Dichiarazione dei redditi: anomalie, asimmetrie, evasione fiscale. Intervistiamo l’economista Alessia Potecchi

24 Marzo 2024

L’Italia non ha mai affrontato con decisione il tema dell’equità fiscale: come si possono migliorare le anomalie attuali?

L’IRPEF (l’imposta sui redditi delle persone fisiche da cui arriva un gettito di 175,17 miliardi considerando anche addizionali comunali e regionali) presenta profonde anomalie e asimmetrie, quasi la metà degli italiani, ben il 47% addirittura, non dichiara redditi, tra coloro che versano è l’esiguo 13,94% dei contribuenti con redditi dai 35.000 euro in su a corrispondere da solo ben  il 62,52% dell’imposta sui redditi delle persone fisiche. In sostanza poco meno dei due terzi dell’imposta a carico grava totalmente su chi dichiara da 35.000 euro di redditi a salire. La Riforma dell’IRPEF azzera i risparmi quindi non produce nessun beneficio su chi ha un reddito a partire da 50.000 euro insu in virtù del taglio degli oneri detraibili.

E’ inaccettabile che poco più del 13% della popolazione si faccia carico della quasi metà degli italiani che non dichiarano redditi e trova poi benefici in un groviglio di agevolazioni e sostegni spesso concessi senza verificarne l’effettivo bisogno e a cui bisognerebbe mettere mano ma il Governo  non lo fa in maniera seria. Questo 13% di persone guadagna dai 35.000 euro lordi in su e quindi non può nemmeno beneficiare del taglio del cuneo perché è considerato troppo ricco e non può difendersi dall’inflazione nemmeno quando giunge alla pensione.

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E’ il momento di una riforma fiscale complessiva?

Noi dobbiamo batterci perché i lavoratori devono essere tutti uguali sul fronte della tassazione, inoltre si prosegue nella disomogeneità del Sistema Tributario aggravando il mancato pagamento dell’IRPEF e la cosiddetta iniquità orizzontale di un fisco in cui ormai la progressività riguarda solo dipendenti e pensionati. Abbiamo bisogno di una Riforma Fiscale vera e complessiva, un  fisco intelligente con la riduzione certa ed esigibile delle tasse sulle imprese, sull’innovazione, sulla formazione, sul lavoro per i giovani, sulle famiglie. Un progetto serio scaglionato nei tempi con una politica accorta di sviluppo, accompagnata da tagli agli sprechi e da una mirata politica di contrasto alla elusione e alla evasione fiscale. Inoltre La banca D’Italia ci dice che in un periodo di inflazione elevata la coesistenza di un regime a tassa piatta e uno soggetto a progressività come l’irperf comporta un’ulteriore penalizzazione per chi è soggetto a quest’ultimo.

Da anni si parla di perseguire gli evasori fiscali: qualcosa si sta muovendo?

Da noi l’evasione continua a veleggiare su livelli impressionanti, nel triennio 2018-2020 la media di tasse e contributi evasi ha superato i 96 miliardi di euro, è vero che nel 2020 è stato registrato un sensibile miglioramento che ha portato il Tax Gap a 86 miliardi ma se si guarda alla sola IRPEF si nota che il miglioramento è stato marginale ed è anche imputabile al fatto che gran parte delle piccole partite IVA non paga più l’IRPEF ma l’imposta sostitutiva del regima forfettario.

Bisogna che avvenga un vero processo di semplificazione e razionalizzazione e che soprattutto le norme dello Statuto del Contribuente vengano applicate rinunciando in termini definitivi a misure di retroattività delle norme. Ci dobbiamo rendere conto che dobbiamo superare definitivamente ogni contrapposizione tra amministrazione finanziaria e contribuenti, è questo necessario per svolgere un’azione concreta di contrasto all’evasione fiscale.

Dobbiamo occuparci dei salari che sono i più bassi d’Europa, occorre spingere perché tutti contratti siano rinnovati al fine di aumentare il valore reale dei salari. Dobbiamo contrastare senza sosta la precarietà che è il motivo principale dei bassi salari. Gli incentivi alle imprese devono essere dati in maniera accurata e non a pioggia, vanno dati a chi incentiva la produzione nel paese e a chi valorizza e tutela il lavoro e i lavoratori e dobbiamo vigilare perché si intervenga maggiormente sugli extra profitti, i soldi vanno presi li dove sono


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Paolo Brambilla

Consigliere Ordine dei Giornalisti di Lombardia. PhD, MBA, CPA, MD

Paolo Brambilla, bocconiano, ha seguito il mondo economico-finanziario per molti anni. Giornalista pubblicista dal 1993. Direttore responsabile di LMF La Mia Finanza Sostenibile. Direttore responsabile di Trendiest Media Agenzia di stampa e Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti di Lombardia, scrive di finanza, cultura e innovazione digitale su varie testate. Rotariano, è stato Assistente del Governatore del Distretto 2041 e tuttora é un membro di Spicco del Rotary Milano 2041.

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