Giletti rilancia il caso Garlasco in tv e accusa la difesa sulla prova degli oggetti di casa Poggi

Lo Stato delle Cose riapre il caso Garlasco: Sempio e il DNA nel mirino
Nella puntata di lunedì 16 marzo 2026 di “Lo Stato delle Cose”, condotta da Massimo Giletti, il focus è tornato sul delitto di Garlasco. Al centro, la posizione di Andrea Sempio, oggi indagato per concorso in omicidio per l’uccisione di Chiara Poggi, e il dibattito tecnico sul DNA maschile rinvenuto sotto le unghie della vittima. In studio sono intervenuti i legali Liborio Cataliotti (difensore di Sempio) e Antonio De Rensis (avvocato di Alberto Stasi), oltre al generale dei Carabinieri in congedo Luciano Garofano, esperto di genetica forense.
La trasmissione ha analizzato criticità delle perizie, ruolo delle impronte, dello scontrino e delle telefonate a casa Poggi, delineando possibili sviluppi verso un rinvio a giudizio e le implicazioni per la posizione definitiva di Stasi.
In sintesi:
- Lo Stato delle Cose riapre il confronto su Garlasco con nuova intervista ad Andrea Sempio.
- DNA sotto le unghie di Chiara Poggi: attendibilità statistica e limiti della perizia contestati.
- Impronta 33, scontrino e telefonate: ricostruzioni divergenti tra difese, consulenti e inquirenti.
- La difesa di Alberto Stasi punta alla sua definitiva esclusione dal delitto.
Il racconto di Sempio e il confronto sul DNA di Garlasco
Nel colloquio con Massimo Giletti, Andrea Sempio ha descritto un presente dominato dal procedimento: *“È un periodo di vuoto, perché non ho altro se non il caso”*. Racconta di relazioni ridotte al minimo, di una vita sospesa e della paura non dell’esito, ma di dover affrontare un processo insieme alla famiglia.
Sul punto chiave del DNA maschile sotto le unghie di Chiara Poggi, attribuito statisticamente alla linea paterna di Sempio, l’indagato ribadisce: *“La questione per me è risolta… i database sono incompleti… probabilmente può essere un contatto indiretto”*. Sottolinea la frequentazione di camera e sala della casa Poggi, ambienti condivisi con Chiara, e definisce quella traccia “interpretabile, non precisa”.
L’avvocato Liborio Cataliotti contesta l’affidabilità della perizia Albani, fondata su database non tarati sulla popolazione locale e su limiti del software statistico. Il generale Luciano Garofano è netto: *“Il profilo non è idoneo per alcuna interpretazione… ottenuto solo attraverso un’amplificazione… se Sempio sarà rinviato a giudizio questo avrà valore nullo”*.
Dal fronte opposto, il legale di Alberto Stasi, Antonio De Rensis, sposta l’attenzione: *“A noi interessa che Alberto Stasi sia totalmente escluso”*, criticando a posteriori formule caute come *“non si può escludere Stasi”* nelle vecchie consulenze genetiche.
In studio, Giletti mostra poi i locali della casa Poggi e gli oggetti che, secondo la difesa di Sempio, avrebbero potuto favorire un trasferimento indiretto del DNA. Il conduttore osserva con scetticismo l’elenco esteso dei luoghi, ricordando che nelle prime liste degli accessi a casa Poggi il nome di Sempio non compariva, mentre oggi viene descritto come presente quasi ovunque.
Impronta 33, scontrino e telefonate: nodi aperti e scenari futuri
La puntata entra nel dettaglio dell’ormai celebre impronta 33 sul muro della scala dove fu trovato il corpo di Chiara Poggi, collegata dalla difesa di Stasi alla traccia di sangue n. 45, ritenuta persa dall’assassino. Il collegamento nasce da un parere di Armando Palmegiani, oggi consulente di Sempio, ma in passato autore di una consulenza pro veritate per Stasi.
Garofano ridimensiona però l’ipotesi: *“Non è credibile… l’impronta 33 non aveva alcuna traccia di sangue e non ha minuzie attribuibili”*. Cataliotti sottolinea che si tratta di una delle 25 impronte rilevate nella zona, comprese quelle di Marco Poggi, e ribadisce: *“Non è l’impronta dell’assassino”*. Il confronto in studio si accende, con Giletti che invita a uscire dalla mera lettura delle carte processuali.
Altro punto sensibile è lo scontrino presentato da Sempio a sostegno del proprio alibi. L’indagato ricostruisce il 4 ottobre 2008: iniziale interrogatorio, domande sulle chiamate, invito a tornare a casa e recuperare lo scontrino, malore, arrivo dell’ambulanza. Una sospensione che non compare nel verbale, ma risulta – sostiene – nel verbale del 118.
Il capitano Cassese ammette oggi: *“Il verbale è carente, manca la sospensione, abbiamo fatto quell’errore”*. Giletti dichiara apertamente di ritenere credibile, su questo punto, la versione di Sempio. De Rensis richiama però il nodo di fondo: se lo scontrino non fosse autenticamente riferibile a lui, si aprirebbe un fronte nuovo e potenzialmente esplosivo per l’indagine.
Restano, infine, le telefonate di Sempio a casa Poggi nei giorni precedenti il delitto. Lui parla di tentativi di contattare Marco Poggi, prima per errore sul fisso, poi consapevolmente per verificarne la presenza, ribadendo l’assenza di qualunque finalità anomala e definendo *“follia”* l’ipotesi che Marco non fosse realmente in montagna.
Giletti contesta la narrativa sulla copertura telefonica a Falzes in Trentino, mostrando che gli smartphone oggi agganciano segnale, mentre Cataliotti ricorda che, al momento della tragedia, Marco Poggi venne rintracciato tramite telefonata a una baita perché il cellulare non prendeva durante un’escursione. Differenza, per il conduttore, tra ricezione in quota e in hotel.
Le tensioni tra consulenze tecniche, ricordi degli inquirenti e ricostruzioni televisive mostrano come il caso Garlasco resti ancora terreno di forti contrapposizioni. L’eventuale rinvio a giudizio di Andrea Sempio obbligherà la giustizia a rimettere al centro, con standard probatori attuali, tracce, perizie e narrazioni che da anni dividono opinione pubblica e addetti ai lavori.
FAQ
Chi è oggi indagato per il delitto di Garlasco insieme a Chiara Poggi?
Attualmente è formalmente indagato Andrea Sempio per concorso in omicidio in relazione all’uccisione di Chiara Poggi a Garlasco.
Che valore ha il DNA maschile trovato sotto le unghie di Chiara Poggi?
Il DNA è ritenuto da vari esperti scientificamente debole: profilo parziale, ottenuto per amplificazione, con valore interpretativo e probatorio altamente discusso.
Cosa rappresenta l’impronta 33 sulle scale della casa Poggi?
L’impronta 33 è una traccia latente sul muro della scala, non portante sangue né minuzie attribuibili, ritenuta non identificabile come impronta dell’assassino.
Perché lo scontrino di Sempio è considerato un elemento controverso?
Lo scontrino è centrale per l’alibi di Sempio; verbali incompleti e ricordi divergenti sugli spostamenti in caserma alimentano dubbi ricostruttivi.
Da quali fonti provengono i dati rielaborati nell’articolo sul caso Garlasco?
I contenuti derivano da un’elaborazione redazionale di notizie provenienti congiuntamente da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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