Mondadori Digital ridisegna l’editoria e svela il vero equilibrio tra carta, contenuti online e pubblicità

Mondadori Digital ridisegna l’editoria e svela il vero equilibrio tra carta, contenuti online e pubblicità

12 Giugno 2026

La notizia in sintesi:

  • Il Gruppo Mondadori crea Mondadori Digital, nuova società focalizzata su tecnologia, AI e media.
  • Guidata da Andrea Santagata, aggrega asset come GialloZafferano, MypersonalTrainer e Archiproducts.
  • I ricavi proforma sono 104 milioni, oltre 20 milioni di EBITDA, con forte vocazione internazionale.
  • Obiettivo: diventare il principale consolidatore del digitale italiano, puntando su dati, community e MarTech.
  • (Riassunto generato con AI).

Mondadori Digital, chi la guida e perché nasce ora

Il Gruppo Mondadori ha costituito Mondadori Digital, nuova società autonoma dedicata all’innovazione tecnologica e ai media digitali, guidata dall’amministratore delegato Andrea Santagata e controllata dal gruppo di Antonio Porro.
Nasce in Italia, a Segrate, nel pieno della transizione dell’editoria verso piattaforme, dati e intelligenza artificiale, in un contesto dominato da Google, Meta, Amazon e altri big tech.
Il lancio arriva dopo trent’anni di Internet, l’esplosione dei social e la pressione competitiva dell’AI, con l’obiettivo dichiarato di trasformare un comparto editoriale maturo in un player media-tech integrato.

Con la nuova struttura, Mondadori valorizza un portafoglio digitale già costruito negli anni tramite acquisizioni e innovazione interna, formalizzando ricavi proforma per 104 milioni su un fatturato di gruppo 2025 pari a 931,5 milioni di euro.
Il digitale rappresenta quindi poco più del 10% del perimetro, ma è l’unica area con prospettive di crescita esplicite e oltre 20 milioni di EBITDA, mentre libri e periodici mostrano segnali di maturità o declino.
Il mandato di Santagata, che mantiene anche il ruolo di Chief Innovation Officer, è usare Mondadori Digital come veicolo per scalare community verticali, creator economy, MarTech e AI, assorbendo output dell’acceleratore e venture builder PLAI.

Mondadori verso il modello media-tech: strategia, numeri e posizionamento

Per oltre un secolo Mondadori ha basato la propria leadership su libri, periodici e distribuzione fisica. Marchi come Mondadori, Einaudi, Rizzoli, Piemme e Sperling & Kupfer restano dominanti nel mercato italiano del libro e la rete di librerie del gruppo è la più estesa del Paese.
Tuttavia, la progressiva erosione dei periodici cartacei e della relativa raccolta pubblicitaria ha spostato il baricentro strategico verso ecosistemi digitali e servizi tecnologici.

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Mondadori Digital codifica questo passaggio: da editore tradizionale a media-tech company fondata su tre pilastri chiave.
Primo, le acquisizioni: nel perimetro rientrano asset come GialloZafferano, MypersonalTrainer, The Wom, AdKaora, Hej!, Edilportale e Archiproducts, spesso in segmenti dove le testate storiche non erano riuscite a creare digital brand scalabili (come la cucina).
Secondo, l’intelligenza artificiale: chatbot per marketing e performance, strumenti di supporto alle redazioni, motore di ricerca AI di Archiproducts, soluzioni di personalizzazione e monetizzazione data-driven.

Terzo, l’internazionalizzazione: i mercati esteri valgono già tra il 15% e il 20% dei ricavi di Mondadori Digital. GialloZafferano, con la costituzione di GialloZafferano USA Inc., raggiunge oltre 42 milioni di fan fuori dall’Italia e rappresenta il caso scuola di community globale verticale.
In parallelo, la società intende reagire a un contesto in cui, secondo le rilevazioni Agcom, oltre l’85% della pubblicità digitale italiana è intercettata dalle grandi piattaforme tecnologiche, riducendo gli spazi di crescita per gli editori che dipendono solo da contenuti e advertising.
Il progetto punta dunque a integrare contenuti editorali, dati proprietari, influencer marketing, lead generation, servizi full funnel e MarTech, con l’AI come leva trasversale.

