Instagram sotto accusa per il controllo del tempo online dei minori

Processo a Meta a Los Angeles, Zuckerberg sotto accusa per i minori
Chi: il CEO di Meta Mark Zuckerberg, la diciannovenne “Kaley” (K.G.M.), Meta, YouTube, ex alleate Snap e TikTok.
Che cosa: un processo civile sulla presunta responsabilità dei social nella salute mentale degli adolescenti.
Dove: davanti alla Corte Superiore della Contea di Los Angeles, con giuria popolare.
Quando: il dibattimento è in corso, con la testimonianza diretta di Zuckerberg e la produzione di documenti interni.
Perché: la querelante sostiene di aver sviluppato dipendenza, depressione e pensieri suicidari a causa dell’uso di Instagram e di altri social in età minorile.
In sintesi:
- Una diciannovenne accusa le piattaforme social di averle danneggiato la salute mentale da minorenne.
- Meta è chiamata a rispondere del design di Instagram e delle strategie sui minori.
- Documenti interni mostrano focus su tempo di utilizzo e crescita tra adolescenti e preadolescenti.
- La decisione della giuria potrebbe ridefinire responsabilità legali e regolazione dei social.
Documenti interni, minori in piattaforma e difesa di Zuckerberg
Nel procedimento K.G.M. v. Platforms et al., la giuria deve stabilire se il design dei prodotti social abbia contribuito in modo prevedibile a danni psichici tra i giovani utenti.
In aula è stata letta una comunicazione interna attribuita a Mark Zuckerberg: “La nostra priorità assoluta per la prima metà del 2017 sono gli adolescenti.”.
L’accusa sostiene che Meta abbia perseguito deliberatamente l’aumento del “tempo totale trascorso” dagli adolescenti su Instagram, celebrando i “traguardi” di utilizzo, mentre il tempo medio giornaliero cresceva da 40 a 46 minuti in pochi anni.
Una mail di un ex product manager afferma: “Il nostro obiettivo aziendale complessivo è il tempo totale degli adolescenti trascorso sulla piattaforma.”
Altri documenti indicano i preadolescenti come fascia con la retention più alta negli Stati Uniti e fissano l’obiettivo di rendere Instagram la principale destinazione per adolescenti per utenti attivi mensili negli USA e nel mondo entro l’anno.
Il momento più teso riguarda la gestione degli under 13. Davanti al Congresso, nel 2024, Zuckerberg aveva dichiarato che i bambini sotto i 13 anni non erano ammessi sulla piattaforma.
Documenti del 2015 mostrano però che l’azienda stimava circa 4 milioni di utenti sotto soglia.
In aula, il CEO ha ribadito di aver rappresentato onestamente la policy ufficiale – divieto formale agli under 13 e rimozione degli account individuati – ma un’email dell’allora consigliere Nick Clegg descriveva i requisiti di età come “sostanzialmente inapplicabili”.
Gli avvocati di Kaley sostengono che, pur consapevole della massiccia presenza di minori, Instagram abbia introdotto reali barriere solo tardi: richiesta della data di nascita a tutti gli utenti dal 2021, dopo anni di pressioni politiche e mediatiche.
Meta replica che la raccolta della data di nascita per i nuovi account era iniziata già nel 2019 e nega qualsiasi responsabilità causale diretta nei problemi di salute mentale della querelante.
Strategie sui minori, protezioni tardive e possibili ricadute globali
Negli ultimi anni Instagram ha introdotto limitazioni agli adulti sconosciuti, impostazioni predefinite più restrittive, filtri sui contenuti sensibili e nuovi controlli parentali per gli adolescenti.
Secondo i documenti prodotti in aula, queste misure sarebbero però arrivate “a scoppio ritardato”, spesso dopo inchieste giornalistiche, audizioni al Congresso e l’esplosione del contenzioso civile.
La giuria di Los Angeles dovrà decidere se la priorità interna alla “crescita tra i minori” abbia prevalso, per anni, sulle esigenze di protezione degli utenti più vulnerabili, e in che misura ciò abbia inciso sul percorso di Kaley verso dipendenza, depressione e pensieri suicidari.
Una condanna, o un risarcimento rilevante, potrebbe diventare benchmark per centinaia di cause analoghe già avviate negli Stati Uniti, accelerare nuove normative su design “safety by default” e imporre standard più stringenti per l’uso dei social sotto i 18 anni anche in Europa.
FAQ
Che cos’è il processo K.G.M. v. Platforms et al.?
È una causa civile a Los Angeles in cui una giovane donna accusa più piattaforme social di averle causato gravi danni di salute mentale durante l’adolescenza.
Perché Mark Zuckerberg è stato chiamato a testimoniare?
È stato chiamato come testimone perché, secondo l’accusa, avrebbe guidato strategie aziendali di Meta focalizzate sull’aumento dell’uso di Instagram tra adolescenti e preadolescenti.
Cosa emerge sui minori sotto i 13 anni su Instagram?
Emerge che nel 2015 Meta stimava circa 4 milioni di utenti sotto i 13 anni, nonostante la policy ufficiale ne vietasse formalmente la presenza sulla piattaforma.
Quali protezioni ha introdotto Instagram per gli adolescenti?
Ha introdotto impostazioni privacy più restrittive, limitazioni ai contatti indesiderati, filtri contenuti sensibili e strumenti di controllo parentale, ma spesso dopo forti pressioni esterne.
Qual è la fonte originale delle informazioni su questo caso?
Le informazioni derivano da un’elaborazione giornalistica basata su contenuti di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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