Epstein files, emerge il nome di Emanuela Orlandi e il legame con il colosso bancario statunitense
Indice dei Contenuti:
Epstein files, Orlandi e IOR: cosa emerge davvero dai documenti FBI
Il nome di Emanuela Orlandi compare nei dossier su Jeffrey Epstein pubblicati a gennaio dall’FBI sul sito del Dipartimento di Giustizia USA.
Il riferimento emerge in una rassegna stampa allegata agli atti civili nel procedimento del Governo delle Isole Vergini USA contro JP Morgan Chase Bank, principale istituto utilizzato dal finanziere per i suoi movimenti di denaro.
L’articolo selezionato riguarda l’apertura delle tombe del cimitero teutonico in Vaticano nel 2019. La presenza di questo ritaglio solleva interrogativi sul perché, durante un’azione legale sul ruolo bancario di JP Morgan nel sistema Epstein, qualcuno abbia ritenuto rilevante il caso Orlandi, intrecciato da decenni con i conti dello IOR e con gli scandali finanziari vaticani.
In sintesi:
- Il nome di Emanuela Orlandi appare in una rassegna stampa interna agli “Epstein files”.
- Il ritaglio riguarda l’apertura delle tombe vuote al cimitero teutonico nel 2019.
- L’ipotesi centrale collega Orlandi allo IOR e ai rapporti dello IOR con JP Morgan.
- La vicenda incrocia indagini su abusi, finanza vaticana e flussi sospetti verso JP Morgan.
Perché il caso Orlandi entra nei documenti sul sistema Epstein
Nei file resi pubblici dall’FBI, tramite la piattaforma Jmail, emerge un pdf titolato “Government of the United States Virgin Island v. JP Morgan Chase Bank” contenente ritagli sul caso Orlandi.
Il focus è l’episodio del luglio 2019: il Vaticano autorizza l’apertura di due tombe ottocentesche al cimitero teutonico, dopo un messaggio anonimo all’avvocata della famiglia, Laura Sgrò, con l’indicazione: “Cercate dove indica l’angelo”.
Le tombe risultano vuote, senza nemmeno i resti delle due principesse originariamente sepolte. Sotto, viene scoperta una stanza in cemento armato, anch’essa vuota. L’episodio entra nel fascicolo legale contro JP Morgan, accusata dalle Isole Vergini di aver agevolato e coperto il sistema di abusi legato a Epstein, conclusosi nel 2023 con un accordo economico. La domanda di contesto è cruciale: perché, nel dossier su una banca globale coinvolta in movimenti sospetti di un predatore sessuale, qualcuno decide di monitorare proprio questa tappa del caso Orlandi, da sempre lambito dagli scandali finanziari vaticani?
Dalle tombe vuote allo IOR: ipotesi e piste finanziarie
Sotto le tombe del Teutonico, nell’estate 2019, un operaio individua una stanza in cemento armato anacronistica per l’Ottocento.
Quella stanza diventa centrale in chat riservate, emerse nel 2023, tra monsignor Angelo Balda e Francesca Chaouqui (condannata per Vatileaks 2), membri della commissione Cosea, voluta da Papa Francesco per fare luce sui conti dello IOR.
Nelle conversazioni, rese note da FqMagazine, si legge: “Bisogna far sparire quelle cose della Orlandi da lì e pagare i tombaroli”. Secondo Pietro Orlandi, si allude proprio alle tombe del Teutonico e a una cassa con documenti sul sequestro di Emanuela e sui flussi finanziari vaticani dell’era Paul Marcinkus.
Questa ipotesi si intreccia con la pista finanziaria: Emanuela sarebbe stata rapita come cittadina vaticana per fare pressione sulla restituzione di fondi svaniti nel crack del Banco Ambrosiano, legato allo IOR.
In quest’ottica, la presenza del ritaglio sul Teutonico negli “Epstein files” potrebbe derivare dal monitoraggio dei rapporti tra IOR e JP Morgan, banca chiave anche nel sistema finanziario di Epstein, più che da un collegamento diretto fra il finanziere e la ragazza vaticana.
JP Morgan, IOR e il filo che arriva fino a Epstein
Inchieste giornalistiche e giudiziarie, citate da Il Sole 24 Ore, Corriere della Sera e Il Fatto Quotidiano, hanno documentato per anni il ruolo di JP Morgan nei movimenti di denaro dello IOR.
Gli inquirenti italiani hanno analizzato trasferimenti anomali, tra cui 23 milioni di euro dallo IOR a JP Morgan Francoforte, in parte nel 2012, transitati attraverso altri istituti.
L’ex presidente dello IOR, Ettore Gotti Tedeschi, nei suoi memoriali, descrive pressioni e criticità di quei conti, mentre l’istituto era sotto accusa per violazioni antiriciclaggio. JP Morgan interromperà poi i rapporti con la banca vaticana, ritenendo insufficienti gli standard di trasparenza.
In questo contesto, è plausibile che, lavorando sulla responsabilità di JP Morgan nel sistema finanziario di Jeffrey Epstein, gli investigatori americani abbiano incrociato i dossier sui rapporti storici tra la banca e lo IOR. Da qui, il passaggio obbligato attraverso il caso Emanuela Orlandi, dove finanza vaticana, tombe vuote e archivi segreti restano tuttora i nodi irrisolti di una vicenda che continua ad alimentare nuove piste investigative e politiche, inclusa la commissione parlamentare d’inchiesta Orlandi/Gregori.
FAQ
Perché il nome di Emanuela Orlandi appare negli Epstein files dell’FBI?
Appare perché una rassegna stampa sul caso Orlandi è allegata a un fascicolo civile contro JP Morgan, banca centrale nel sistema finanziario di Jeffrey Epstein.
Cosa è successo davvero alle tombe del cimitero teutonico in Vaticano?
Nel 2019 due tombe ottocentesche furono aperte e trovate vuote; sotto emerse una stanza in cemento armato, anch’essa completamente priva di resti.
Qual è il collegamento tra il caso Orlandi e lo IOR vaticano?
Secondo la pista finanziaria, Orlandi sarebbe stata rapita per pressioni legate ai fondi persi nel crack del Banco Ambrosiano e ai conti dello IOR.
Che ruolo ha avuto JP Morgan nei movimenti di denaro dello IOR?
Ha gestito cospicui trasferimenti dallo IOR, inclusi 23 milioni verso JP Morgan Francoforte; i rapporti sono terminati per carenze di trasparenza percepite.
Quali sono le principali fonti utilizzate per ricostruire questa vicenda?
Le informazioni derivano da un’elaborazione congiunta di fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

