Gas in picchiata: bollette più leggere per gli italiani, prezzi giù con tagli record continuativi

Indice dei Contenuti:
Prezzi in calo e prospettive 2025
Gas europeo in calo deciso: le quotazioni scivolano a 27,5 €/MWh, oltre il 5% in meno nella seduta e un tracollo complessivo vicino al 45% nel 2025. Il contesto resta favorevole grazie a un’offerta abbondante e a importazioni record di Gnl, come indicato dall’Agenzia Internazionale per l’Energia. Gli stoccaggi nell’UE, pur inferiori al 2024 (circa 60,6% contro 70,8%), non generano tensioni sui prezzi grazie alla stabilità dei flussi. Il mercato ha completato la transizione post-crisi: il Gnl pesa ormai intorno al 45% delle importazioni, quasi il doppio rispetto al pre-2022. La combinazione di inverno mite, forniture affidabili dalla Norvegia via gasdotto e maggiore flessibilità contrattuale riduce la volatilità. Sul medio termine, i nuovi progetti globali di export Gnl suggeriscono ulteriori margini di offerta, con il rischio opposto di una sovrabbondanza che continui a comprimere i prezzi. Scenario base: quotazioni contenute e allineate ai fondamentali, con possibili rimbalzi tattici in caso di shock climatici, logistici o geopolitici. Per i consumatori europei nel 2025, le condizioni attuali supportano tariffe energetiche più leggere rispetto agli ultimi due anni, pur con differenze tra mercati regolati e contrattazioni indicizzate.
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Fattori che spingono l’offerta
L’abbondanza di Gnl è il motore principale: flussi costanti dagli Stati Uniti e da altri hub globali garantiscono carichi flessibili e tempi di consegna rapidi, attenuando i rischi sulla disponibilità. Le importazioni europee di Gnl sono su livelli record secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia, mentre la quota del Gnl sulle entrate di gas dell’UE si è stabilizzata attorno al 45%, quasi il doppio del periodo pre-crisi. La rete di rigassificatori potenziata e la maggiore liquidità contrattuale (noli, swap, rinegoziazioni) hanno ampliato la capacità di assorbire picchi di domanda. A supporto, le forniture via gasdotto dalla Norvegia risultano affidabili, creando un cuscinetto operativo per gli operatori di sistema. L’inverno mite ha contenuto i prelievi dagli stoccaggi, che, pur al 60,6% contro il 70,8% di un anno fa, restano sufficienti in presenza di arrivi regolari di carichi spot. Sul fronte dell’offerta futura, la pipeline di nuovi progetti di export Gnl a livello globale indica un ulteriore allentamento delle condizioni entro il 2025, aumentando la probabilità di un eccesso di disponibilità e di prezzi compressi, salvo shock meteorologici, logistici o geopolitici che possano temporaneamente invertire la rotta.
Impatto su famiglie e imprese
Il calo del gas a 27,5 €/MWh e il ribasso complessivo vicino al 45% nel 2025 si tradurranno in bollette più leggere per famiglie e imprese, soprattutto nei contratti indicizzati ai mercati all’ingrosso. Nei mercati regolati, l’alleggerimento sarà graduale e dipenderà dagli aggiornamenti tariffari e dal mix di approvvigionamento. La stabilità dei flussi di Gnl e del gasdotto dalla Norvegia riduce la volatilità dei costi energetici, favorendo pianificazione e budget per Pmi ed energivore. Gli stoccaggi al 60,6%, sebbene inferiori al 70,8% dello scorso anno, non rappresentano un freno ai ribassi finché le importazioni restano regolari. Possibili rimbalzi dei prezzi in caso di shock meteo o geopolitici non cambiano lo scenario di base: condizioni d’acquisto più favorevoli e minor pressione sui prezzi finali. Per i consumatori domestici, maggiore concorrenza tra fornitori e offerte con indicizzazione breve potrebbero accelerare il trasferimento dei benefici. Per le aziende, forward a prezzi contenuti e maggiore disponibilità di carichi spot migliorano la gestione del rischio e la visibilità sui costi, sostenendo margini e investimenti in efficienza.
FAQ
- Quanto stanno scendendo i prezzi del gas in Europa?
I prezzi sono a circa 27,5 €/MWh, con un calo giornaliero oltre il 5% e una flessione complessiva vicina al 45% nel 2025. - Qual è il ruolo del Gnl nelle importazioni dell’UE?
Il Gnl copre circa il 45% delle importazioni di gas dell’UE, rispetto a circa il 20% prima del 2022. - Gli stoccaggi più bassi possono far risalire i prezzi?
Non nell’immediato: pur al 60,6%, la stabilità dei flussi di Gnl e della Norvegia attenua i rischi. - Come impatteranno i prezzi su famiglie e bollette?
I contratti indicizzati rifletteranno più rapidamente i ribassi; nei mercati regolati l’effetto sarà progressivo. - Le imprese possono fissare costi energetici più bassi?
Sì, grazie a forward più convenienti, carichi spot disponibili e minore volatilità. - Quali fattori potrebbero invertire il trend?
Shock climatici, logistici o geopolitici possono causare rimbalzi temporanei dei prezzi.


