Garante privacy sanziona Aldilapp per i cimiteri digitali e rafforza la tutela dei dati personali

Privacy, il Garante interviene sui profili digitali dei defunti di Aldilapp
Il Garante per la privacy ha sanzionato la società Stup, distributrice in Italia dell’app Aldilapp, insieme ai Comuni di Ancona e Velletri e ai relativi gestori cimiteriali. L’intervento riguarda la creazione automatica di “profili digitali” dei defunti nei cimiteri che aderiscono al servizio, utilizzando i database comunali. Le verifiche, concluse nel 2024, hanno evidenziato un uso eccedente dei dati personali rispetto alle finalità istituzionali di localizzazione delle tombe e una confusione tra servizi pubblici, funzionalità “social” e servizi commerciali. Il Garante è intervenuto per rafforzare sicurezza, trasparenza e distinzione dei ruoli, imponendo la cancellazione dei profili generati automaticamente e delle relative interazioni, oltre a sanzioni pecuniarie contenute.
In sintesi:
- Sanzioni a Stup, Comuni di Ancona e Velletri e gestori cimiteriali per Aldilapp.
- Profili digitali dei defunti creati automaticamente dai database cimiteriali comunali.
- Mancata separazione tra servizio istituzionale, funzioni social e offerte commerciali.
- Imposte cancellazione profili automatici e maggiori misure di sicurezza e trasparenza.
Come funziona Aldilapp e perché è intervenuto il Garante
Aldilapp è un’app che, previa registrazione, consente di individuare il luogo di sepoltura dei defunti nei cimiteri aderenti. Alla funzione istituzionale di ricerca si affiancano strumenti “social” (dediche, ceri virtuali) e servizi commerciali, come la fornitura di fiori o la pulizia delle tombe.
Partendo dai database cimiteriali dei Comuni, la piattaforma generava di default “profili digitali” dei defunti, visibili a tutti gli utenti. Su questi profili era possibile pubblicare messaggi commemorativi, attivare servizi a pagamento e creare interazioni riconducibili alla persona deceduta.
Per il Garante, l’utilizzo di un’unica piattaforma per erogare contemporaneamente servizi istituzionali e servizi social/commerciali in modo inscindibile comporta un trattamento di dati personali non proporzionato e potenzialmente fuorviante per i cittadini, che potevano ragionevolmente ritenere tutti i trattamenti come attività dei Comuni.
Sono emerse ulteriori criticità: incertezza nella definizione dei ruoli (titolari e responsabili del trattamento) tra Stup, enti locali e gestori cimiteriali; informative poco chiare verso gli utenti; misure tecniche e organizzative giudicate non adeguate alla delicatezza dei dati trattati.
L’Autorità ha quindi ordinato: rafforzamento delle misure di sicurezza; chiara separazione tra servizio istituzionale di localizzazione delle sepolture e funzioni “social” e commerciali; cancellazione dei “profili digitali” creati automaticamente dai database comunali e di tutte le interazioni collegate.
I servizi aggiuntivi potranno essere offerti da Stup solo su esplicita richiesta degli utenti e senza utilizzare i database cimiteriali, che restano destinati esclusivamente al servizio pubblico di informazione sull’ubicazione dei defunti.
Le sanzioni e le implicazioni per i servizi digitali comunali
Considerando la natura innovativa del servizio, l’assenza di reclami formali e la collaborazione di Stup e degli enti coinvolti, il Garante per la privacy ha applicato sanzioni amministrative contenute: 6.000 euro a Stup; 3.000 euro al Comune di Ancona; 2.000 euro al Comune di Velletri; 2.500 euro ai gestori dei servizi cimiteriali.
Il provvedimento segna però un precedente rilevante per tutti i servizi digitali che, partendo da banche dati pubbliche, sviluppano funzionalità “social” e commerciali. La decisione chiarisce che la sovrapposizione tra finalità istituzionali e attività private non è tollerata senza una rigorosa separazione di ruoli, basi giuridiche, informative e misure di sicurezza.
Per Comuni e fornitori di piattaforme digitali, il caso Aldilapp diventa un benchmark operativo: ogni evoluzione verso servizi commemorativi online dovrà integrare sin dall’inizio analisi d’impatto, privacy by design e trasparenza verso cittadini e famiglie dei defunti.
FAQ
Cosa ha contestato il Garante all’app Aldilapp in modo specifico?
Il Garante ha contestato la creazione automatica di profili digitali dei defunti dai database comunali, l’uso eccedente dei dati e la mancata separazione tra servizio istituzionale, funzioni social e servizi commerciali.
Quali obblighi devono rispettare ora Stup e i Comuni coinvolti?
Devono cancellare i profili digitali creati automaticamente, rafforzare le misure di sicurezza, distinguere chiaramente servizi istituzionali da quelli social e commerciali e ridefinire ruoli e responsabilità nel trattamento dei dati.
Gli utenti possono ancora usare Aldilapp per trovare le tombe?
Sì, il servizio istituzionale di localizzazione delle sepolture può proseguire, purché separato dalle funzioni social e commerciali e basato su informative chiare e trattamenti proporzionati ai dati cimiteriali comunali.
Come dovrebbero regolarsi altri servizi digitali commemorativi simili?
Devono adottare privacy by design, analisi d’impatto, informative trasparenti, separazione netta tra finalità pubbliche e commerciali e basare i trattamenti su idonee basi giuridiche e consensi specifici.
Quali sono le fonti utilizzate per questo approfondimento sulla decisione del Garante?
L’analisi deriva da una elaborazione congiunta delle informazioni diffuse da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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