Governi limitano i social network: la mappa dei Paesi che ne vietano l’uso ai minori

Governi limitano i social network: la mappa dei Paesi che ne vietano l’uso ai minori

30 Marzo 2026

Quali Paesi vietano i social ai minori e cosa cambia per l’Italia

I social network sono sempre più nel mirino dei governi. Diverse nazioni – fra cui Australia, Indonesia, Francia, Spagna, Germania, Austria e Regno Unito – stanno introducendo divieti o limiti di età per l’accesso dei minori alle piattaforme digitali.
Nel dibattito europeo, il Parlamento Ue propone una soglia unica di 16 anni, mentre in Italia il governo valuta lo stop ai social almeno fino ai 15 anni, dopo l’inasprimento delle tensioni nelle scuole.
L’obiettivo dichiarato è ridurre dipendenza, cyberbullismo, esposizione a contenuti dannosi e tutelare la salute mentale degli adolescenti, imponendo forti obblighi di verifica dell’età e sanzioni economiche ai colossi del web.

In sintesi:

  • Diversi Paesi introducono divieti ai social per minori tra 14 e 16 anni.
  • L’Unione europea spinge per una soglia comune di accesso fissata a 16 anni.
  • L’Italia valuta il divieto di social ai minori di 15 anni, dopo il caso Bergamo.
  • Le piattaforme rischiano multe milionarie e obblighi stringenti di verifica età.

Come i governi stanno ridefinendo l’accesso ai social per i minori

Il fronte più avanzato è quello dell’Australia, con la legge ‘Online safety amendment’: da dicembre 2025 l’accesso o il mantenimento di account su Facebook, Instagram, TikTok, Snapchat, YouTube e Twitch sarà vietato ai minori di 16 anni.
Le piattaforme rischiano multe fino a 50 milioni di dollari australiani se non rimuovono gli account under 16: finora sono stati chiusi circa 4,7 milioni di profili. Nella vicina Nuova Zelanda è stato presentato un ddl analogo.
L’Indonesia è il primo Paese del Sud-est asiatico a vietare i social ai minori di 16 anni, includendo YouTube, TikTok, Facebook, Instagram, Threads, X, Bigo Live e Roblox, per proteggere circa 70 milioni di giovanissimi da pornografia, truffe, cyberbullismo e dipendenza.

In Francia, l’Assemblea nazionale ha approvato un disegno di legge che vieta i social ai minori di 15 anni e rafforza il divieto di smartphone a scuola: le piattaforme dovranno verificare l’età, rifiutare o sospendere gli account under 15, con sanzioni per gli inadempienti.
Nel Regno Unito, il governo di Keir Starmer valuta una soglia minima e limiti a funzionalità addictive come scrolling infinito e sequenze di messaggi, nell’ambito della consultazione sulla sicurezza online.
La Spagna di Pedro Sanchez annuncia un divieto sotto i 16 anni e un pacchetto di misure: responsabilità penale dei dirigenti, reato per manipolazione algoritmica, sistema di “Impronta di odio e polarizzazione” e indagini con la Procura su Grok, TikTok e Instagram.

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In Germania la Cdu del cancelliere Friedrich Merz e la Spd lavorano a un piano: divieto totale sotto i 14 anni e accesso fortemente regolato tra 14 e 16 anni, con contenuti adeguati all’età.
In Austria il governo ha annunciato l’intenzione di vietare i social ai minori di 14 anni, ma non esiste ancora un testo definitivo.
Nell’Unione europea, il Parlamento chiede un limite uniforme a 16 anni e il divieto delle pratiche più dannose che creano dipendenza, spingendo per un quadro regolatorio comune.

L’Italia tra divieto ai minori e nuovo quadro regolatorio digitale

In Italia, la Lega ha depositato una proposta di legge che va nella stessa direzione delle nuove normative internazionali.
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha anticipato un cambio di passo: *“Abbiamo vietato l’uso del cellulare nelle scuole e il prossimo passo credo sia quello di abolire l’accesso ai social ai minori di 15 anni”*, dichiarazione arrivata dopo l’accoltellamento di una professoressa in provincia di Bergamo.
La prospettiva è di legare scuola, salute mentale e sicurezza digitale, allineando l’Italia alla soglia Ue dei 16 anni, ma con un possibile divieto più severo sotto i 15. Le prossime scelte legislative definiranno non solo i limiti anagrafici, ma anche i sistemi di verifica dell’età, le responsabilità delle piattaforme e il coordinamento con il Digital Services Act europeo.

FAQ

Qual è il limite di età proposto dall’Unione europea per i social?

Attualmente il Parlamento europeo propone di fissare a 16 anni l’età minima per iscriversi ai social media, con verifiche rigorose.

In Italia è già vietato l’uso dei social ai minori?

Al momento no. In Italia esistono solo proposte di legge e dichiarazioni politiche, ma nessun divieto nazionale formalmente approvato.

Quali social network sono più coinvolti dalle nuove restrizioni?

Principalmente Facebook, Instagram, TikTok, Snapchat, YouTube, Twitch, X, Threads, Roblox e piattaforme di live streaming ad alta interazione.

Come funzionano i controlli dell’età degli utenti sulle piattaforme?

Tipicamente avvengono tramite autocertificazione, ma le nuove leggi richiedono verifiche documentali, sistemi biometrici e verifiche tramite operatori terzi.

Da quali fonti è stato elaborato questo articolo di approfondimento?

Questo articolo è stato elaborato congiuntamente sulla base delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.


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