Elisa True Crime rompe il silenzio: il caso Barakat sconvolge, Garlasco resta un labirinto di dubbi

Indice dei Contenuti:
Scelte editoriali e rifiuto del caso Garlasco
Elisa De Marco, nota come Elisa True Crime, chiarisce il suo approccio: evita i casi sovraesposti e confusi. La scelta è netta sul caso di Garlasco, che non tratta per l’assenza di un quadro univoco e il rischio di imprecisioni. La priorità è non alimentare disinformazione e aspettare sviluppi definitivi per offrire un racconto accurato.
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La linea editoriale privilegia storie che possano essere verificate con fonti solide e testimonianze dirette, evitando la corsa al trend. L’obiettivo è mantenere credibilità e responsabilità verso il pubblico, anche quando ciò significa rinunciare a contenuti ad alto richiamo.
De Marco sottolinea che i follower conoscono questa impostazione: se “tutti ne parlano”, lei si tira indietro. Meglio il silenzio che contribuire a un rumore informativo che può distorcere i fatti. Solo a conclusione delle vicende, spiega, potrà valutare un approfondimento strutturato e documentato.
Dalla passione al successo tra web, podcast e nuovi progetti
Nel 2020, in Cina durante il lockdown, Elisa De Marco sceglie di trasformare la passione per la cronaca nera in un progetto editoriale strutturato. Senza lavoro né visto, avvia i primi contenuti e si “autorizza” a raccontare casi con metodo e rigore.
Da quel momento l’identità di Elisa True Crime si consolida tra video, podcast e libri, con una crescita costante trainata da formato, competenza e continuità. Il racconto si amplia a più piattaforme, mantenendo attenzione a fonti e contesto, e consolidando una community fedele.
Parallelamente nasce Delitti Invisibili con OnePodcast (2022): un filone che integra testimonianze dirette, voci di esperti, giornalisti e avvocati, offrendo un quadro multiprospettico distinto dai contenuti principali più spontanei. Su nuovi progetti, De Marco resta prudente: annuncia sviluppi ma evita dettagli, per non alimentare aspettative premature.
FAQ
Dove nasce il progetto di Elisa True Crime?
Nel 2020 in Cina, durante il lockdown, quando De Marco decide di dedicarsi alla cronaca nera.
Quali formati utilizza oggi?
Video, podcast, libri e progetti editoriali multipiattaforma.
Cosa distingue Delitti Invisibili?
Approccio corale con testimonianze e contributi di esperti per una narrazione più completa.
Perché non anticipa i nuovi progetti?
Per cautela e per evitare annunci non definitivi.
Qual è il metodo narrativo adottato?
Racconti verificati, attenzione alle fonti, differenza tra spontaneità e taglio giornalistico.
Qual è il ruolo della community?
Seguire, interagire e sostenere contenuti basati su accuratezza e responsabilità.
Qual è la fonte dell’intervista citata?
Sette del Corriere della Sera.
Empatia, pubblico femminile e il caso Barakat che segna di più
Elisa De Marco rivendica la componente emotiva come cifra narrativa: inizialmente criticata da una parte dei follower, oggi è percepita come valore aggiunto e strumento di vicinanza alle vittime. La linea è chiara: realizzare il contenuto che lei stessa vorrebbe ascoltare, con un linguaggio diretto e partecipe.
Il pubblico è in prevalenza femminile: un dato che, sottolinea Elisa True Crime, riflette l’interesse per la prevenzione e la comprensione delle dinamiche di violenza. Conoscere i meccanismi del crimine è percepito come forma di autodifesa, in un contesto in cui le donne sono statisticamente più esposte.
Tra i casi più incisivi cita l’omicidio di Federico Barakat, 8 anni, ucciso dal padre durante un incontro protetto nei locali dei servizi sociali di San Donato Milanese. Un episodio definito “atroce”, che ha generato un legame umano con la madre del bambino: dopo la pubblicazione del video, è nato un contatto costante e rispettoso.
La persistenza della madre nella richiesta di giustizia diventa per De Marco una misura etica del racconto: dare spazio alle famiglie, integrare testimonianze e responsabilizzare l’audience. L’empatia non sostituisce le fonti, ma le accompagna, orientando un’informazione rigorosa e consapevole.
FAQ
Perché Elisa True Crime valorizza l’emotività?
Per avvicinare il pubblico alle vittime senza rinunciare alla verifica dei fatti.
Chi compone la maggior parte del suo pubblico?
Prevalentemente donne, interessate a comprendere e prevenire la violenza.
Qual è il caso che l’ha segnata di più?
L’omicidio di Federico Barakat, ucciso dal padre durante un incontro protetto.
Qual è il ruolo delle famiglie nelle sue storie?
Collaborazione e testimonianze dirette per una narrazione più completa.
Come bilancia empatia e rigore?
Con un approccio che integra fonti, contesto e partecipazione emotiva calibrata.
Perché l’empatia è ritenuta utile dal pubblico?
Aiuta a comprendere dinamiche e segnali di rischio percepiti come strumenti di protezione.
Qual è la fonte giornalistica citata?
L’intervista a Elisa De Marco pubblicata su Sette del Corriere della Sera.




