Fondazione Chiara Costanzo a Crans-Montana trasforma il lutto in sostegno concreto per i giovani
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Fondazione in memoria di Chiara Costanzo, il dolore trasformato in opportunità
Chi: i genitori di Chiara Costanzo, morta nella strage di Capodanno a Crans-Montana. Cosa: la nascita di una fondazione per sostenere ragazzi meritevoli senza mezzi economici. Dove: iniziativa avviata in Italia, rivolta a giovani italiani e non solo. Quando: dopo l’incendio del locale Le Constellation del 31 dicembre. Perché: per onorare la memoria di Chiara, trasformando un lutto insopportabile in progetti di studio, viaggio e crescita per altri giovani.
In sintesi:
- La fondazione intitolata a Chiara Costanzo sostiene ragazzi tra i 14 e i 23 anni.
- Previste “Borse di sogno” per studio, sport e viaggi all’estero a giovani meritevoli.
- I beneficiari dovranno diventare mentori di altri ragazzi, in un patto morale con Chiara.
- La famiglia si concentra sul progetto, lasciando ai legali la gestione del fronte giudiziario.
Come nasce la “Borsa di sogno” dedicata a Chiara
«È l’unico modo che ci consente di trasformare il dolore in qualcosa di accettabile», racconta il padre, Andrea Costanzo, al Tg1. Da quel dolore nasce una fondazione che porta il nome di Chiara, morta nell’incendio del locale Le Constellation a Crans-Montana, insieme a Achille Barosi e ad altre quattro giovani vittime italiane.
Chiara, descritta su La Stampa come «ragazza curiosa, con un forte senso di giustizia, brava a scuola e nello sport», diventa il modello di riferimento del progetto. Le borse, chiamate significativamente “Borsa di sogno”, saranno destinate a giovani tra i 14 e i 23 anni che dimostrino talento, impegno e desiderio di conoscere il mondo, ma che non possano permettersi esperienze formative, in particolare studio e viaggi all’estero.
Ogni beneficiario sottoscriverà un patto morale con Chiara: in cambio dell’aiuto ricevuto, dovrà a sua volta «prendere la mano» di chi verrà dopo, diventando mentore di altri ragazzi. Un meccanismo di restituzione che punta a creare una comunità solidale e duratura, capace di moltiplicare l’impatto delle borse nel tempo.
Dal lutto alla responsabilità collettiva e istituzionale
Da quando sono rientrati a casa, i genitori non riescono a entrare nella stanza di Chiara. Ma la prospettiva di aiutare altri giovani offre una fragile forma di consolazione. «Non ce la faccio a soffermarmi sugli aspetti giudiziari perché sono troppo dolorosi per me», ammette il padre, affidando ai legali italiani e svizzeri la visione dei filmati interni di Le Constellation e il seguito delle indagini.
Sul fronte giudiziario, il nuovo interrogatorio di Jacques Moretti è stato rinviato per un certificato di depressione da stress post-traumatico. Intanto l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, rientra a Berna per seguire da vicino le inchieste e annuncia una visita a Crans-Montana l’8 aprile, con momento di raccoglimento al memoriale e firma del libro delle condoglianze nella Cappella di Saint-Christophe.
La fondazione, spiega il padre, punta a crescere, attrarre risorse e diventare uno strumento strutturale di sostegno ai giovani. L’obiettivo è doppio: mantenere viva la memoria di Chiara e contribuire a una responsabilità collettiva verso le nuove generazioni.
FAQ
Chi può richiedere le borse di studio della fondazione Chiara Costanzo?
Possono farlo ragazzi tra i 14 e i 23 anni che dimostrino impegno, talento e desiderio di studio o esperienze all’estero, ma con limitate possibilità economiche.
Che cosa sono concretamente le “Borse di sogno” dedicate a Chiara?
Si tratta di sostegni economici destinati a finanziare studi, percorsi sportivi, progetti culturali e viaggi formativi internazionali, costruiti su misura dei singoli beneficiari.
Come funziona il patto morale di mentoring previsto dalla fondazione?
Funziona imponendo a ogni beneficiario di accompagnare, nel tempo, altri giovani selezionati, offrendo supporto, orientamento e condivisione di esperienze, creando una catena virtuosa intergenerazionale.
I genitori di Chiara seguiranno direttamente il processo giudiziario in Svizzera?
No, hanno deciso di non visionare i filmati e di delegare completamente la gestione legale ai loro avvocati italiani e svizzeri, per tutelare l’equilibrio emotivo familiare.
Quali sono le fonti ufficiali utilizzate per questo articolo sulla fondazione?
Questo articolo deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it ed Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

