Katia Ricciarelli esclusa da Sanremo, protesta per l’omaggio a Baudo

Sanremo 2026 omaggia Pippo Baudo, l’assenza polemica di Katia Ricciarelli
L’edizione numero 76 del Festival di Sanremo, in corso al Teatro Ariston nel febbraio 2026, è dedicata alla memoria di Pippo Baudo, scomparso il 16 agosto. L’omaggio, voluto dal direttore artistico Carlo Conti, si apre con lo storico jingle “Perché Sanremo è Sanremo” e con la voce del conduttore che accoglie il pubblico. In prima fila sono presenti i figli, Alessandro e Tiziana Baudo, e la storica assistente Dina Minna. Proprio la mancata convocazione di Katia Ricciarelli, ex moglie di Baudo e protagonista di diciotto anni della sua vita privata e professionale, ha acceso un caso mediatico. La soprano, in interviste ad Adnkronos e LaPresse, contesta l’assenza di un invito ufficiale e denuncia il silenzio che avrebbe circondato sia la malattia sia la morte dell’ex marito.
In sintesi:
- Sanremo 2026 dedica il Festival a Pippo Baudo con jingle storico e omaggio inaugurale.
- In prima fila al Teatro Ariston i figli del conduttore e l’assistente Dina Minna.
- Katia Ricciarelli critica la mancata convocazione e parla di silenzio sulla malattia di Baudo.
- L’assenza dell’ex moglie riapre il dibattito sui rapporti familiari e sulla memoria pubblica.
Le parole di Katia Ricciarelli e il ruolo di Dina Minna nell’omaggio
Nelle dichiarazioni ad Adnkronos, Katia Ricciarelli rivendica un posto simbolico nella serata: “Un invito ci stava, non tanto come ex moglie, ma come artista che è stata al suo fianco per tanti anni e voleva ricordarlo davvero”. La soprano sottolinea come i loro 18 anni di vita comune sembrino oggi “sciocchezze che non contano”.
La cantante critica anche la presenza centrale di Dina Minna, storica assistente di Baudo: “Mi sembra tutto molto strano dal momento che viene invitata la segretaria, avrebbero dovuto avere il coraggio di metterla vicino ai figli, visto che sono tutti e tre in testamento”. Un passaggio che evoca pubblicamente la questione ereditaria e il peso affettivo della collaboratrice.
A LaPresse, Ricciarelli insiste sul doppio registro, tra apprezzamento e risentimento: “Sono contenta per l’omaggio che faranno a Pippo, se lo merita. Mi sarebbe piaciuto esserci ma avrò impegni di lavoro”. E aggiunge: “Se sono stata invitata? No, ma sono maggiorenne e sarei andata da sola. Non ho bisogno di inviti”.
Ricciarelli afferma inoltre di non essere stata informata della mostra inaugurata a Sanremo e dedicata a Baudo: “Non ne ero al corrente, ma se non mi informano non sto lì a chiedere”. La vera frattura, però, riguarda gli ultimi mesi di vita del conduttore: “Non sono stata informata quando stava male e poi è morto. È questa la cosa più grave. Sono felice che venga celebrato ma mi dispiace per questa omertà”.
Il contesto familiare aiuta a leggere l’episodio: dopo il divorzio del 2004, i rapporti tra Pippo Baudo e Katia Ricciarelli sono rimasti freddi, limitati a contatti sporadici. Nel testamento, Baudo non include l’ex moglie tra gli eredi, mentre riconosce un ruolo patrimoniale a Dina Minna. In questo quadro, l’assenza di un invito ufficiale è coerente con la distanza privata, ma diventa oggetto di discussione pubblica perché si intreccia alla narrazione collettiva dell’eredità artistica del conduttore.
L’eredità di Pippo Baudo tra memoria pubblica e fratture private
L’omaggio di Carlo Conti a Pippo Baudo conferma la centralità del conduttore nella storia del servizio pubblico radiotelevisivo e del Festival di Sanremo. Allo stesso tempo, le dichiarazioni di Katia Ricciarelli mostrano quanto la costruzione della memoria ufficiale resti inevitabilmente parziale, soprattutto quando esistono fratture affettive irrisolte. La scelta di mettere al centro i figli e la collaboratrice storica, e non l’ex moglie, segnala la volontà di allinearsi alle decisioni prese da Baudo in vita, anche sul piano testamentario.
Nei prossimi mesi, la mostra sanremese e le iniziative editoriali dedicate al conduttore contribuiranno a definire in modo più stabile la sua eredità culturale. Le parole di Ricciarelli, però, aprono un altro fronte: quello del diritto – o meno – degli ex partner a partecipare alla celebrazione pubblica di figure che hanno segnato la storia televisiva italiana.
FAQ
Perché Sanremo 2026 è dedicato a Pippo Baudo?
La dedica nasce per celebrare l’impatto storico di Pippo Baudo sul Festival, di cui è stato conduttore-simbolo e innovatore per decenni.
Chi siede in prima fila all’omaggio a Pippo Baudo?
In prima fila al Teatro Ariston siedono i figli di Baudo, Alessandro e Tiziana, insieme alla storica assistente Dina Minna.
Per quale motivo Katia Ricciarelli contesta la mancata convocazione?
Katia Ricciarelli ritiene che i suoi 18 anni accanto a Baudo, come artista e compagna, meritassero almeno un invito formale all’omaggio.
I rapporti tra Pippo Baudo e Katia Ricciarelli erano ancora stretti?
No, dopo il divorzio del 2004 i rapporti sono rimasti freddi, sporadici, e Baudo non ha inserito Ricciarelli tra gli eredi testamentari.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione giornalistica?
Questa ricostruzione deriva da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
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Michele Ficara Manganelli ✿
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