Donald Trump attacca sullenergia nello Stretto di Hormuz e spinge lEuropa a farsi carico della sicurezza

Donald Trump attacca sullenergia nello Stretto di Hormuz e spinge lEuropa a farsi carico della sicurezza

21 Marzo 2026

21 Marzo 2026/Home/NEWS/Donald Trump attacca sullenergia nello Stretto di Hormuz e spinge lEuropa a farsi carico della sicurezza

Trump scarica su Europa la sicurezza dello Stretto di Hormuz

Il candidato repubblicano alla Casa Bianca Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti non hanno più interesse strategico diretto nello Stretto di Hormuz, sostenendo che la responsabilità della sua sicurezza debba ricadere sull’Europa. L’affermazione, riferita in un’intervista pubblica, arriva mentre le tensioni nel Golfo Persico restano elevate e il traffico petrolifero continua a dipendere dal passaggio tra Iran e Oman. Trump ha spiegato che, grazie all’autosufficienza energetica americana, il blocco o l’instabilità dello Stretto riguardano soprattutto i partner europei e asiatici, chiamati quindi – a suo giudizio – a farsene carico in prima linea.

La notizia in sintesi

  • Trump sostiene che lo Stretto di Hormuz non sia più vitale per gli Stati Uniti.
  • Invita l’Europa a guidare la sicurezza marittima nel Golfo Persico.
  • Le sue parole riaprono il dibattito sul burden sharing nella NATO.
  • Possibili ricadute sui mercati energetici e sulla strategia Ue nel Medio Oriente.

Lo Stretto di Hormuz, corridoio marittimo da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale, è da decenni al centro della proiezione militare americana in Medio Oriente. Le dichiarazioni di Donald Trump rappresentano l’ennesima messa in discussione del ruolo degli Stati Uniti come garanti della libertà di navigazione nella regione.

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Secondo l’ex presidente, la rivoluzione dello shale oil avrebbe ridotto in modo strutturale la dipendenza energetica di Washington, spostando il baricentro dell’interesse strategico verso Europa, Giappone, Corea del Sud e grandi importatori asiatici. In questo quadro, il messaggio politico è duplice: da un lato l’idea di un parziale disimpegno americano, dall’altro la pressione sugli alleati perché aumentino investimenti militari e capacità navali proprie.

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La posizione di Trump si inserisce nel più ampio dibattito sul burden sharing all’interno della NATO e sull’autonomia strategica europea, tema che a Bruxelles e nelle principali capitali Ue viene percepito con crescente urgenza.

Implicazioni geopolitiche e strategia energetica europea

Se tradotte in scelte di governo, le parole di Donald Trump imporrebbero all’Unione europea un salto di qualità operativo nel Golfo. L’ipotesi di una maggiore responsabilità europea nello Stretto di Hormuz significherebbe rafforzare missioni navali, intelligence marittima e cooperazione con gli Stati rivieraschi.

L’Europa, già impegnata a diversificare le forniture energetiche dopo la crisi con la Russia, si troverebbe a bilanciare due priorità: garantire la sicurezza delle rotte del petrolio e, al tempo stesso, accelerare la transizione verso fonti rinnovabili e gas naturale liquefatto da partner più stabili. Un parziale ritiro americano aprirebbe anche spazi ad attori come Cina e Russia, interessati a rafforzare la propria presenza navale nel Golfo Persico.

Per i mercati, qualsiasi percezione di vuoto di sicurezza nello Stretto si tradurrebbe in immediata volatilità dei prezzi di petrolio e gas, rendendo ancora più sensibile la dipendenza energetica europea dalle rotte mediorientali.

Scenari futuri tra burden sharing e autonomia strategica Ue

Le uscite di Donald Trump potrebbero accelerare processi già in corso: aumento della spesa per la difesa europea, sviluppo di flotte integrate e, sul piano politico, rafforzamento di una dottrina di “autonomia strategica responsabile” dell’Unione europea. Un’Europa più presente nello Stretto di Hormuz non sostituirebbe automaticamente gli Stati Uniti, ma ne ridurrebbe la centralità esclusiva nella sicurezza delle rotte energetiche. Ciò renderebbe la stabilità del Golfo un banco di prova concreto per la capacità dell’Ue di agire come attore geopolitico maturo, in un contesto in cui ogni crisi locale ha impatti immediati su prezzi, inflazione e competitività industriale del continente.

FAQ

Perché Donald Trump ritiene irrilevante lo Stretto di Hormuz per gli Stati Uniti?

Trump afferma che, grazie all’aumento della produzione interna di idrocarburi, l’economia Usa dipende meno dal petrolio che transita nello Stretto.

Quanto è importante lo Stretto di Hormuz per il petrolio mondiale?

È decisivo: nei passaggi annuali transita storicamente circa un quinto del petrolio commerciato via mare a livello globale.

Cosa significherebbe per l’Europa assumere la guida sulla sicurezza dello Stretto?

Implicrebbe più navi militari, cooperazione con i Paesi del Golfo, costi maggiori di difesa e un ruolo politico più esposto.

Quali rischi economici comporta un’eventuale crisi nello Stretto di Hormuz?

Un blocco o gravi tensioni farebbero salire rapidamente i prezzi di petrolio e gas, con ricadute su inflazione, trasporti e bollette.

Da quali fonti è stata elaborata questa analisi giornalistica sulla posizione di Trump?

La ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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