Elezioni comunali 2026, al voto 6,2 milioni di italiani in 743 Comuni
In Italia, oggi domenica 24 e domani lunedì 25 maggio 2026, si svolgono le elezioni amministrative in 743 Comuni. Alle urne è chiamato circa un italiano su dieci, pari a 6,2 milioni di elettori, per eleggere sindaci e consigli comunali.
Si vota in tutta la Penisola, con particolare concentrazione nel Mezzogiorno, e in 18 capoluoghi di provincia più il capoluogo di regione Venezia. Il voto determinerà i nuovi equilibri locali e testerà i rapporti di forza nazionali tra i partiti di governo e opposizione.
Le modalità di voto cambiano in base alla popolazione dei Comuni, con regole distinte sopra e sotto i 15mila abitanti. È quindi decisivo conoscere come si vota, quali documenti servono e quando scatterà l’eventuale ballottaggio.
In sintesi:
- Si vota il 24-25 maggio 2026 in 743 Comuni per sindaci e consigli comunali.
- Al voto 6,2 milioni di elettori, coinvolti 18 capoluoghi di provincia e Venezia.
- Regole diverse di voto e ballottaggio sopra e sotto i 15mila abitanti.
- Necessari tessera elettorale e documento valido, possibile nuovo rilascio in Comune.
Dove si vota e quali sono le principali sfide amministrative
La tornata di maggio 2026 ridisegna la mappa amministrativa italiana. Dei 743 Comuni interessati, ben 385 si trovano nel Sud Italia, 268 al Nord e 90 nel Centro.
Sono 118 i Comuni con oltre 15mila residenti, che da soli coinvolgono circa 4,8 milioni di elettori. I 18 capoluoghi di provincia al voto sono: Agrigento, Andria, Arezzo, Avellino, Chieti, Crotone, Enna, Fermo, Lecco, Macerata, Mantova, Messina, Pistoia, Prato, Reggio Calabria, Salerno, Trani e il capoluogo di regione Venezia.
Nel mosaico delle candidature spiccano anche figure note al grande pubblico, come l’ex portavoce di Giuseppe Conte, Rocco Casalino, l’avvocato Massimo Lovati, lo youtuber Matty il Biondo e l’ex parlamentare Mariarosaria Rossi, a conferma della crescente ibridazione tra politica, comunicazione e web.
Regole di voto, documenti necessari e meccanismi di vittoria
Nei Comuni con meno di 15mila abitanti, considerati “minori”, il sistema è maggioritario secco: vince chi ottiene più voti, con ballottaggio solo in caso di perfetta parità. Non è ammesso il voto disgiunto: barrare il simbolo di lista vale anche come voto al candidato sindaco collegato.
Per i consiglieri, si esprime una sola preferenza sotto i 5mila abitanti e due preferenze (di genere diverso) tra 5mila e 15mila abitanti.
Nei Comuni “superiori”, oltre 15mila abitanti, i consiglieri sono eletti con sistema proporzionale. È previsto il ballottaggio se nessun candidato supera il 50% +1 dei voti: l’eventuale secondo turno si terrà domenica 7 e lunedì 8 giugno tra i due più votati.
In questi centri l’elettore può utilizzare il voto disgiunto e la doppia preferenza di genere, indicando un uomo e una donna; in caso contrario, la seconda preferenza viene annullata. È possibile barrare solo il sindaco, solo la lista, sindaco e lista collegata oppure sindaco e lista non collegata.
Alle urne accedono i cittadini iscritti alle liste elettorali del Comune che abbiano compiuto 18 anni. Occorrono tessera elettorale e documento d’identità valido (carta d’identità, patente, passaporto). In caso di smarrimento o spazi esauriti, è possibile richiedere una nuova tessera agli uffici comunali competenti.
Nelle città sopra i 15mila abitanti, le liste che sostengono il sindaco eletto ottengono il 60% dei seggi in consiglio comunale, se raggiungono almeno il 40% dei voti e nessun’altra coalizione ha superato il 50% al primo turno. La soglia di sbarramento per le liste è fissata al 3%.
Prossime scadenze e ricadute politiche nazionali del voto locale
Le amministrative di maggio 2026 rappresentano un test avanzato per i partiti di governo e opposizione in vista delle future politiche. L’esito nei grandi centri, da Venezia a Reggio Calabria e Messina, sarà letto come termometro dei consensi nazionali.
L’eventuale secondo turno del 7-8 giugno potrà modificare gli equilibri emersi al primo voto, specie nelle città sopra i 15mila abitanti dove le coalizioni dovranno stringere accordi e apparentamenti.
L’attenzione si concentrerà su affluenza, risultati nei capoluoghi e performance dei candidati simbolo, in un contesto in cui il radicamento territoriale diventa decisivo per la governabilità e per la credibilità dei partiti a livello nazionale.
FAQ
Quando si vota per le elezioni comunali di maggio 2026?
Si vota in due giorni: domenica 24 maggio 2026 e lunedì 25 maggio 2026, secondo gli orari stabiliti dai singoli Comuni.
Quanti sono e dove si trovano i Comuni al voto?
Sono 743 Comuni: 385 nel Sud, 268 nel Nord e 90 nel Centro, inclusi 18 capoluoghi e Venezia.
È possibile votare senza tessera elettorale?
Sì, ma solo dopo aver richiesto una nuova tessera elettorale al proprio Comune in caso di smarrimento o spazi esauriti.
Come funziona il ballottaggio per l’elezione del sindaco?
Funziona prevedendo un secondo turno il 7-8 giugno nei Comuni oltre 15mila abitanti, tra i due candidati più votati.
Quali sono le fonti dei dati sulle elezioni comunali 2026?
Le informazioni derivano da un’elaborazione congiunta di dati e notizie di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla Redazione.