La nascita di Mondadori Digital porta però alla luce un nodo storico: molte testate periodiche italiane, pur disponendo di brand fortissimi e ampia notorietà, non sono riuscite a trasformarsi in piattaforme digitali di valore contemporaneo.
Per anni il digitale è stato interpretato come canale di distribuzione o vetrina promozionale dei contenuti prodotti per la carta, non come prodotto autonomo da progettare in logica data-driven.
Mentre Google, Facebook, YouTube e poi TikTok costruivano modelli basati su algoritmi e coinvolgimento continuo, gran parte dell’editoria continuava a misurarsi su copie, pagine viste e pubblicità tradizionale, lasciando che il valore economico generato dai contenuti fosse intercettato da player tecnologici.

Altro elemento sottovalutato è stata la costruzione di community verticali. GialloZafferano non è strategico perché pubblica ricette, ma perché aggrega una comunità globale intorno alla cucina italiana, con forte capacità di profilazione e attivazione commerciale.
Analogamente, Archiproducts non è un semplice contenitore di contenuti sul design, ma una piattaforma che connette professionisti, aziende e buyer; MypersonalTrainer intercetta bisogni specifici nel benessere, generando audience ad alto valore aggiunto.
Molte riviste generaliste hanno continuato a competere sul terreno dell’audience di massa, dove il vantaggio di scala e dati delle big tech è strutturalmente imbattibile.

A ciò si aggiunge la dipendenza storica da copie e advertising: nel digitale, Google e Meta hanno assorbito gran parte della crescita della pubblicità grazie alla superiorità nella profilazione e misurazione delle performance.
Per questo Mondadori Digital parla oggi di MarTech, servizi full-funnel, creator economy, influencer marketing e lead generation: la pubblicità resta importante, ma non sufficiente a sostenere modelli di crescita di lungo periodo.
Infine, la tecnologia è stata a lungo trattata come funzione di supporto, non come core business. I casi New York Times, Axel Springer e Schibsted dimostrano che la trasformazione di successo richiede la costruzione di vere aziende tecnologiche interne, con sviluppatori, data scientist e product manager al centro dei processi decisionali.

In questo quadro, la scelta di creare una società autonoma focalizzata su AI, dati e MarTech è il tentativo di superare tali limiti, trasformando l’editore in piattaforma.

Le prospettive: Mondadori Digital come consolidatore del mercato italiano

Tra le dichiarazioni di Andrea Santagata spicca l’obiettivo di fare di Mondadori Digital il principale aggregatore del mercato digitale italiano, più piattaforma che semplice editore.
L’acquisizione di Edilportale, la fusione tra Hej! e AdKaora, la spinta internazionale di GialloZafferano e gli investimenti sull’AI sono tasselli di una strategia di consolidamento che guarda ai prossimi anni.
Se i libri continueranno a generare cassa, il motore della crescita futura del gruppo potrebbe essere proprio Mondadori Digital, chiamata a dimostrare che, nel 2026, il valore non è solo nei contenuti ma nella capacità di costruire attorno ad essi un ecosistema tecnologico, commerciale e internazionale competitivo su scala europea.

FAQ

Che cos’è Mondadori Digital e cosa cambia per il Gruppo?

È una nuova società autonoma del Gruppo Mondadori, focalizzata su digitale, AI e MarTech, che aggrega asset, competenze e ricavi prima dispersi.

Quali sono gli asset principali inclusi in Mondadori Digital?

Rientrano piattaforme come GialloZafferano, MypersonalTrainer, The Wom, AdKaora, Hej!, Edilportale e Archiproducts, con forte orientamento a community verticali.

Qual è il ruolo dell’intelligenza artificiale nella strategia di Mondadori Digital?

È centrale: supporta redazioni, marketing, ricerca prodotti, personalizzazione contenuti e monetizzazione, con strumenti proprietari come il motore AI di Archiproducts.

Quanto pesa oggi il digitale sul fatturato complessivo di Mondadori?

Pesa oltre il 10%: 104 milioni di ricavi proforma su 931,5 milioni complessivi 2025, con più di 20 milioni di EBITDA.

Da quali fonti sono state tratte e rielaborate le informazioni dell’articolo?

Derivano da una elaborazione congiunta di fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.


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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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