Figlio ottiene l’eredità in tribunale dopo la decisione del padre di favorire l’amante

Donazione a compagna contestata dagli eredi: la decisione del Tribunale di Lucca
Due figli di un imprenditore edile della Piana di Lucca, morto a 87 anni in Garfagnana, hanno scoperto dopo il decesso che l’aspettata eredità in denaro e immobili era quasi svuotata.
Individuata come destinataria di parte delle somme la compagna del padre, ritenuta “amante” dopo anni di separazione di fatto dalla moglie, hanno promosso causa civile davanti al Tribunale di Lucca.
Nel 2024 il giudice Antonio Mondini ha parzialmente accolto la domanda, annullando una donazione diretta di 60mila euro e ordinandone la restituzione, perché priva della forma notarile imposta dall’articolo 782 del codice civile.
In sintesi:
- Imprenditore lucchese versa ingenti somme alla compagna, gli eredi trovano l’eredità ridotta.
- Il figlio contesta in giudizio 180mila euro, il Tribunale riconosce solo 60mila.
- Il giudice annulla la donazione diretta per mancanza dell’atto notarile previsto.
- Respinta la richiesta sugli ulteriori 120mila euro per assenza di prove contabili.
Come il giudice ha ricostruito donazioni, assegni e norme del codice civile
L’imprenditore, separato di fatto ma non legalmente dalla moglie, aveva firmato il 22 aprile 2007 sei assegni da 10mila euro ciascuno, per complessivi 60mila euro, intestati alla compagna.
Il figlio, assistito dagli avvocati Alessandro Fagni e Lorenzo Baronti, ha sostenuto che tali somme costituissero una donazione diretta priva di forma, chiedendone la restituzione come parte dell’eredità.
Il giudice Mondini ha condiviso questa lettura: non si trattava di donazione indiretta, ma di liberalità diretta soggetta alla disciplina dell’articolo 782 c.c., che impone l’atto pubblico notarile con due testimoni, pena la nullità.
Mancando ogni rogito, la donazione è stata dichiarata nulla e la donna condannata a restituire 60mila euro al figlio attore, oltre a 14mila euro di spese legali.
L’ulteriore voce di 120mila euro, che gli eredi sostenevano essere transitata dai conti del padre a quelli della compagna negli anni precedenti, è stata invece rigettata per difetto di prove documentali.
La donna, sentita in Tribunale, ha ammesso solo gli assegni del 2007: “Mi ha regalato delle somme. È vero, ho riscosso gli assegni. Non ho riversato gli importi sul mio conto ma ho invece speso le somme riscosse”, negando qualsiasi coinvolgimento negli ulteriori 120mila euro.
Implicazioni per future successioni e donazioni tra partner non coniugati
Il caso lucchese evidenzia come, in assenza di una donazione formalizzata dal notaio, gli eredi possano rimettere in discussione liberalità significative effettuate in vita verso partner o conviventi.
La vicenda, che si è riaperta anni dopo la morte dell’imprenditore e anche della moglie legale, mostra la centralità della tracciabilità bancaria e degli atti pubblici nel contenzioso successorio.
La battaglia giudiziaria ora si concentra sull’effettivo recupero dei 60mila euro condannati in restituzione, con possibili sviluppi su pignoramenti e azioni esecutive.
Per professionisti e famiglie, il caso rappresenta un monito: pianificare per tempo donazioni e successione è decisivo per evitare conflitti tra eredi e partner non sposati.
FAQ
Cosa ha deciso il Tribunale di Lucca sui 60mila euro alla compagna?
Il Tribunale ha dichiarato nulla la donazione diretta di 60mila euro e ha condannato la compagna a restituire l’intera somma all’erede che aveva promosso causa.
Perché la donazione degli assegni è stata ritenuta nulla dal giudice?
È stata ritenuta nulla perché priva dell’atto pubblico notarile con due testimoni richiesto dall’articolo 782 del codice civile per le donazioni dirette.
Per quale motivo non sono stati recuperati gli ulteriori 120mila euro contestati?
Non sono stati recuperati perché gli eredi non hanno fornito prove contabili sufficienti a dimostrare il passaggio di quei 120mila euro alla compagna.
Cosa possono imparare gli eredi e i conviventi da questo caso giudiziario?
Possono imparare che donazioni importanti vanno sempre formalizzate dal notaio, così da prevenire contenziosi successori e contestazioni future tra eredi e partner.
Qual è la fonte delle informazioni riportate in questo articolo di cronaca legale?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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