Femminicidio Torzullo, Carlomagno osservato minuto per minuto in una struttura segreta dopo il drammatico suicidio dei genitori

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Femminicidio Torzullo, Carlomagno sorvegliato a vista dopo il suicidio dei genitori. Il legale: “Non sono riusciti a sopportare”
Sorveglianza in carcere e shock familiare
Nel carcere di Civitavecchia il detenuto Claudio Carlomagno, reo confesso dell’omicidio della moglie Federica Torzullo, è ora sottoposto a sorveglianza rafforzata dopo essere stato informato del suicidio dei genitori. La notizia gli è stata comunicata dagli operatori penitenziari, consapevoli dell’impatto devastante di un evento che travolge definitivamente l’intero nucleo familiare.
I coniugi Maria Messenio e Pasquale Carlomagno sono stati trovati impiccati nel porticato della loro abitazione di Anguillara Sabazia, alle porte di Roma. Il gesto appare strettamente connesso alle conseguenze del femminicidio e al peso mediatico e sociale che ha travolto la famiglia. Una lettera lasciata all’altro figlio, Davide, scoperta nel suo appartamento romano, ha portato all’allarme immediato lanciato da una zia, che abita vicino alla villa dei coniugi e ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.
L’avvocato difensore Andrea Miroli ha sottolineato il dramma del figlio minorenne di Carlomagno, rimasto in pochi giorni senza madre, nonni e, per lungo tempo, senza il padre. Il legale parla di “catabasi”, una discesa agli inferi che i genitori non hanno retto, ribadendo come anche i familiari di chi commette reati gravissimi diventino vittime collaterali di un crimine che si propaga ben oltre la scena del delitto.
Indagini, ipotesi di aiuti e pressione mediatica
I coniugi Carlomagno sarebbero stati ascoltati in procura a Civitavecchia nei giorni successivi, non come indagati ma per chiarire i movimenti nelle ore del delitto. Secondo gli atti del gip, le telecamere del villino dove è avvenuto l’omicidio immortalano, tra le 7.08 e le 7.17 del 9 gennaio, un furgone Doblò condotto da Pasquale nei pressi dell’abitazione. Un elemento che alimenta interrogativi su eventuali presenze o aiuti nelle fasi immediatamente successive al femminicidio.
Le verifiche tecniche segnalano anche una possibile terza persona collegata ai movimenti delle 14.17, quando Claudio Carlomagno rientra in casa, dettaglio che mantiene aperte le “zone d’ombra” evidenziate dai pm a fronte della confessione. La procura ha disposto l’autopsia sui corpi di Maria e Pasquale per consolidare il quadro medico-legale e chiudere ogni margine di dubbio sulle dinamiche del suicidio.
L’avvocato Miroli richiama la responsabilità collettiva di fronte all’odio online, citando messaggi social che insultavano la madre del reo confesso, accusata di aver “partorito un mostro”. A suo giudizio, il clima di linciaggio mediatico può incidere pesantemente sulla psiche di chi è travolto da simili tragedie, imponendo una “pedagogia collettiva” che riporti il dibattito entro i confini giuridici e di umanità minima.
Comunità in lutto e ferite sociali aperte
La doppia tragedia di Anguillara Sabazia, già colpita dal femminicidio di Federica Torzullo, lascia una comunità annichilita. Il sindaco Angelo Pizzigallo ha parlato di “ore di ulteriore dolore profondo”, ricordando il ruolo di Maria Messenio come ex assessora alla Sicurezza, impegnata per anni in prima linea nell’amministrazione cittadina. Il primo cittadino invita al silenzio e alla vicinanza discreta, come unico gesto possibile di fronte a un lutto così stratificato.
La morte dei coniugi si innesta su un territorio che aveva già visto lacerarsi il proprio tessuto sociale per l’assassinio di una giovane donna, madre, compagna, e per l’arresto del marito. Ora il dolore si allarga fino a comprendere anche chi, pur non avendo responsabilità dirette, è stato risucchiato nel vortice mediatico, giudiziario e morale scatenato dal delitto.
Le indagini sul femminicidio proseguono per chiarire eventuali complicità, mentre le istituzioni locali tentano di ricomporre una minima coesione sociale. Le parole del sindaco, che richiama il “dovere del rispetto e del silenzio”, evidenziano la difficoltà di conciliare l’esigenza di verità processuale con la tutela delle persone coinvolte e con la necessità di non alimentare ulteriormente una spirale di odio e stigmatizzazione pubblica.
FAQ
D: Chi è Claudio Carlomagno?
R: È il marito reo confesso di Federica Torzullo, detenuto nel carcere di Civitavecchia per femminicidio.
D: Cosa è successo ai genitori di Carlomagno?
R: Maria Messenio e Pasquale Carlomagno sono stati trovati impiccati nella loro casa di Anguillara Sabazia, in un gesto interpretato come suicidio legato al dramma familiare.
D: Perché Claudio Carlomagno è sorvegliato a vista?
R: Dopo la comunicazione del suicidio dei genitori, l’amministrazione penitenziaria ha attivato una sorveglianza rafforzata per prevenire atti autolesivi.
D: Che ruolo ha l’avvocato Andrea Miroli?
R: È il legale difensore di Carlomagno e ha denunciato le ricadute psicologiche e sociali subite dai familiari dell’imputato.
D: I genitori di Carlomagno erano indagati?
R: No, secondo la procura di Civitavecchia non risultavano indagati, ma sarebbero stati ascoltati come persone informate sui fatti.
D: Cosa si vuole chiarire sulle eventuali complicità?
R: Gli inquirenti stanno verificando i movimenti di persone e veicoli, inclusa la presenza del padre e di una possibile terza persona nei momenti vicini al delitto.
D: Come ha reagito la comunità di Anguillara Sabazia?
R: Il sindaco Angelo Pizzigallo ha parlato di dolore profondo e ha chiesto rispetto, silenzio e vicinanza discreta verso tutte le persone coinvolte.
D: Qual è la fonte giornalistica principale del caso?
R: Le informazioni riportate derivano in larga parte da ricostruzioni pubblicate da la Repubblica e da altri quotidiani nazionali che seguono l’inchiesta.




