Pm indicano audio di Sempio come prova chiave insieme a scontrino, impronta 33 e Dna
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Nuove prove riaprono il caso Garlasco e chiamano in causa Sempio
La Procura di Pavia, guidata da Fabio Napoleone, sta ridisegnando la verità giudiziaria sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Gli inquirenti ritengono oggi che il responsabile sia Andrea Sempio, amico di famiglia, e non il già condannato Alberto Stasi.
In un confronto durato quattro ore in Procura, Sempio ha ascoltato le nuove contestazioni formulate dal procuratore aggiunto Stefano Civardi, restando in silenzio.
Le nuove risultanze – intercettazioni, accertamenti tecnici, analisi biologiche e smentita dell’alibi – delineano un quadro accusatorio ritenuto solido, propedeutico alla richiesta di rinvio a giudizio di Sempio e a una possibile riscrittura della storia giudiziaria del caso Garlasco.
In sintesi:
- La Procura di Pavia indica Andrea Sempio come nuovo sospettato per l’omicidio di Chiara Poggi.
- Intercettazioni, impronta 33 e Dna sotto le unghie rafforzano l’ipotesi accusatoria.
- Crolla l’alibi del parcheggio di Vigevano: lo scontrino sarebbe stato preso dalla madre.
- La posizione del condannato Alberto Stasi viene radicalmente ridimensionata dagli inquirenti.
Nel corso dell’ultimo anno la Procura di Pavia ha condotto accertamenti in massimo riserbo, dopo anni di polemiche e tentativi di delegittimazione dell’inchiesta originaria.
Le nuove indagini hanno messo al centro la figura di Andrea Sempio, all’epoca vicino alla famiglia Poggi, ricostruendone rapporti, moventi e spostamenti nei giorni precedenti il delitto.
Secondo l’ipotesi accusatoria, Sempio avrebbe sviluppato una vera ossessione per Chiara, mista a risentimento, testimoniata – per gli inquirenti – da telefonate tra il 7 e l’8 agosto e da riferimenti ai video intimi di Chiara e Alberto Stasi.
La mattina del 13 agosto 2007 Sempio avrebbe studiato i movimenti della giovane e si sarebbe introdotto nell’abitazione per un approccio degenerato in aggressione mortale.
Questo scenario, sostengono i magistrati, sposterebbe definitivamente la scena del crimine dal già condannato Stasi al nuovo indagato, aprendo la strada a una revisione complessiva del caso.
Intercettazioni, impronta 33, Dna e alibi: il nuovo quadro probatorio
Elemento centrale della nuova inchiesta sono le intercettazioni ambientali registrate in auto nel primo mese di indagine su Andrea Sempio.
Nei soliloqui captati, l’indagato parlerebbe dei video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi, nonché di telefonate a casa Poggi in cui la ragazza avrebbe risposto: “con te non parlo”.
Secondo gli inquirenti, questi passaggi confermerebbero un’ossessione sfociata in odio, premessa del presunto delitto.
Decisiva è poi l’“impronta 33” sul muro della cantina: la Bpa del Ris di Cagliari e la consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo l’hanno ritenuta compatibile con la mano destra di Sempio per 15 minuzie.
Un accertamento antropometrico avrebbe inoltre dimostrato una perfetta compatibilità tra posizione e movimento dell’aggressore e la manata sul muro, qualificata dagli investigatori come vera “firma dell’assassino” e non contatto casuale.
Già i Carabinieri del Ris e del Racis, nei giorni successivi al delitto, avevano segnalato la 33 come impronta dell’aggressore, rimarcandone la particolare “bagnatura”, indice di recente formazione.
Altro tassello è il Dna sotto le unghie di Chiara: la consulenza medico-legale parla di una lotta strenua, in cui la vittima avrebbe graffiato l’aggressore raccogliendo materiale genetico riconducibile a Sempio.
Una consulenza separata collega infine una scarpa Frau numero 42 a pallini alle misure del piede dell’indagato, aggiungendo un ulteriore indizio di presenza sulla scena.
L’ultimo fronte riguarda il crollo dell’alibi.
Lo scontrino del parcheggio di Vigevano, a lungo indicato come prova della presenza di Sempio altrove all’ora del delitto, è stato rivisitato alla luce di nuovi accertamenti.
Dalle verifiche emergerebbe che quella mattina fu la madre di Sempio, e non il figlio, a ritirare lo scontrino, trovandosi in trasferta per incontrare un amico pompiere.
Un ulteriore scritto indirizzato al padre indicherebbe che il ragazzo, in quelle ore, era “in giro a piedi”, lasciando quindi una finestra temporale compatibile con l’omicidio.
Nel colloquio in Procura, il pool di magistrati ha esposto punto per punto questo castello probatorio, in una sorta di 415 bis anticipato: Sempio ha scelto di non rispondere, ma la Procura appare determinata a chiudere il fascicolo e a chiedere il rinvio a giudizio.
Le possibili conseguenze giudiziarie e mediatiche del nuovo scenario
Il nuovo impianto accusatorio su Andrea Sempio potrebbe avere ripercussioni rilevanti sul destino giudiziario di Alberto Stasi, già condannato in via definitiva.
Un’eventuale richiesta di rinvio a giudizio, fondata sulle nuove prove tecniche e biologiche, aprirebbe il fronte di possibili istanze di revisione, con un impatto forte anche sulla percezione pubblica del caso Garlasco.
Sul piano mediatico, la ricostruzione avanzata dalla Procura mette in discussione l’intero percorso investigativo e processuale degli ultimi anni, obbligando a un riesame critico di errori, omissioni e scelte strategiche.
Le prossime mosse dell’accusa – deposito degli atti, eventuale richiesta di giudizio e reazioni della difesa – saranno determinanti per comprendere se il nuovo scenario reggerà al vaglio dibattimentale e quali conseguenze potrà avere sulla giustizia italiana in tema di errori giudiziari.
FAQ
Chi è oggi il principale sospettato per l’omicidio di Chiara Poggi?
È Andrea Sempio, amico di famiglia di Chiara Poggi, indicato dalla Procura di Pavia come nuovo presunto autore del delitto.
Che ruolo ha l’impronta 33 nelle nuove indagini su Garlasco?
L’impronta 33, sul muro della cantina, è ritenuta compatibile con la mano destra di Sempio e qualificata come possibile “firma” dell’aggressore.
Cosa è emerso sul Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi?
Secondo la consulenza medico-legale, il Dna sotto le unghie di Chiara deriverebbe dalla colluttazione e sarebbe riconducibile ad Andrea Sempio.
L’alibi di Andrea Sempio basato sul parcheggio di Vigevano è ancora valido?
No, gli accertamenti indicano che lo scontrino del parcheggio fu preso dalla madre, svuotando di sostanza l’alibi di Sempio.
Da quali fonti è stata ricostruita questa nuova analisi sul caso Garlasco?
È stata elaborata congiuntamente a partire da notizie delle agenzie ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



