Garlasco, nuove analisi sul dna sui pedali smentiscono l’ipotesi di uno scambio con il cucchiaino
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Garlasco, i consulenti smontano l’ipotesi di scambio dei campioni di Dna
Chi: i genetisti forensi Carlo Previderé e Pierangela Grignani, consulenti della procura di Pavia.
Che cosa: smentiscono le teorie di presunto scambio dei campioni di Dna sui pedali della bici di Alberto Stasi e sul cucchiaino usato da Chiara Poggi nel caso Garlasco.
Dove: nelle nuove relazioni per l’inchiesta sull’omicidio, che vede indagato Andrea Sempio.
Quando: chiarimenti depositati a quasi 19 anni dal delitto, dopo rinnovate polemiche mediatiche.
Perché: per spiegare l’“apparente coincidenza numerica” tra le quantità di materiale genetico e ristabilire l’attendibilità delle analisi originarie.
In sintesi:
- Smentita l’ipotesi di errore o scambio tra i campioni di Dna bici-cucchiaino.
- I due reperti furono analizzati con metodi di laboratorio profondamente diversi.
- Le quantità numericamente simili non indicano stessa natura né stessa origine del Dna.
- Il Dna sul cucchiaino comprende anche componenti batteriche e fungine non umane.
I consulenti della procura di Pavia, i genetisti Carlo Previderé e Pierangela Grignani, intervengono così su uno dei punti più discussi del caso Garlasco: la presunta identità di quantità di Dna rilevata sui pedali della bici di Alberto Stasi e sul cucchiaino usato da Chiara Poggi la mattina del delitto.
Secondo alcune ricostruzioni mediatiche, la coincidenza del dato numerico (2,78 ng/µl) sarebbe indice di un errore tecnico o addirittura di uno scambio di campioni nei laboratori, minando l’affidabilità dell’intero impianto probatorio costruito quasi vent’anni fa.
La relazione tecnico-scientifica, ora depositata nell’inchiesta per omicidio che coinvolge Andrea Sempio, ribalta questa narrazione: quella che viene definita “apparente coincidenza numerica” non corrisponde né a un’identica quantità effettiva di Dna umano né, tantomeno, alla stessa tipologia di materiale genetico.
Perché i due campioni di Garlasco non sono davvero “identici”
Nella loro relazione, Previderé e Grignani chiariscono che i due reperti furono analizzati con tecniche diverse. La traccia sui pedali della bici di Alberto Stasi venne esaminata con la “RealTime PCR”, metodo quantitativo specifico per il Dna umano, che ha rilevato “esattamente” 2,78 ng/µl di Dna “solo femminile”.
Per il “reperto 29 – cucchiaino”, invece, fu impiegata una tecnica basata sulla fluorescenza, che fornisce un valore “circa” pari a 2,78 ng/µl. Qui il punto decisivo: quella concentrazione non coincide “necessariamente” con tutto Dna umano, ma include anche componenti batteriche e fungine, cioè contaminanti biologici non umani.
I consulenti ricostruiscono inoltre le scelte metodologiche del capitano Marino del Ris di Parma, allora consulente del pm di Vigevano Rosa Muscio. L’obiettivo era individuare fluidi “riccamente cellularizzati” come sangue e saliva, fisiologicamente soggetti a forte variabilità nella concentrazione di Dna. Ne deriva che sui pedali della bici di Stasi e sul cucchiaino di Chiara Poggi non vi è né la stessa quantità reale né la stessa natura di Dna.
Le implicazioni per l’inchiesta e per la percezione pubblica
Il chiarimento tecnico di Previderé e Grignani incide direttamente sul dibattito giudiziario e mediatico che, a distanza di 19 anni, continua a circondare il caso Garlasco. La ricostruzione dei genetisti ridimensiona le suggestioni di errori clamorosi nei laboratori e, di riflesso, le ipotesi di un collasso dell’affidabilità delle indagini originarie.
In prospettiva, la nuova inchiesta su Andrea Sempio dovrà misurarsi con un contesto in cui le prove biologiche vengono lette alla luce di standard forensi più evoluti, ma anche sotto una lente di forte esposizione pubblica. Proprio per questo, la distinzione fra coincidenza numerica apparente e reale equivalenza scientifica del Dna potrà avere un peso determinante nelle valutazioni dei giudici e nel modo in cui l’opinione pubblica interpreterà gli sviluppi futuri del procedimento.
FAQ
Cosa hanno stabilito i genetisti sul Dna bici-cucchiaino del caso Garlasco?
Hanno confermato che non c’è stato alcuno scambio di campioni e che le quantità numericamente simili non indicano identica natura del Dna.
Perché i 2,78 ng/µl dei due reperti non sono confrontabili?
Perché sul cucchiaino il valore include anche materiale batterico e fungino, mentre sui pedali indica Dna umano femminile quantificato con RealTime PCR.
Che ruolo hanno avuto Previderé e Grignani nell’inchiesta di Pavia?
Hanno agito come consulenti tecnici della procura di Pavia, redigendo una relazione genetico-forense depositata negli atti dell’indagine.
Le nuove analisi mettono in dubbio la sentenza su Alberto Stasi?
No, confermano la correttezza metodologica delle analisi originarie, smentendo l’idea di un errore macroscopico sui campioni biologici.
Quali sono le fonti di questo approfondimento sul caso Garlasco?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



