Famiglia in escursione nel bosco sotto indagine, intervengono gli ispettori del ministero competente

Ispezione del ministero sul caso della “famiglia del bosco” a L’Aquila
Gli ispettori del ministero della Giustizia arriveranno a L’Aquila per verificare il caso dei tre figli della coppia anglo-australiana allontanati dalla madre Catherine.
La decisione è stata annunciata dalla premier Giorgia Meloni, che contesta l’ordinanza del Tribunale per i minorenni.
L’ispezione riguarda i provvedimenti adottati da novembre, quando è stata sospesa la responsabilità genitoriale della coppia che viveva nella cosiddetta “casa nel bosco”.
Secondo il governo e alcuni esperti, la scelta di separare i minori dalla madre rischia di produrre un nuovo trauma e di avvicinare i bambini all’adozione.
Il caso, esploso mediaticamente in Abruzzo, riapre il dibattito nazionale sui limiti dell’intervento giudiziario nelle famiglie fragili e sul ruolo dei servizi sociali.
Nelle prossime ore i legali presenteranno ricorso alla Corte d’Appello per chiedere la sospensione dell’ordinanza e il ricongiungimento familiare.
In sintesi:
- Il ministro Carlo Nordio invia ispettori al Tribunale per i minorenni dell’Aquila.
- Meloni parla di decisioni “ideologiche” e di “trauma” per i bambini.
- Gli esperti avvertono: percorso che può portare verso l’adozione dei minori.
- I legali di Catherine e Nathan ricorrono alla Corte d’Appello.
Perché il caso della famiglia del bosco divide politica e magistratura
L’istruttoria del ministero in Via Arenula era stata aperta già a novembre, parallelamente all’ordinanza che ha sospeso la responsabilità genitoriale della coppia anglo-australiana Birmingham-Trevallion.
In una prima fase si era limitata all’analisi degli atti; ora il ministro Nordio ha deciso l’invio di ispettori al Tribunale per i minorenni di L’Aquila.
Per Meloni quelle decisioni sarebbero “figlie anche di letture ideologiche” e imporrebbero ai figli “un altro pesantissimo trauma”.
Il perito di parte, lo psichiatra Tonino Cantelmi, che coordina il team di psicologi della famiglia, giudica l’allontanamento di mamma Catherine “una strada sbagliata e pericolosa”.
A suo avviso, i cosiddetti “bambini del bosco” rischiano di avvicinarsi progressivamente all’adozione, anche se formalmente non è ancora stata avviata una procedura in tal senso.
Nel dibattito è intervenuto anche il vicepremier Matteo Salvini, che ha annunciato una visita alla coppia “non da vicepresidente del Consiglio né da ministro, ma da papà e genitore disgustato da questa forma di violenza istituzionalizzata”.
La garante regionale per l’Infanzia ha visitato la casa famiglia dove i bambini sono accolti da quattro mesi, chiedendo che non vengano trasferiti altrove.
Il trasferimento, disposto dal Tribunale, è uno dei punti più contestati dai legali Marco Femminella e Danila Solinas, che denunciano il rischio di ulteriori sradicamenti e difficoltà nei contatti con i genitori.
Alcune strutture temono l’esposizione mediatica; altre sono troppo lontane dal casolare dove ora vivono Catherine e Nathan.
Prospettive future per i bambini del bosco e il sistema minorile
L’ordinanza contestata, definita da Solinas “assolutamente scarna”, demanderebbe la gestione del caso a un soggetto ritenuto dalla difesa “inadeguato” e non terzo.
Secondo la legale, non sarebbero state considerate le “difficoltà oggettive” dei minori, privati “di una figura materna di riferimento considerata dalla neuropsichiatria fondamentale nella crescita”.
Il professor Cantelmi parla di “ordinanza shock” e sostiene che tali procedure “così dure” siano funzionali, di fatto, a “imboccare la strada dell’adozione”.
A suo giudizio, il “buon senso” avrebbe richiesto la riunificazione del nucleo, con monitoraggio di un’equipe sociosanitaria della Asl e professionisti specializzati, anziché l’estromissione totale della madre dalla quotidianità dei figli.
Nel frattempo, Catherine resta nel casolare nel bosco con la sorella, in quello che i familiari descrivono come uno stato di “shock”, mentre il padre Nathan continua a visitare i figli in casa famiglia, portando doni e cercando di mantenere un legame emotivo stabile.
L’esito del ricorso in Corte d’Appello potrà diventare un precedente rilevante per la gestione dei casi di allontanamento genitori-figli e per la definizione dei poteri di controllo del ministero sulle decisioni dei tribunali minorili.
FAQ
Perché il ministero della Giustizia ha disposto un’ispezione a L’Aquila?
L’ispezione è stata decisa per verificare la correttezza dei provvedimenti del Tribunale per i minorenni sull’allontanamento dei figli dalla madre e sulla gestione complessiva del caso.
Cosa contesta la premier Giorgia Meloni nel caso della famiglia del bosco?
Meloni critica le decisioni come “figlie di letture ideologiche”, ritenendole causa di un ulteriore trauma per i bambini e sproporzionate rispetto alle reali esigenze di tutela.
Qual è il rischio principale indicato dagli esperti per i bambini del bosco?
Gli esperti, tra cui Cantelmi, avvertono che l’attuale percorso potrebbe avvicinare progressivamente i minori all’adozione, allontanandoli stabilmente dalla famiglia d’origine.
Cosa chiedono gli avvocati della coppia anglo-australiana alla Corte d’Appello?
I legali chiedono la sospensione immediata dell’ordinanza, il blocco del trasferimento in altra struttura e un nuovo provvedimento che consenta il ricongiungimento familiare monitorato.
Da quali fonti è stata ricavata e rielaborata questa ricostruzione giornalistica?
Questa ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
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Michele Ficara Manganelli ✿
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