Infantino attacca l’Italia ai Mondiali e ironizza sulla qualificazione con un’espansione estrema delle squadre

Infantino attacca l’Italia ai Mondiali e ironizza sulla qualificazione con un’espansione estrema delle squadre

12 Giugno 2026

La notizia in sintesi:

  • Gianni Infantino ironizza sull’assenza dell’Italia dal Mondiale 2026 durante un’intervista a CazéTV.
  • La battuta arriva nel giorno di apertura della Coppa del Mondo tra Messico e Sudafrica a Città del Messico.
  • Il presidente FIFA rilancia l’ipotesi di un futuro Mondiale allargato fino a 64 nazionali.
  • L’esclusione dell’Italia, con un format a 48 squadre, riapre il dibattito su meriti sportivi e governance.
  • (Riassunto generato con AI).

Infantino punge l’Italia nel giorno dell’apertura del Mondiale 2026

Il protagonista è Gianni Infantino, presidente della FIFA, che ha ironizzato sulla mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale 2026.
Il commento è arrivato durante un’intervista al canale brasiliano CazéTV, a margine della cerimonia inaugurale a Città del Messico, prima di Messico–Sudafrica.
Il contesto è l’esordio del nuovo format a 48 squadre, ospitato congiuntamente da Stati Uniti, Canada e Messico, che rende ancora più bruciante l’assenza azzurra.

Infantino, rispondendo a una domanda sull’ulteriore espansione del torneo, ha dichiarato: “Vediamo come andrà questa Coppa del Mondo con 48 squadre. È chiaro che è un evento enorme. Abbiamo già discusso di 64 squadre, per coinvolgere ancora di più tutto il mondo. La domanda è stata fatta nel Consiglio della FIFA, ma intanto godiamoci questa prima edizione della Coppa con 48 squadre. Forse l’Italia si qualificherebbe con 64 squadre. Potremmo arrivare a 208 per vedere se si qualifica”.

Le parole, riportate da Fanpage.it, spiegano perché l’uscita ha fatto rapidamente il giro del mondo: tocca un punto sensibile del calcio italiano e riapre il dibattito sulla governance globale della FIFA.

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Nuovo Mondiale a 48 squadre e scenari di ulteriore allargamento

Il Mondiale 2026 è il primo con 48 nazionali: 12 gironi da quattro squadre, 104 partite complessive e fase a eliminazione diretta dai sedicesimi.
Si gioca dall’11 giugno al 19 luglio 2026 tra Stati Uniti, Canada e Messico, con un calendario più lungo, maggiore esposizione televisiva e nuovi standard operativi su VAR e gestione delle perdite di tempo.

Per la FIFA, il perché dell’allargamento è chiaro: più Paesi coinvolti, nuovi mercati commerciali, audience globale in crescita e maggiore peso politico per le federazioni emergenti.

Parallelamente, Infantino ha richiamato l’ipotesi di una futura Coppa del Mondo a 64 team, discussa nei vertici FIFA soprattutto guardando al Mondiale 2030 e al centenario della prima edizione del 1930 in Uruguay.
Una formula a 64 nazionali aumenterebbe ulteriormente entrate e visibilità, ma porrebbe serie criticità di calendario, logistica e qualità media delle partite, oltre a un possibile sovraccarico per i giocatori dei principali club europei.

Come ricordato da Fanpage.it, l’idea ha incontrato resistenze in area UEFA e tra le leghe professionistiche, preoccupate per l’impatto sulla competitività dei campionati nazionali, e al momento non è stata trasformata in una decisione formale.

Per l’Italia, la mancata qualificazione a una Coppa del Mondo così allargata ha un peso politico e reputazionale preciso: riduce la visibilità internazionale della Nazionale, incide sui ricavi e mette sotto esame l’intero sistema, dalle giovanili ai format delle competizioni interne. Le parole di Infantino non cambiano i verdetti del campo, ma evidenziano quanto il calcio globale stia diventando sempre più una questione di equilibri tra interessi sportivi, televisivi e geopolitici.

Esclusione azzurra, reputazione e futuro della governance calcistica

La battuta di Gianni Infantino sull’Italia può diventare un detonatore politico: un Paese con quattro titoli mondiali, fuori da due edizioni consecutive, rischia di perdere peso nell’arena FIFA proprio mentre si ridisegnano format e diritti internazionali.

Per il sistema italiano la vera conseguenza è strategica: o si colma rapidamente il gap tecnico e organizzativo, oppure l’era dei Mondiali extralarge potrebbe trasformarsi in un palcoscenico dominato da altre federazioni, più presenti e influenti nei tavoli decisionali globali.

FAQ

Perché le parole di Gianni Infantino sull’Italia hanno fatto discutere?

Hanno fatto discutere perché ironizzano sull’assenza dell’Italia dal Mondiale 2026, toccando un nervo scoperto sportivo, economico e d’immagine.

Qual è il format completo del Mondiale 2026 a 48 squadre?

Il Mondiale 2026 prevede 48 nazionali, 12 gironi da quattro, 104 partite totali e fase a eliminazione diretta dai sedicesimi.

La FIFA deciderà davvero di portare il Mondiale a 64 nazionali?

Al momento no: l’ipotesi è stata discussa ma incontra forti resistenze, soprattutto da UEFA e grandi leghe europee.

Cosa significa per l’Italia non essere ai Mondiali con 48 squadre?

Significa un danno sportivo, economico e d’immagine, con minori ricavi, visibilità globale ridotta e maggiore pressione sulle riforme interne.

Da quali fonti sono state ricavate e rielaborate queste informazioni?

Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.


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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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