Italia guida classifica frodi Ue, indagini più efficaci fanno emergere irregolarità

Italia in prima linea nelle indagini Eppo su frodi ai danni dell’Ue
L’Italia guida per il secondo anno consecutivo la classifica europea dei procedimenti penali aperti per reati contro le finanze dell’Unione europea. Il dato emerge dal bilancio 2025 della Procura europea (Eppo), che opera in Italia tramite 20 magistrati delegati sul territorio nazionale.
Nel 2025 la Penisola ha registrato 991 indagini attive per un danno potenziale di 28,71 miliardi di euro, con un forte peso delle truffe legate al Pnrr e al Recovery and Resilience Facility. A livello Ue le inchieste aperte sono 3.602, per un danno stimato record di 67,27 miliardi.
Secondo il procuratore europeo per l’Italia Andrea Venegoni, questo primato non segnala soltanto maggiore criminalità economica, ma soprattutto un’eccezionale capacità investigativa maturata grazie all’esperienza della Guardia di Finanza e delle forze di polizia economico-finanziaria italiane.
In sintesi:
- Italia prima in Ue per procedimenti Eppo: 991 indagini per 28,71 miliardi di danni stimati.
- Quasi due terzi delle truffe Pnrr europee sono emerse in Italia, con 331 procedimenti nel 2025.
- Indagini Ue in forte crescita: 3.602 casi per 67,27 miliardi di euro di frodi sospette.
- Eppo vanta tasso di condanna vicino al 95%, con sequestri per oltre 1,1 miliardi.
Numeri, frodi Pnrr e ruolo dell’Italia nell’azione Eppo
A fine 2025 le indagini Eppo nell’Unione europea hanno raggiunto quota 3.602, in aumento del 35% rispetto al 2024, con un danno stimato complessivo di 67,27 miliardi. La cifra è quasi triplicata rispetto ai 24,8 miliardi dell’anno precedente, segnalando un’espansione sia dei controlli sia delle frodi complesse transnazionali.
Oltre due terzi del danno, pari a 45,01 miliardi, riguarda frodi sulle entrate Ue, in particolare sull’Iva e sui dazi doganali. In questo perimetro rientrano 981 casi di frode Iva e doganale, definiti da Laura Kövesi una vera “industria criminale” a lungo sottovalutata.
In Italia, con 991 inchieste, il danno potenziale è di 28,71 miliardi, contro le 535 indagini della Romania e le 360 della Germania. Il comparto più sensibile resta quello della spesa Ue: le frodi legate al Recovery and Resilience Facility, pilastro finanziario del NextGenerationEU da 577 miliardi, contano 512 casi attivi in Europa (+66,7% sul 2024).
Di questi, ben 331 procedimenti riguardano l’Italia, cioè quasi due terzi del totale Ue. Il dato è proporzionale alla dimensione delle risorse del Pnrr richieste e ottenute dal Paese, ma riflette anche un’attività investigativa capillare. L’Eppo stima in circa 5 miliardi di euro le somme già sottratte, con diverse modalità di frode, ai fondi del Rrf.
Tra i casi più rilevanti spicca una frode transnazionale da 95 milioni che coinvolge imprese italiane in Bulgaria. Secondo Eppo, due manager di una società italiana avrebbero orchestrato irregolarità nella fornitura di sistemi di segnalazione ferroviaria alle ferrovie bulgare. L’indagine, avviata nel gennaio 2025, è tuttora in corso.
Condanne record, fiducia dei cittadini e prospettive per i fondi Ue
L’azione repressiva dell’Eppo mostra indicatori di efficacia elevati: il tasso di condanna sfiora il 95%, a conferma della solidità probatoria delle indagini coordinate con le autorità nazionali. Nel 2025 sono stati depositati 275 rinvii a giudizio, in crescita del 34% rispetto al 2024.
Sul piano patrimoniale i giudici hanno emesso ordini di sequestro per 1,13 miliardi di euro, mentre il valore dei beni effettivamente sequestrati ammonta a 288,93 milioni. Le segnalazioni totali sono salite a 6.966 (+6%), trainate da denunce di privati cittadini (4.629) e di autorità nazionali (2.107), a fronte di appena 143 segnalazioni provenienti da istituzioni e agenzie Ue.
“Con 981 casi di frode Iva e doganale in corso, per danni stimati in 45 miliardi, stiamo contrastando un’industria criminale ignorata o tollerata per troppo tempo. Questo è fondamentale per la sicurezza dell’Unione europea e per le nostre finanze pubbliche”, ha dichiarato la procuratrice capo Laura Kövesi.
“Abbiamo fatto del nostro meglio per dimostrare che in Ue la giustizia è al servizio dei cittadini”, ha aggiunto Kövesi, auspicando che l’impegno dell’Eppo per l’indipendenza resti la sua vera eredità in un quadro di crescenti flussi di fondi europei fino al 2026.
FAQ
Perché l’Italia ha il maggior numero di indagini Eppo in Europa?
L’Italia registra più indagini perché combina l’elevata esposizione ai fondi Ue con una capacità investigativa capillare di Procure e Guardia di Finanza.
Qual è il rischio principale di frode legato al Pnrr italiano?
Il rischio principale riguarda l’uso illecito dei fondi per progetti fittizi, sovrafatturazioni, appalti pilotati e frodi Iva connesse agli investimenti Pnrr.
Come possono imprese e enti ridurre il rischio di indagini Eppo?
Devono adottare sistemi di compliance robusti, tracciabilità totale della spesa, controlli interni indipendenti e collaborazione tempestiva con autorità giudiziarie e di controllo.
Cosa significa un tasso di condanna Eppo vicino al 95 per cento?
Significa che quasi tutti i casi portati a giudizio hanno prove solide, aumentando la deterrenza contro le frodi ai danni dei bilanci Ue.
Quali sono le fonti utilizzate per i dati sulle indagini Eppo?
I dati derivano da una elaborazione congiunta di informazioni Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
PUBBLICITA’ – COMUNICATI STAMPA – PROVE PRODOTTI
Per acquistare pubblicità CLICCA QUI
Per inviarci comunicati stampa e per proporci prodotti da testare prodotti CLICCA QUI



