Jamila Chierichetti racconta intervento al seno fallito e protesta Caterina Balivo
Complicazioni dopo mastoplastica, il caso di Jamila Chierichetti
A La volta buona, programma Rai condotto da Caterina Balivo, l’influencer romana Jamila Chierichetti, 26 anni, ha raccontato il grave calvario seguito a una mastoplastica additiva eseguita nel 2021 in una clinica privata. L’intervento al seno, finanziato dalla nonna quando Jamila aveva 21 anni, era stato scelto per ottenere un risultato naturale e migliorare il rapporto con il proprio corpo.
Subito dopo la rimozione dei punti sono però comparsi febbre alta e segni di infezione, inizialmente trattati solo con antibiotici.
Un anno più tardi, una macchia sul seno sinistro si è trasformata in una lesione grave, costringendola a nuove operazioni e alla rimozione di una protesi, con pesanti ripercussioni psicologiche.
La vicenda riapre il dibattito su rischi, responsabilità mediche e corretta gestione delle complicanze nella chirurgia estetica.
In sintesi:
- La 26enne influencer Jamila Chierichetti racconta il fallimento della sua mastoplastica additiva.
- Dopo l’intervento compaiono febbre alta e segni di infezione sottovalutati dal primo chirurgo.
- Una lesione al seno sinistro porta alla rimozione temporanea di una sola protesi.
- Successivo reintervento in una clinica estera e chiarimenti del chirurgo plastico Pietro Lorenzetti.
Dal desiderio di cambiamento al calvario post operatorio
Il percorso di Jamila Chierichetti inizia con un regalo: la nonna decide di pagarle la mastoplastica additiva, per aiutarla a superare il disagio di non avere seno a 21 anni. Jamila si informa, sceglie una clinica privata e un chirurgo di fiducia.
L’intervento, eseguito a marzo 2021, sembra inizialmente riuscito. La criticità emerge subito dopo la rimozione dei punti: la febbre sale a 38 gradi e non scende, segnale tipico di possibile infezione post operatoria.
Il medico prescrive antibiotici; la situazione pare stabilizzarsi e Jamila inizia a convivere positivamente con il nuovo aspetto.
Dopo circa un anno, però, compare una macchia sul seno sinistro, inizialmente interpretata come semplice sfregamento. In pochi giorni l’area si gonfia “come un brufolo infetto”, fino a lacerare la pelle e costringere alla rimozione della protesi sinistra.
Per mesi Jamila vive con un seno solo, in forte disagio fisico e psicologico. Alla fine sceglie una clinica estera, dove le vecchie protesi vengono rimosse e sostituite con nuovi impianti, in un percorso più strutturato di gestione della complicanza.
Responsabilità mediche e rischi da non sottovalutare
In studio, la reazione di Caterina Balivo è di aperta indignazione: la conduttrice sottolinea come il primo chirurgo avrebbe dovuto riconoscere e trattare tempestivamente l’infezione, evitando a Jamila mesi di sofferenza e asimmetria. «Il medico doveva saperlo… perché le ha fatto passare questo calvario?», domanda con durezza.
A fare chiarezza interviene il chirurgo plastico Pietro Lorenzetti, che inquadra clinicamente il caso. Secondo Lorenzetti, il quadro è tipico di un processo infettivo iniziale dopo l’impianto protesico: febbre e seno gonfio indicano un coinvolgimento batterico che può essere solo apparentemente risolto dagli antibiotici.
Il batterio, spiega, può però persistere in forma latente, riattivandosi in periodi di stress o fragilità dell’organismo e provocando, a distanza di mesi, lesioni cutanee e complicanze importanti.
Il caso di Jamila diventa così un monito sulla necessità di scegliere strutture qualificate, di ricevere un consenso informato completo e di pretendere controlli rigorosi, soprattutto nei primi mesi successivi a una mastoplastica additiva.
FAQ
Quali segnali possono indicare un’infezione dopo mastoplastica additiva?
Possono indicarlo febbre superiore a 38 gradi, dolore crescente, seno gonfio, arrossamento marcato, secrezioni dalla ferita o cattivo odore. In questi casi serve visita chirurgica urgente.
Quanto è frequente un’infezione dopo intervento al seno con protesi?
È statisticamente rara, con incidenza generalmente inferiore al 2-3% negli interventi eseguiti in centri specializzati, ma richiede sempre valutazione tempestiva.
Quando è necessario rimuovere una protesi mammaria infetta?
È necessario quando l’infezione non risponde agli antibiotici, compaiono raccolte purulente, lesioni cutanee o rischio sistemico. La decisione spetta al chirurgo plastico.
Come scegliere in sicurezza la clinica per una mastoplastica additiva?
Serve verificare specializzazione del chirurgo, certificazioni della struttura, trasparenza sul consenso informato, protocolli post-operatori e disponibilità ai controlli programmati.
Da quali fonti proviene la ricostruzione di questo caso clinico?
Deriva da una elaborazione giornalistica basata congiuntamente su fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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