Intelligence italiana indica Russia come principale minaccia strategica per l’Europa

Russia, nel 2026 principale minaccia ibrida per l’Europa secondo il Dis
L’Europa è sempre più esposta a sabotaggi e attacchi “non convenzionali” attribuiti alla Russia, che secondo l’intelligence italiana diventerà nel 2026 la principale minaccia per il continente.
Il nuovo allarme arriva dalla “Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza”, presentata il 4 marzo a Roma dal Dis, Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza, nell’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera.
Il report, intitolato “Governare il cambiamento”, analizza l’evoluzione del rischio per l’Italia e l’Europa: attacchi informatici, sabotaggi a infrastrutture critiche e operazioni “sotto soglia” sono più che quintuplicati tra 2023 e 2025, aumentando la probabilità di vittime civili e destabilizzazione politica.
In sintesi:
- Sabotaggi e attacchi ibridi in Europa più che quintuplicati tra 2023 e 2025
- Nel 2026 la Federazione Russa sarà la minaccia prioritaria per l’Europa
- Mosca usa agenti proxies e reti criminali per colpire “sotto soglia”
- Obiettivo: logorare il sostegno europeo all’Ucraina e testare le difese Nato
Attacchi sotto soglia e sabotaggi: la nuova strategia russa in Europa
La Relazione del Dis evidenzia come, dall’inizio della guerra russo-ucraina, l’Europa sia diventata teatro di operazioni “sotto soglia”: sabotaggi hacker, interferenze su linee ferroviarie, piattaforme di gestione del traffico aereo in tilt, pacchi incendiari, azioni contro infrastrutture critiche energetiche, logistiche e comunicative.
Secondo gli analisti, questi attacchi “sono più che quintuplicati tra il 2023 e il 2025” e la loro gravità è aumentata, con un rischio crescente di coinvolgimento diretto dei civili.
L’intelligence sottolinea che *“sin dall’invasione dell’Ucraina, la Russia ha dimostrato maggiore aggressività e spregiudicatezza nell’esecuzione di campagne di sabotaggi in Europa e di misure volte a influenzare lo spettro politico e l’opinione pubblica nell’ex spazio sovietico”*.
La riduzione dei funzionari di intelligence russi nei Paesi europei spinge il Cremlino a utilizzare agenti proxies: *“network di individui spesso criminali comuni provenienti da ex Paesi sovietici”*, più difficili da tracciare e da collegare ufficialmente a Mosca.
Rischi per il 2026 e sfida alla coesione europea e Nato
Per il Dis, gli obiettivi strategici della Federazione Russa sono chiari: *“indebolire il supporto dell’opinione pubblica europea e scoraggiare la prosecuzione dell’assistenza economico-militare a favore dell’Ucraina, oltre che testare le vulnerabilità in tema di difesa dei Paesi europei e Nato”*.
La Relazione valuta che *“è probabile che gli attacchi non convenzionali russi proseguiranno, specie qualora non si dovesse raggiungere un accordo di pace con l’Ucraina, e comunque in risposta all’aumento del sostegno economico-militare europeo che dovrà sopperire all’anemia di aiuti USA”*.
Un nodo critico rimane l’attribuzione degli attacchi: la difficoltà di dimostrare con certezza la paternità delle operazioni ne frena la condanna politica unitaria.
Gli 007 italiani avvertono che questa incertezza *“fatica a tradursi in una presa di coscienza unitaria da parte dei Paesi europei e NATO, a causa dei timori di escalation a essa annessi”*, lasciando margini di manovra a nuove campagne di sabotaggio.
FAQ
Perché la Russia è considerata la principale minaccia per l’Europa nel 2026?
La Russia è considerata tale perché, secondo il Dis, ha quintuplicato attacchi ibridi dal 2023 al 2025, mirando a indebolire sostegno europeo all’Ucraina.
Cosa si intende per attacchi “sotto soglia” contro l’Europa?
Si intendono operazioni ostili che restano sotto la soglia di guerra aperta: cyberattacchi, sabotaggi a infrastrutture, azioni coperte e difficilmente attribuibili ufficialmente.
Chi sono gli agenti proxies utilizzati dalla Russia in Europa?
Gli agenti proxies sono reti di intermediari, spesso criminali comuni dell’ex spazio sovietico, ingaggiati per condurre sabotaggi e operazioni clandestine difficili da collegare al Cremlino.
Qual è l’obiettivo degli attacchi russi verso i Paesi Nato?
L’obiettivo principale è logorare il consenso interno, frenare gli aiuti militari ed economici all’Ucraina e verificare le vulnerabilità dei sistemi di sicurezza euro-atlantici.
Da quali fonti è stata elaborata questa analisi sulla minaccia russa?
Questa analisi deriva da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
PUBBLICITA’ – COMUNICATI STAMPA – PROVE PRODOTTI
Per acquistare pubblicità CLICCA QUI
Per inviarci comunicati stampa e per proporci prodotti da testare prodotti CLICCA QUI



