Famiglia Regeni, l’avvocato accusa il governo: collaborazione con dittatori e rischi ignorati in Egitto
Le parole dell’avvocata Ballerini sul caso Regeni e le responsabilità italiane
Chi parla è l’avvocata Alessandra Ballerini, legale della famiglia Giulio Regeni; cosa denuncia è l’ingiustizia delle scelte del governo italiano sul dossier Egitto e sulla ricerca di verità. Dove: al Senato, a Roma. Quando: durante una conferenza stampa successiva alla sentenza 192/2023 della Corte costituzionale. Perché: per ribadire il valore del diritto alla verità, il ruolo della magistratura indipendente e la pericolosità strutturale dell’Egitto, definito dittatura in cui il procuratore capo è nominato direttamente dal presidente-generale Abdel Fattah al-Sisi, in netto contrasto con la separazione dei poteri garantita dall’ordinamento democratico italiano.
In sintesi:
- Alessandra Ballerini accusa il governo italiano di decisioni ingiuste sul caso Giulio Regeni.
- La Corte costituzionale tutela il diritto alla verità come elemento della dignità umana e nazionale.
- La magistratura italiana è definita determinata e indipendente nel procedimento Regeni.
- L’Egitto è descritto come non sicuro, con sparizioni e torture quotidiane impunite.
Diritto alla verità, ruolo della magistratura e rischi nei rapporti con l’Egitto
Nel suo intervento al Senato, l’avvocata Alessandra Ballerini ha ricostruito il quadro istituzionale entro cui si colloca il caso di Giulio Regeni, ricercatore italiano ucciso in Egitto. Ha sottolineato come in Italia la separazione dei poteri consenta a una magistratura “determinata, indipendente” di procedere anche quando le scelte dei governi seguono logiche di opportunità politica.
Richiamando la sentenza 192/2023 della Corte costituzionale, Ballerini ha evidenziato il principio dell’“inviolabilità del diritto alla verità”, legato alla dignità della persona e della collettività nazionale. *“La sentenza 192 del 2023 andrebbe letta ovunque”*, ha affermato, indicando il valore generale del pronunciamento oltre il singolo caso.
L’avvocata ha marcato la distanza fra l’ordinamento italiano e quello egiziano, dove il procuratore capo è nominato direttamente dal generale-presidente Abdel Fattah al-Sisi, in un contesto definito apertamente “dittatura”, privo di effettiva indipendenza giudiziaria.
Ballerini ha accusato gli esecutivi italiani di avere “fatto tante cose ingiuste riguardo a Giulio”, pur nella piena visibilità pubblica del caso. *“Questa magistratura è stata dignitosa, a fronte di governanti che hanno deciso che con i dittatori bisogna collaborare”*, ha dichiarato, avvertendo che la cooperazione con regimi autoritari implica il rischio di *“avere le mani sporche di sangue”*.
La legale ha descritto l’Egitto come Paese strutturalmente non sicuro: *“L’Egitto non è un Paese sicuro: 3-4 persone ogni giorno fanno la fine di Giulio, nell’assoluta impunità”*. Un dato che, al di là del numero indicato, rimanda a una sistematicità di sparizioni forzate, torture e violazioni dei diritti umani documentate da organizzazioni indipendenti.
Quali conseguenze future per la politica italiana e i rapporti con Il Cairo
Il richiamo di Alessandra Ballerini alla sentenza della Corte costituzionale potrebbe incidere sulle future decisioni di governo in materia di cooperazione giudiziaria, forniture militari e accordi economici con l’Egitto.
Se il diritto alla verità diventa parametro politico oltre che giuridico, i rapporti con regimi definiti “dittature” saranno sempre più esposti a contenziosi interni e a scrutinio pubblico. Per il caso Giulio Regeni, ciò rafforza il ruolo degli inquirenti italiani e rende più difficile, per gli esecutivi, giustificare strategie di normalizzazione con Il Cairo senza misurarsi con le domande di giustizia avanzate dalla famiglia e dalla società civile.
FAQ
Perché Alessandra Ballerini critica il governo italiano sul caso Regeni?
Ballerini afferma che diversi governi hanno compiuto “tante cose ingiuste” verso Giulio Regeni, privilegiando rapporti con l’Egitto rispetto alla piena ricerca della verità giudiziaria.
Cosa stabilisce la sentenza 192 2023 della Corte costituzionale?
La sentenza afferma con forza che il diritto alla verità è inviolabile, intimamente connesso alla dignità della persona e dell’intero Paese.
Perché l’Egitto è definito non un Paese sicuro da Ballerini?
Ballerini sostiene che in Egitto ogni giorno 3-4 persone subiscono la stessa sorte di Regeni, tra sparizioni, torture e impunità.
Qual è la differenza principale tra sistema giudiziario italiano ed egiziano?
In Italia esiste separazione dei poteri; in Egitto, secondo Ballerini, il procuratore capo è nominato direttamente da al-Sisi, senza reale indipendenza.
Quali sono le fonti alla base di questa ricostruzione giornalistica?
Questo articolo deriva da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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