Garlasco, nuovo documento in procura riapre i dubbi sul ruolo di Marco Poggi nell’inchiesta
Indice dei Contenuti:
Nuove tensioni nell’indagine su Andrea Sempio e l’omicidio di Chiara Poggi
Chi: il fratello di Chiara Poggi, Marco Poggi, e l’amico di famiglia Andrea Sempio.
Cosa: una deposizione tesa davanti alla Procura che mette a fuoco dubbi, difese e contraddizioni.
Dove: in Procura a Mestre, nell’ambito del nuovo fascicolo aperto a Pavia su Sempio.
Quando: il 20 maggio dello scorso anno, durante un confronto investigativo ad alta tensione.
Perché: per chiarire l’impronta 33, le tracce di Dna sotto le unghie di Chiara e i contatti tra Poggi e Sempio.
In sintesi:
- Nuovo fascicolo su Andrea Sempio, emergono fratture profonde tra famiglia Poggi e inquirenti.
- Marco Poggi difende Sempio, contesta impronta 33, Dna e telefonate tra 7 e 8 agosto.
- Per la prima volta Marco riferisce di essere sceso in cantina con Sempio, spiegando una traccia sul muro.
- La scena dei bigliettini tra carabinieri diventa simbolo di sfiducia e incomunicabilità investigativa.
Un’audizione ad alta tensione tra dubbi investigativi e nuove rivelazioni
Nel nuovo fascicolo aperto sulla posizione di Andrea Sempio, la deposizione di Marco Poggi del 20 maggio a Mestre rappresenta uno snodo delicato. Davanti alla pm Giuliana Rizza e ai carabinieri del Nucleo investigativo, il fratello di Chiara Poggi appare irritato per un presunto scambio di bigliettini tra gli inquirenti, percepito come una sorta di “regia” del suo interrogatorio.
In questo clima, Marco difende con decisione l’amico Sempio e attacca l’impianto dell’indagine: contesta la lettura dell’“impronta 33”, discute la compatibilità del Dna trovato sotto le unghie di Chiara e richiama le tre telefonate intercorse tra il 7 e l’8 agosto, ritenendo che siano state interpretate in modo fuorviante.
Elemento nuovo e rilevante è l’ammissione, per la prima volta, di essere sceso in cantina con Sempio, dettaglio che offre una possibile spiegazione alla traccia sul muro riconducibile all’amico. Marco, sentendosi osservato e “guidato”, arriva ad accusare apertamente gli inquirenti: “Io capisco che fate il vostro lavoro, però in questa situazione mi state influenzando”.
Una frattura che pesa sul futuro dell’inchiesta su Sempio
La scena dei bigliettini tra carabinieri e lo sfogo di Marco Poggi cristallizzano una sfiducia ormai strutturale tra la famiglia Poggi e chi indaga ancora sull’omicidio di Chiara.
Nel nuovo fascicolo su Andrea Sempio, ogni dettaglio – dall’impronta 33 alle tracce biologiche fino alle telefonate e alla cantina – assume oggi un peso strategico anche in chiave futura: ulteriori analisi tecniche o nuove testimonianze potrebbero confermare o ribaltare l’attuale quadro, riaprendo prospettive processuali che finora erano rimaste solo sullo sfondo.
FAQ
Chi è Andrea Sempio e perché è di nuovo indagato?
Andrea Sempio è un amico della famiglia Poggi. È nuovamente al centro di verifiche per impronte, Dna e contatti risalenti ai giorni dell’omicidio di Chiara Poggi.
Cosa rappresenta l’impronta 33 nelle indagini su Chiara Poggi?
L’impronta 33 è un reperto contestato che gli inquirenti collegano alla scena del delitto; la difesa ne contesta attribuzione, contesto e valore probatorio.
Perché la deposizione di Marco Poggi è considerata così rilevante?
È rilevante perché introduce la circostanza inedita della discesa in cantina con Sempio, offrendo una possibile spiegazione tecnica a una traccia sul muro attribuita all’amico.
Il nuovo fascicolo su Sempio può riaprire un processo sull’omicidio Poggi?
Sì, in linea teorica. Eventuali nuovi elementi tecnici solidi, validati in sede giudiziaria, potrebbero giustificare ulteriori iniziative processuali o approfondimenti formalizzati.
Qual è la fonte delle informazioni su questa nuova fase dell’inchiesta?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.



