Chiara Uggetti nuove rivelazioni sull’omicidio: ricostruzione dei colpi e ultime evidenze investigative
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Nuova consulenza sull’omicidio di Garlasco rivede tempi, dinamica e responsabilità
La nuova consulenza medico-legale della professoressa Cristina Cattaneo riapre il caso dell’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Il documento, depositato alla Procura di Pavia, rimette in discussione i presupposti scientifici della condanna di Alberto Stasi, in carcere per sedici anni.
Secondo la ricostruzione aggiornata, Chiara avrebbe opposto una forte resistenza, ingaggiando una colluttazione durata diversi minuti, incompatibile con l’alibi dell’ex fidanzato.
Le nuove valutazioni sulle lesioni, rilette con le moderne metodologie forensi, indicano un’aggressione più lunga e violenta di quanto stabilito nei precedenti gradi di giudizio, alimentando nuovi scenari investigativi e giudiziari.
In sintesi:
- Almeno cinque lesioni agli arti superiori compatibili con gesti difensivi durante una colluttazione.
- Durata della lotta stimata in diversi minuti, fino a 15-20 minuti prima del decesso.
- Nuove lesioni individuate su mano destra e avambraccio sinistro, tipiche di difesa istintiva.
- Ricostruzione temporale potenzialmente incompatibile con l’alibi di Alberto Stasi.
Lesioni difensive, arma del delitto e nuova cronologia dell’aggressione
Nella consulenza, la professoressa Cristina Cattaneo analizza integralmente la documentazione autoptica di Chiara Poggi, comprese le fotografie originali.
Le immagini mostrano dodici colpi al cranio e cinque al resto del corpo, inferti con un oggetto contundente. I reperti risultano «coerenti con l’impiego di un martello dotato di testa squadrata battente», soluzione tecnica che rafforza l’ipotesi di un’arma mai definitivamente individuata in sede processuale.
La consulenza evidenzia almeno cinque lesioni agli arti superiori riconducibili, con elevata probabilità, a gesti difensivi: contusioni alla mano destra, lividi sull’avambraccio sinistro e lesioni a spalla e avambraccio compatibili con movimenti di parata e protezione del capo.
La lesione alla spalla destra è descritta come conseguenza di un «meccanismo di compressione associata a frizione o trascinamento» in una zona «spesso collegata a lesioni da difesa», prodotta da un oggetto contundente piccolo e irregolare, verosimilmente colpente più volte.
Una lesione sull’avambraccio sinistro, visibile solo in alcune fotografie, è «associata a lesioni da parata», mentre l’area della mano destra è «frequentemente coinvolta in meccanismi di difesa passiva e suggestiva di un gesto di protezione istintiva del capo».
Secondo la ricostruzione, i primi colpi sarebbero stati sferrati alla base delle scale d’ingresso; nonostante il trauma cranico, *«a questo punto Chiara molto probabilmente seppur in preda a un trauma cranico è ancora capace di muoversi»* e *«durante questo primo attacco molto probabilmente si formano le ferite da difesa agli arti superiori»*.
Implicazioni per il caso Stasi e nuovi scenari processuali
La durata della colluttazione viene stimata in «diversi minuti», con un intervallo massimo di 15-20 minuti tra l’inizio dell’aggressione e la morte di Chiara Poggi.
Se, come indicato dagli atti, Chiara è ancora viva alle 9.12, una colluttazione di circa un quarto d’ora rende difficile collocare Alberto Stasi sulla scena, poiché alle 9.35 risulta già dall’altra parte di Garlasco.
Questo nuovo quadro scientifico non mira a individuare un diverso responsabile, come Andrea Sempio, ma a smontare un cardine della precedente condanna: l’assenza di difesa da parte della vittima, ritenuta compatibile solo con un’aggressione “a sorpresa” del fidanzato. Le valutazioni della professoressa Cattaneo, richieste dal procuratore Fabio Napoleone e dall’aggiunto Stefano Civardi, potrebbero quindi aprire la strada a nuove iniziative giudiziarie, tra revisione del processo e approfondimenti investigativi sulla reale dinamica dell’omicidio.
FAQ
Cosa ha scoperto la nuova consulenza medico-legale sul caso di Garlasco?
La nuova consulenza ha accertato almeno cinque lesioni difensive sugli arti superiori di Chiara Poggi, indicando una violenta colluttazione durata diversi minuti prima del decesso.
Perché le nuove lesioni di Chiara Poggi sono considerate segni di difesa?
Le nuove lesioni interessano mano destra, avambraccio sinistro e spalla, aree tipicamente coinvolte in movimenti di parata e protezione del capo durante un’aggressione violenta.
In che modo cambia la ricostruzione temporale dell’omicidio di Garlasco?
La ricostruzione indica che tra l’inizio della colluttazione e la morte trascorrono 15-20 minuti, allungando significativamente i tempi rispetto alle precedenti perizie.
Quale arma del delitto emerge dalla nuova analisi autoptica?
La consulenza indica in modo coerente un martello con testa squadrata battente, compatibile con i dodici colpi al cranio e le altre lesioni corporee.
Da quali fonti è stato elaborato questo approfondimento giornalistico?
L’articolo è stato elaborato a partire da una rielaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.



