Delitto di Garlasco, nuova indagine su Sempio e ruolo dell’“impronta 33”
Nel caso del delitto di Garlasco, a quasi 19 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la Procura ha iscritto nel registro degli indagati Andrea Sempio, amico del fratello della vittima.
L’iscrizione arriva a Pavia, dove gli inquirenti ipotizzano che Sempio abbia ucciso Chiara dopo un presunto approccio sessuale respinto.
La svolta investigativa, emersa nel 2026, punta a riesaminare le tracce sulla scena del crimine, in particolare la cosiddetta “impronta 33”, finora poco valorizzata rispetto alle impronte delle scarpe. Le nuove iniziative difensive spiegano perché il caso torna d’attualità e cosa potrebbe cambiare nel quadro probatorio complessivo.
In sintesi:
- Delitto di Garlasco, riaperto il fronte investigativo su Andrea Sempio dopo 19 anni.
- La Procura ipotizza un omicidio successivo a un approccio sessuale respinto da Chiara Poggi.
- Difesa di Sempio punta tutto sulla rilettura della misteriosa “impronta 33”.
- In arrivo perizia univoca con confronto tra medico legale, criminologo e consulenti tecnici.
Nuovi indagati e vecchie prove nel caso Poggi
L’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nell’agosto 2007, resta uno dei casi giudiziari più discussi in Italia.
Dopo le condanne definitive a carico di Alberto Stasi, la recente iscrizione di Andrea Sempio nel registro degli indagati ha riaperto il dibattito su errori investigativi, prove trascurate e possibili responsabilità alternative.
Secondo l’ipotesi accusatoria, Sempio sarebbe l’autore materiale dell’omicidio, consumato con particolare brutalità dopo un presunto rifiuto da parte di Chiara rispetto a un approccio di natura sessuale. La ricostruzione non è stata ancora vagliata in un’aula di tribunale, ma impone una nuova lettura delle evidenze tecnico-scientifiche raccolte nella villetta dei Poggi.
In questo contesto assume un ruolo centrale la cosiddetta “impronta 33”, un segno ritenuto compatibile con il numero di scarpa 33 che, per anni, è rimasto sullo sfondo rispetto alle più note impronte di calzature analizzate nei processi a carico di Stasi.
Oggi quella traccia viene indicata dalla difesa di Sempio come elemento potenzialmente esonerante, sia per collocazione sia per morfologia, e come possibile chiave per rileggere l’intera scena del crimine alla luce delle attuali tecniche forensi.
La strategia difensiva su “impronta 33” e consulenze tecniche
L’avvocato Liborio Cataliotti, legale di Andrea Sempio, intervenendo a Storie Italiane su Rai1, ha definito l’“impronta 33” “un inedito in questo eventuale processo”, sottolineandone la portata come elemento nuovo nel quadro probatorio.
Cataliotti ha ricordato come, in passato, l’attenzione si sia concentrata quasi esclusivamente sulle impronte di scarpe riconducibili ad altre ipotesi accusatorie, mentre ora la difesa sta producendo perizie parallele sia sulle impronte calzaturiere sia su questa specifica traccia numerica.
Nei giorni scorsi il legale si era spinto oltre, affermando che “forse quell’impronta 33 non è neanche di Sempio”, aprendo così alla possibilità che la traccia sia riferibile a un soggetto terzo, non ancora chiaramente individuato.
Cataliotti ha definito “oggi un giorno chiave” per la difesa, spiegando che verranno riunite “tutte le consulenze e ci sarà anche Sempio”.
Il team difensivo intende “far confrontare ad esempio il medico legale con il criminologo”, integrando rilievi medico-legali, dinamica dell’aggressione, distribuzione delle tracce ematiche e compatibilità delle impronte, con l’obiettivo di “produrre un documento univoco da fornire alla Procura”.
Questo dossier tecnico dovrà tentare di dimostrare la non riconducibilità dell’“impronta 33” a Sempio e, più in generale, la sua estraneità all’omicidio.
Prospettive future dell’indagine e impatto sul caso Garlasco
La nuova fase investigativa sul delitto di Garlasco potrebbe avere ripercussioni significative sia sul piano giudiziario, sia su quello dell’opinione pubblica.
Se la perizia unificata della difesa dovesse evidenziare incongruenze nelle precedenti ricostruzioni, la Procura sarà chiamata a valutare l’eventuale necessità di ulteriori accertamenti, confronti o archiviazioni mirate.
Sul lungo periodo, il caso Poggi potrebbe diventare un banco di prova per l’uso retrospettivo delle tecnologie forensi più avanzate, dall’analisi delle impronte alla rilettura delle tracce biologiche, con possibili ricadute metodologiche su altri cold case italiani.
Per i familiari di Chiara Poggi, tuttavia, la priorità resta una sola: un accertamento definitivo, coerente e trasparente sulla verità di quanto accaduto in quella villetta di Garlasco nell’estate 2007.
FAQ
Chi è Andrea Sempio e perché è indagato nel caso Garlasco?
Andrea Sempio è amico del fratello di Chiara Poggi ed è oggi indagato come presunto autore materiale dell’omicidio.
Cosa si intende per impronta 33 nel delitto di Garlasco?
L’“impronta 33” è una traccia numerica rilevata sulla scena del crimine, potenzialmente riferibile a una calzatura di piccole dimensioni.
Qual è la strategia difensiva degli avvocati di Andrea Sempio?
La difesa punta a dimostrare, tramite perizie tecniche integrate, che l’“impronta 33” e altre tracce non sono riconducibili a Sempio.
Che ruolo hanno medico legale e criminologo in questa fase?
Hanno un ruolo centrale e stanno confrontando dati autoptici, dinamica del delitto e impronte per produrre una relazione tecnica univoca.
Da quali fonti è stata elaborata la ricostruzione del caso Garlasco?
La ricostruzione deriva da un’elaborazione congiunta di fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla Redazione.




