori.
FAQ
Cosa si intende per ecologismo conservatore secondo Francesco Giubilei?
Ecologismo conservatore significa coniugare tutela della natura, identità locale e sviluppo economico, puntando sulla responsabilità delle comunità e su politiche ambientali pragmatiche, non ideologiche né negazioniste.
Perché Giubilei critica il Green Deal europeo attuale?
Giubilei ritiene il Green Deal troppo dirigista: impone target rigidi su auto elettrica e Case Green, scaricando costi elevati su famiglie, PMI e comparti industriali strategici come automotive e manifattura.
Quale mix energetico propone Giubilei per l’Italia?
Giubilei propone un mix alla Mattei: forte sviluppo di rinnovabili, uso del gas come transizione, diversificazione dei fornitori e reintroduzione del nucleare di nuova generazione, inclusi mini reattori modulari.
Perché il nucleare è centrale nella visione di Giubilei?
Perché, secondo Giubilei, solo includendo il nucleare nel mix energetico l’Italia può ridurre stabilmente i costi dell’energia, garantire continuità alle industrie energivore e rafforzare l’autonomia strategica nazionale ed europea.
Da quali fonti è stato elaborato questo articolo di approfondimento?
L’articolo deriva da un’elaborazione congiunta delle informazioni provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.



