Italia evacua i primi connazionali bloccati tra Iran e Golfo

Italiani bloccati nel Golfo: numeri, rischi e piani di rientro
Oltre 70mila italiani si trovano oggi nel Medio Oriente, soprattutto nei Paesi del Golfo, al centro delle tensioni seguite all’attacco di Israele e Usa all’Iran e alla risposta di Teheran. Circa il 20% sono turisti, studenti e viaggiatori, inclusi i 200 studenti minorenni fermi a Dubai e i 573 connazionali bloccati a bordo della nave Msc Euribia nel porto della capitale degli Emirati Arabi. Le operazioni di rientro e messa in sicurezza sono coordinate dall’Unità di Crisi della Farnesina, che lavora con ambasciate e consolati nell’area. Il governo, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, definisce la tutela dei connazionali “priorità assoluta”, mentre cresce la pressione delle famiglie e dei passeggeri che chiedono tempi certi e informazioni chiare.
In sintesi:
- Oltre 70mila italiani nel Medio Oriente, quasi 20mila nelle aree del Golfo ad alto rischio.
- Bloccati 200 studenti a Dubai e 573 italiani sulla nave da crociera Msc Euribia.
- Farnesina attiva corridoi aerei e voli charter da Oman, Emirati e scali limitrofi.
- Famiglie e turisti denunciano stress psicologico, scarsa assistenza e comunicazioni frammentarie.
I numeri degli italiani nel Golfo e la risposta della Farnesina
Secondo i dati dell’Unità di Crisi, quasi 20mila italiani non residenti si trovano nelle aree del Golfo considerate a rischio elevato, oltre a circa 500 connazionali in Iran. Negli Emirati Arabi sono presenti 7.800 italiani arrivati dall’inizio della crisi e quasi 21mila residenti registrati. In Qatar i residenti italiani sono 2.810 e 769 le persone arrivate durante i raid; in Arabia Saudita si contano 3.822 italiani, di cui 1.322 tra viaggiatori e turisti. In Oman risultano 709 italiani in transito e 341 residenti.
Da Mascate è decollato il primo volo charter con 127 italiani, tra cui persone bloccate in Oman o trasferite da Dubai con il supporto della Farnesina. A Abu Dhabi, Dubai e in Oman ambasciate e consolati stanno facilitando il trasferimento verso gli aeroporti operativi della regione. La compagnia Etihad prepara finestre di apertura limitata dello scalo di Abu Dhabi per consentire partenze mirate.
In Parlamento, il ministro Antonio Tajani ha ribadito: *“I nostri connazionali nella regione sono la nostra priorità assoluta”* e ha chiesto alle forze politiche unità e senso di responsabilità.
Paura tra studenti, turisti e vip mentre cresce la pressione sul governo
La criticità non è solo logistica ma anche psicologica. Tra i 200 studenti del progetto di simulazione diplomatica Fsl, organizzato dall’Associazione WSC Italia, a Dubai emergono segnali di forte stress. Una madre di una studentessa 17enne denuncia: *“I ragazzi sono lasciati a loro stessi, anche per mangiare… nessuno della Farnesina mi ha contattato”*. L’albergo non fornisce pasti, molti ragazzi hanno finito i soldi e si affidano al delivery e alla solidarietà reciproca.
A bordo della Msc Euribia, ferma nel porto della capitale emiratina, i 573 italiani attendono il via libera delle autorità locali per lasciare lo scalo. Alcuni passeggeri riferiscono di bagliori, rumori di contraerea e allarmi sui telefoni: *“C’era gente ammassata alla reception, alcuni tenevano stretti i bambini e piangevano dalla paura”*, raccontano. Lo staff della nave lavora per mantenere la calma, ma la percezione di insicurezza resta alta.
Tra i bloccati a Dubai figura anche la conduttrice e attrice Luisa Corna, ospite del Gala della Canzone italiana ispirato a Sanremo. *“Siamo stati per ore in aeroporto, poi l’albergo era esaurito”*, spiega. Racconta di attacchi avvertiti sopra le loro teste, sorvoli di aerei militari e allerte continue sui telefoni: *“C’è un clima di grande tensione e di insicurezza”*. Nel gruppo dei connazionali bloccati figurano anche due squadre di volley, l’allenatore Roberto Mancini e il cestista Awudu Abass.
Tra i turisti in difficoltà c’è Felice Guarino, in vacanza a Dubai con sorella e cognato: *“Per oggi ci hanno detto che sicuramente non si parte. Niente voli, ancora fermi senza una indicazione precisa”*. I loro nomi vengono raccolti in attesa di nuovi piani di volo: *“C’è qualche speranza per domani ma nessuna certezza”*, afferma. Analoga sorte per i nove eugubini citati dal sindaco di Gubbio Vittorio Fiorucci, anch’essi bloccati dopo la chiusura dello spazio aereo.
Scenari futuri per italiani nel Golfo e impatto sulle politiche di sicurezza
Le attuali operazioni di evacuazione potrebbero diventare un banco di prova per la revisione delle procedure di allerta e assistenza consolare nei teatri di crisi, con impatto diretto su assicurazioni di viaggio, protocolli scolastici per i programmi all’estero e linee guida delle agenzie turistiche. Nel medio periodo, la Farnesina potrebbe rafforzare la promozione dell’iscrizione a “Dove siamo nel mondo” e dei canali di emergenza digitali per ottenere dati più aggiornati sui connazionali in aree sensibili.
Sul piano politico interno, la gestione dei rientri e della comunicazione con le famiglie rischia di diventare terreno di confronto tra maggioranza e opposizioni, con possibili audizioni supplementari in Parlamento e richieste di report dettagliati sulle scelte operative adottate nei primi giorni della crisi.
FAQ
Quanti italiani si trovano oggi nelle aree a rischio del Golfo?
Attualmente risultano presenti quasi 20mila italiani non residenti nelle aree del Golfo considerate ad alto rischio, oltre a circa 500 connazionali in Iran, secondo dati dell’Unità di Crisi.
Cosa sta facendo la Farnesina per far rientrare gli italiani bloccati?
La Farnesina sta coordinando voli charter, trasferimenti interni verso aeroporti operativi e assistenza consolare diretta tramite ambasciate e consolati, con priorità a studenti, gruppi organizzati e situazioni considerate più vulnerabili.
Quando è previsto il rientro dei 200 studenti italiani bloccati a Dubai?
Secondo quanto dichiarato dal ministro Antonio Tajani, i 200 studenti del progetto Fsl a Dubai dovrebbero rientrare “domani”, salvo imprevisti operativi negli scali regionali.
Cosa devono fare i connazionali nel Golfo per ricevere assistenza immediata?
È fondamentale registrarsi sul portale “Dove siamo nel mondo”, contattare l’Unità di Crisi o l’ambasciata competente e seguire le indicazioni di sicurezza locali, evitando spostamenti non necessari.
Quali sono le fonti utilizzate per queste informazioni sulla crisi nel Golfo?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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