Leo Gullotta svela il marito e l’imitazione di Maria De Filippi: la telefonata che ha cambiato tutto

Indice dei Contenuti:
Compleanno e vita privata
Leo Gullotta, prossimo agli 80 anni, ripercorre la sua vita privata mettendo al centro la relazione con il marito Fabio Grossi, regista, con cui condivide un legame da oltre quarant’anni. L’attore chiarisce di non aver mai pianificato un coming out pubblico: nel 1995, alla presentazione del film “Uomini Uomini Uomini”, a una domanda diretta sulla propria omosessualità rispose semplicemente “sì”. Quella sincerità ebbe conseguenze professionali, come la rinuncia forzata a una fiction su Padre Puglisi, ma per lui la libertà personale resta prioritaria e “ha un prezzo”. Con Grossi il rapporto, sancito civilmente nel 2019, si fonda su rispetto reciproco e assenza di possesso: una visione della coppia che l’attore descrive come dialogo continuo e profondo, anche grazie al confronto creativo legato al lavoro del marito. Un percorso privato coerente con l’immagine pubblica di artista che unisce misura e fermezza, e che oggi, alla vigilia di un traguardo anagrafico simbolico, conferma la centralità dei valori condivisi e della sobrietà nelle scelte personali.
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L’imitazione di Maria De Filippi
Nel ricordare la celebre parodia di Maria De Filippi al Bagaglino, Leo Gullotta ricostruisce il contesto umano dietro il personaggio: una conduttrice riservata, spesso scambiata per fredda, in realtà “dolcissima”, discreta, mai invasiva. Racconta che Maurizio Costanzo le suggerì la “caramellina” per alleviare la tensione, segnale di quanto la timidezza fosse parte integrante dei suoi esordi televisivi. L’imitazione ebbe l’avallo diretto della stessa De Filippi: “Mi chiamò”, riferisce l’attore, invitandolo nel 2000 come primo ospite a C’è posta per te, dove si presentò nei panni della “sorella” della conduttrice, siglando un momento iconico di autoironia e dialogo tra satira e TV generalista. La rievocazione evidenzia il metodo di Gullotta: osservazione rispettosa, rigore nel tratto caricaturale e attenzione alla persona prima che al personaggio, una cifra professionale che ha reso quella performance un riferimento della televisione di inizio millennio, capace di unire consenso popolare e misura artistica.
Diritti civili e impegno pubblico
Leo Gullotta definisce il fronte dei diritti civili un cantiere aperto: “molto è stato fatto, ma molto resta da fare”. Denuncia una “censura velata e non”, segno di un Paese che giudica “ipocrita”, ribadendo come la libertà personale comporti costi reali anche in termini professionali. La sua storia con il marito Fabio Grossi, 46 anni insieme e unione civile dal 2019, diventa esempio concreto di stabilità fondata su rispetto, dialogo e assenza di possesso. L’attore rivendica un approccio pubblico sobrio e fermo: nessun coming out orchestrato, ma risposte dirette quando interpellato, accettando le conseguenze. Il suo impegno si traduce nella normalizzazione quotidiana delle identità, nella richiesta di tutele effettive e nella critica alla retorica che separa consenso mediatico e progressi normativi. Per Gullotta, la rappresentazione conta: linguaggi, media e istituzioni devono favorire ambiente inclusivo, altrimenti permangono stigmi e barriere. La coppia con Grossi, anche grazie al confronto professionale del regista, incarna un modello relazionale maturo che smentisce stereotipi e indica una via culturale prima ancora che legislativa.
FAQ
- Quando Leo Gullotta ha ufficializzato la relazione con Fabio Grossi? La coppia è insieme da 46 anni e si è unita civilmente nel 2019.
- Qual è la posizione di Gullotta sui diritti civili in Italia? Ritiene che siano stati fatti passi avanti, ma che resti ancora molta strada da percorrere.
- Che cosa intende per “censura velata e non”? Un clima di pressioni e ostacoli, anche non dichiarati, che limita espressione e inclusione.
- Gullotta ha fatto un coming out pubblico? No, rispose semplicemente a una domanda diretta nel 1995, senza pianificazioni mediatiche.
- La sincerità ha avuto conseguenze sulla carriera di Gullotta? Sì, perse l’opportunità di una fiction su Padre Puglisi, affermando però che la libertà ha un prezzo.
- Quali valori guida Gullotta nella vita di coppia? Rispetto, dialogo costante e rifiuto della logica del possesso.


