INPS chiarisce come trasformare i contributi pensionistici in salario mensile

Bonus Giorgetti 2026: come funziona, a chi spetta, perché conviene
I lavoratori dipendenti italiani che maturano entro il 31 dicembre 2026 il diritto alla pensione anticipata ordinaria possono scegliere di restare al lavoro attivando il bonus Giorgetti. L’incentivo, operativo su tutto il territorio nazionale e chiarito dall’INPS con la circolare n. 19 del 25 febbraio, consente di trasformare in stipendio netto la quota di contributi previdenziali a carico del dipendente, pari al 9,19% della retribuzione. L’agevolazione, erede del precedente bonus Maroni e non più collegata a Quota 103 cessata a fine 2025, è stata confermata per il 2026 dal governo guidato da Giorgia Meloni con l’obiettivo di incentivare il posticipo del pensionamento, alleggerire la spesa previdenziale nell’immediato e aumentare il reddito disponibile dei lavoratori prossimi alla pensione.
In sintesi:
- Il bonus Giorgetti 2026 vale solo per la pensione anticipata ordinaria, non più per Quota 103.
- Consente di trasformare in busta paga il 9,19% di contributi a carico del lavoratore.
- Spetta a chi matura i requisiti di pensione anticipata entro il 31 dicembre 2026.
- Ogni mese in più di lavoro aumenta lo stipendio netto ma rinvia l’accesso alla pensione.
Requisiti pensione anticipata e meccanismo del bonus Giorgetti
Il bonus Giorgetti è oggi agganciato esclusivamente alla pensione anticipata ordinaria, misura strutturale del sistema previdenziale italiano insieme alla pensione di vecchiaia. Per ottenerla servono 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, senza alcun requisito anagrafico minimo. Proprio l’assenza di un limite di età differenzia questa prestazione dalla pensione di vecchiaia, che richiede invece una soglia anagrafica definita.
I lavoratori dipendenti che maturano tali requisiti entro il 31 dicembre 2026 possono decidere se andare subito in pensione oppure restare in servizio attivando l’incentivo.
Il meccanismo, chiarito dall’INPS, prevede lo sgravio della quota contributiva a carico del lavoratore, pari al 9,19% della retribuzione, contributi che normalmente confluiscono nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD).
Con l’opzione per il posticipo, quel 9,19% non viene più versato come contributo, ma resta in busta paga, aumentando lo stipendio netto per tutti i mesi successivi alla maturazione del diritto alla pensione anticipata.
Scelta strategica tra pensione immediata e stipendio più alto
Il bonus Giorgetti trasforma il momento dell’uscita dal lavoro in una scelta strategica individuale: incassare subito la pensione oppure proseguire l’attività lavorativa monetizzando, mese dopo mese, la propria quota contributiva.
La misura, successore del bonus Maroni, punta a trattenere competenze e professionalità in azienda, premiando chi decide di rimanere al lavoro pur avendo maturato i requisiti per la pensione anticipata.
Nella pianificazione personale diventa centrale la valutazione tra incremento immediato del reddito da lavoro e rinvio dell’accesso alla pensione, anche in funzione dell’orizzonte lavorativo residuo e della futura sostenibilità del sistema previdenziale, tema destinato a restare al centro del dibattito politico ed economico nei prossimi anni.
FAQ
Chi può accedere al bonus Giorgetti nel 2026?
Possono accedere i lavoratori dipendenti che maturano i requisiti di pensione anticipata ordinaria entro il 31 dicembre 2026, secondo le soglie contributive previste per uomini e donne.
Quanto aumenta lo stipendio netto con il bonus Giorgetti?
L’aumento dello stipendio netto corrisponde al 9,19% della retribuzione lorda, cioè alla quota di contributi a carico del lavoratore che viene trattenuta in busta paga.
Il bonus Giorgetti riduce l’importo futuro della pensione?
Sì, potenzialmente riduce l’importo futuro, perché i contributi non versati al Fondo Pensioni potrebbero tradursi in una minore montante contributivo pensionistico individuale.
Serve una domanda specifica all’INPS per ottenere il bonus?
Sì, è necessario esercitare un’apposita opzione, seguendo le indicazioni operative fornite dall’INPS nella circolare n. 19 del 25 febbraio.
Quali sono le fonti ufficiali utilizzate per questo articolo?
Le informazioni derivano da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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