Garlasco, il legale De Rensis contesta l’ipotesi sull’ora del delitto Cattaneo e chiede nuove verifiche
Delitto di Garlasco, nuovi dubbi sull’orario della morte di Chiara Poggi
Chi rimette in discussione il delitto di Garlasco? L’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi. Cosa contesta? L’orario del delitto fissato dalla Cassazione nella sentenza che ha condannato Stasi a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi. Dove nasce il nuovo fronte di discussione? A Garlasco, a partire dalle indiscrezioni sulla consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo. Quando? A seguito delle ultime rivelazioni riportate da Il Tempo e discusse nel podcast Controverso di Nicola Porro. Perché è rilevante? Perché un diverso orario della morte potrebbe minare il perno logico-temporale della condanna definitiva di Stasi.
In sintesi:
- La Cassazione colloca il delitto tra le 9:12 e le 9:35 del 13 agosto 2007.
- Le indiscrezioni sulla consulenza Cattaneo ipotizzano un nuovo intervallo tra le 10:00 e le 11:30.
- Per De Rensis l’orario fissato in sentenza è il “tallone d’Achille” della condanna.
- I tempi di percorrenza tra via Pascoli e via Carducci restano decisivi per la ricostruzione.
Dal “tallone d’Achille” della sentenza ai nuovi scenari temporali
Secondo le ricostruzioni riportate da Il Tempo, la consulenza della professoressa Cristina Cattaneo – ancora formalmente secretata – proporrebbe una diversa finestra oraria per la morte di Chiara Poggi, compresa tra le 10:00 e le 11:30 del 13 agosto 2007. Si tratta, allo stato, di ipotesi non ufficialmente confermate, ma che entrano in rotta di collisione con il quadro temporale cristallizzato dalla Cassazione.
La sentenza definitiva, infatti, aveva ancorato l’omicidio a un intervallo di ventitré minuti: dall’ipotetivo inizio dell’aggressione, fissato alle 9:12 (disattivazione dell’allarme perimetrale in casa Poggi), fino alle 9:35, quando il computer di Alberto Stasi in via Carducci risultò nuovamente attivo. Proprio su questo arco temporale l’avvocato Antonio De Rensis, intervistato dalla giornalista Ludovica Bullan per il podcast Controverso di Nicola Porro, insiste: “Non c’è alcuna prova né scientifica né dichiarativa che l’aggressione sia iniziata alle 9.12 […] le 9.35 è provato che Alberto Stasi fosse a casa sua al computer. Lei capisce che è una supposizione”.
Secondo De Rensis, di quei 23 minuti Stasi avrebbe potuto trascorrerne al massimo 14 all’interno della villetta di via Pascoli, considerando tragitto, accesso all’abitazione di Chiara e successivo rientro con riaccensione del pc. In questo quadro, ogni revisione scientifica dell’orario di morte rischia di incidere direttamente sulla tenuta logica della condanna.
Tempi di percorrenza, margini di dubbio e possibili sviluppi futuri
Per comprendere la disputa sull’orario, resta centrale la distanza fra via Pascoli 8, casa Poggi, e via Carducci 29, abitazione di famiglia di Alberto Stasi. I giudici hanno ritenuto plausibile uno spostamento in bicicletta, sulla base di una testimonianza di una vicina: Google Maps indica circa 7 minuti di tragitto, passando per via Cavour. A piedi, il tempo medio stimato sale a 24 minuti, mentre in auto, mezzo abituale di Stasi, il percorso richiederebbe circa 5 minuti.
Partendo dal dato certo delle 9:35 come orario di ripresa delle attività sul pc, i conteggi retrospettivi forniscono tre scenari teorici sull’uscita da via Pascoli: 9:28 in bicicletta (16 minuti ipotetici all’interno dell’abitazione di Chiara Poggi), 9:30 in auto (18 minuti) e 9:11 a piedi, incompatibile con la soglia delle 9:12 fissata come inizio dell’aggressione. Il primo scenario combacia in parte con l’osservazione di De Rensis sui “14 minuti” effettivamente spendibili nella casa di Chiara, ma il legale continua a definire “labile” il dato orario individuato dagli ermellini.
Se le valutazioni di Cristina Cattaneo dovessero consolidare l’ipotesi di un decesso tra le 10:00 e le 11:30, si aprirebbe un fronte delicato: la possibile frizione tra un nuovo accertamento tecnico e una sentenza passata in giudicato. Sullo sfondo, rimangono i limiti strutturali della ricostruzione a posteriori dei tempi di percorrenza urbani, sempre influenzati da variabili soggettive e non interamente cristallizzabili in una formula unica.
Quali ricadute sull’interpretazione giudiziaria del caso Garlasco
Un eventuale scostamento significativo dell’orario della morte di Chiara Poggi rispetto alle 9:12-9:35 potrebbe incidere sulla percezione pubblica della tenuta probatoria del processo a Alberto Stasi, pur senza intaccare automaticamente l’efficacia formale della sentenza definitiva. In prospettiva, il nodo scientifico-temporale potrebbe alimentare nuove istanze difensive, richieste di revisione o ulteriori analisi forensi, soprattutto se la consulenza di Cristina Cattaneo verrà integralmente resa nota.
Il caso di Garlasco, già segnato da una lunga sequenza di perizie, controperizie e verdetti contrastanti, resta così un laboratorio giuridico-mediatico sulla valutazione degli indizi, sul peso dei dati digitali (log del pc, allarmi, tracciati) e sul ruolo centrale della medicina legale nel definire una cronologia credibile dei fatti, elemento sempre più decisivo nei grandi processi di omicidio.
FAQ
Qual è l’orario del delitto indicato dalla sentenza di Cassazione?
La sentenza definitiva colloca il delitto tra le 9:12 e le 9:35 del 13 agosto 2007, collegando allarme, aggressione e riattivazione del computer.
Cosa ipotizzano le indiscrezioni sulla consulenza di Cristina Cattaneo?
Le indiscrezioni attribuite alla professoreessa Cattaneo indicano un possibile decesso tra le 10:00 e le 11:30, ma il documento resta secretato.
Perché l’avvocato De Rensis contesta l’orario del delitto?
De Rensis sostiene che non esista prova scientifica o testimoniale che l’aggressione sia iniziata alle 9:12, definendo l’orario una mera supposizione.
Quali mezzi di spostamento sono considerati nella ricostruzione?
La ricostruzione valuta tre ipotesi: bicicletta (circa 7 minuti), auto (circa 5 minuti) e spostamento a piedi (circa 24 minuti).
Da quali fonti provengono le informazioni elaborate nell’articolo?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
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