Garlasco, il vicino di Sempio morto e le versioni discordanti che riaprono i dubbi sull’omicidio
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Garlasco, nuove ombre sulla morte del vicino e sul caso Stasi
Nel dibattito odierno di “Mattino Cinque”, andato in onda martedì 28 aprile 2026, la conduttrice Federica Panicucci ha riportato al centro dell’attenzione il delitto di Garlasco e la figura di Andrea Sempio, connessa alla morte sospetta del vicino Giovanni Ferri a Garlasco nel 2010.
La moglie dell’88enne, ritrovato senza vita in un anfratto isolato e archiviato come suicidio, ha deciso di parlare per la prima volta, sollevando dubbi su dinamica, indagini e collocazione del corpo.
Parallelamente, in studio si è discusso della possibile revisione del processo a Alberto Stasi e dell’eventuale rinvio a giudizio di Andrea Sempio, alla luce dei nuovi approfondimenti guidati dal procuratore Napoleone. Le contraddizioni sulla morte di Ferri e il contesto del 2010 aprono nuovi interrogativi su omissioni e piste trascurate.
In sintesi:
- La vedova di Giovanni Ferri contesta il suicidio e parla di indagini chiuse troppo in fretta.
- Emergono contraddizioni su ferite, arma e luogo del ritrovamento del corpo dell’anziano.
- Si valuta la revisione della condanna di Alberto Stasi e il possibile processo a Andrea Sempio.
- Gli avvocati discutono tempi, limiti e prove ammissibili nel nuovo scenario giudiziario.
Contraddizioni su Ferri e intreccio con la revisione per Stasi
Federica Panicucci chiarisce anzitutto il quadro processuale: è tecnicamente possibile chiedere la revisione della condanna di Alberto Stasi mentre prosegue l’inchiesta che vede indagato Andrea Sempio.
Il giornalista Stefano Zurlo resta cauto: manca, al momento, l’“evidenza” di una prova davvero nuova, pur riconoscendo una rilettura “clamorosa” di elementi già noti, come orario della morte di Chiara Poggi e tema delle scarpe.
L’avvocato Elisabetta Aldrovandi, del pool difensivo di Stasi, ricorda che per la revisione servono fatti inediti o errori macroscopici nelle indagini originarie, non solo una semplice rivalutazione.
Fabrizio Gallo, legale di Massimo Lovati, spiega che la presenza del procuratore Napoleone a Milano indica un doppio binario: revisione rapida per Stasi (massimo due udienze) e, separatamente, un più lungo iter per Sempio. Secondo Gallo, gli elementi raccolti dal magistrato sarebbero “forti, granitici” per chiedere la revisione e sostenere l’accusa verso Sempio.
Aldrovandi puntualizza però che le prove ipoteticamente a carico di Sempio non coincidono automaticamente con elementi a discarico di Stasi: richiama l’“impronta 33” e il DNA sotto le unghie di Chiara, che escluderebbero Stasi ma potrebbero coinvolgere altri soggetti.
Perché la morte di Giovanni Ferri riapre interrogativi su Garlasco
Il focus si sposta quindi su Giovanni Ferri, ex meccanico, 88 anni, vicino di casa dei Sempio. La vedova, intervistata dall’inviato Emanuele Canta, contesta con forza la tesi del suicidio: “Non aveva motivo di suicidarsi… Può darsi ci sia stata la volontà di mettere tutto a tacere, non hanno più investigato”.
Racconta versioni discordanti ricevute sul presunto coltello: prima assente, poi improvvisamente comparso nella ricostruzione.
Il maresciallo Roberto Pennini, all’epoca vicecomandante della stazione di Garlasco, ricostruisce invece l’intervento: sul posto sarebbe arrivato il medico legale, la salma poi trasferita a Pavia per accertamenti. Pennini parla di taglio al solo polso sinistro e alla gola, ribadendo la presenza dell’arma: “Posso affermare con assoluta certezza che l’arma c’era, era in mano alla vittima”.
Proprio qui emergono le frizioni: in passato si era parlato di entrambi i polsi recisi e di coltello mancante; ora si precisa un solo polso e il coltello nella stessa mano ferita, circostanza definita “anomale, se non inspiegabile” da Canta.
La vedova solleva inoltre il nodo del luogo del ritrovamento: un anfratto stretto, fuori dal percorso abituale del marito verso il bar. “Non sapevo nemmeno dove fosse quel posto… lui non faceva quella via”, dichiara, ritenendo plausibile che Ferri fosse con qualcuno che lo avrebbe condotto lì.
Panicucci richiama infine il contesto temporale: era il 2010, Stasi appena assolto, l’assassino di Chiara Poggi ancora ignoto, un nuovo processo all’orizzonte. La conduttrice ipotizza che qualcuno potesse non volere che “alcune cose si sapessero”, suggerendo la necessità di tornare su questo dossier dimenticato.
FAQ
Chi era Giovanni Ferri e perché la sua morte torna attuale?
Giovanni Ferri era un 88enne di Garlasco, vicino dei Sempio. La sua morte, archiviata come suicidio, riemerge per le forti incongruenze su ferite, arma e percorso compiuto.
Cosa può cambiare con la revisione del processo ad Alberto Stasi?
La revisione, se accolta, può portare alla revoca della condanna di Stasi. Richiede prove nuove o gravi errori d’indagine, non solo rivalutazioni interpretative.
Qual è il ruolo di Andrea Sempio nel nuovo scenario investigativo?
Andrea Sempio è indagato nel fascicolo collegato al delitto di Chiara Poggi. Un eventuale rinvio a giudizio aprirebbe un processo separato rispetto alla revisione per Stasi.
Perché il ritrovamento del corpo di Ferri viene considerato anomalo?
Il corpo fu trovato in un anfratto fuori dal tragitto abituale verso il bar. La vedova esclude che Ferri conoscesse quel percorso, ipotizzando una possibile conduzione da parte di terzi.
Quali sono le fonti informative utilizzate per questo articolo?
L’articolo deriva da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.



