Giovanni Sgroi travolto dallo scandalo abusi su pazienti lascia la guida del Comune e scatta ipotesi commissariamento

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Giovanni Sgroi, il medico-sindaco accusato di abusi sessuali sulle pazienti si dimette: il Comune verso il commissariamento
Dimissioni e vuoto al vertice
Le dimissioni di Giovanni Sgroi dalla carica di sindaco di Rivolta d’Adda, in provincia di Cremona, arrivano dopo l’arresto e la sospensione prefettizia seguita alle accuse di violenza sessuale aggravata su pazienti. Il medico gastroenterologo, già ai domiciliari, ha scelto di lasciare l’incarico politico mentre il procedimento penale entra nella fase decisiva. Il Comune si avvia ora verso il commissariamento, con la decadenza del consiglio comunale allo scadere dei 20 giorni previsti dalla legge per l’eventuale ritiro delle dimissioni.
La gestione ordinaria dell’ente passerà a un commissario nominato dalla Prefettura fino alle prossime elezioni amministrative, previste indicativamente tra aprile e giugno. Per la comunità si apre una fase di transizione istituzionale, in cui priorità, bilancio e grandi scelte strategiche resteranno congelati o limitati all’ordinaria amministrazione. Sul piano politico, la vicenda ridisegna gli equilibri locali e apre il confronto nei partiti sulle candidature future.
Intanto gli uffici comunali lavorano per garantire continuità ai servizi essenziali, in un clima segnato dall’impatto mediatico del caso e dal forte coinvolgimento emotivo della cittadinanza.
L’inchiesta sulle presunte violenze
Il procedimento a carico di Giovanni Sgroi ruota attorno a presunti abusi sessuali commessi nel 2024 su pazienti donne durante visite al Centro medico polispecialistico di Pozzuolo Martesana, nel Milanese. Le contestazioni riguardano consulti gastroenterologici ed ecografie addominali che, secondo l’accusa, si sarebbero trasformati in condotte estranee all’atto sanitario. L’indagine è partita dalla denuncia di una giovane di 24 anni, cui si sono aggiunte altre quattro segnalazioni da parte di donne che non si conoscevano tra loro.
Le testimonianze, ritenute tra loro coerenti dagli investigatori, descrivono commenti a sfondo sessuale, contatti fisici giudicati privi di giustificazione clinica e un progressivo slittamento dal contesto medico a una dimensione vissuta come intimidatoria e invasiva. Per la Procura, il quadro configura un presunto abuso sistematico del ruolo professionale. Il 16 febbraio l’ex sindaco è atteso davanti al giudice di Milano per il rito abbreviato, scelta che consente uno sconto di pena in caso di condanna.
Gli inquirenti proseguono le verifiche su materiale sequestrato e su eventuali ulteriori segnalazioni, con l’ipotesi che il perimetro delle condotte da accertare possa ampliarsi.
Impatto su sanità e istituzioni locali
La doppia veste di medico e sindaco di Giovanni Sgroi rende il caso particolarmente delicato per l’opinione pubblica di Rivolta d’Adda e del territorio fra Cremona e Milano. Sul fronte sanitario, la struttura dove il professionista operava ha dovuto riorganizzare l’agenda visite e i percorsi di presa in carico delle pazienti, rafforzando procedure interne e sistemi di segnalazione. L’episodio riaccende il dibattito sulle tutele nei contesti clinici, in particolare per le donne che affrontano esami specialistici in situazioni di vulnerabilità.
Sul piano istituzionale, il commissariamento atteso dopo la decadenza del consiglio congelerà i progetti politici della maggioranza uscente, compresi piani urbanistici, investimenti su welfare e interventi infrastrutturali. La Prefettura di Cremona avrà il compito di assicurare continuità amministrativa e trasparenza, mentre i partiti si preparano a una campagna elettorale segnata dall’onda lunga giudiziaria.
La vicenda alimenta anche il confronto pubblico sul rapporto tra etica professionale, responsabilità politica e fiducia nelle istituzioni, in una fase in cui i cittadini chiedono chiarezza rapida sugli esiti processuali e garanzie di protezione per le vittime di violenza o molestie.
FAQ
D: Chi è Giovanni Sgroi?
R: È un medico gastroenterologo ed ex sindaco di Rivolta d’Adda, in provincia di Cremona, coinvolto in un procedimento per presunte violenze sessuali su pazienti.
D: Perché si è dimesso da sindaco?
R: Ha lasciato l’incarico dopo l’arresto e la sospensione prefettizia, in seguito alle accuse di violenza sessuale aggravata durante visite mediche.
D: Cosa succede ora al Comune di Rivolta d’Adda?
R: Trascorsi 20 giorni dalle dimissioni senza ritiro, il consiglio comunale decadrà e il Comune sarà guidato da un commissario prefettizio fino alle elezioni.
D: Dove sarebbero avvenuti gli abusi contestati?
R: Nei locali di un Centro medico polispecialistico a Pozzuolo Martesana, nel territorio metropolitano di Milano, durante visite specialistiche.
D: Quante pazienti hanno sporto denuncia?
R: Le indagini citano la denuncia iniziale di una 24enne, seguita da altre quattro segnalazioni con ricostruzioni ritenute sovrapponibili dagli inquirenti.
D: Quando è fissata la prossima udienza?
R: Il passaggio chiave è previsto il 16 febbraio, davanti al giudice di Milano, con scelta del rito abbreviato.
D: Qual è la fonte giornalistica originale della notizia?
R: Le informazioni derivano da cronache giudiziarie e di politica locale apparse sulla stampa nazionale e su quotidiani online, come riportato dall’articolo di provenienza.
D: Dove possono chiedere aiuto le vittime di violenza o stalking?
R: È attivo il numero gratuito 1522 e il servizio di chat sul sito ufficiale 1522.eu e tramite app, con operatrici disponibili in più lingue.




