Delitto di Garlasco, nuova testimonianza di Paola Cappa riapre il caso Stasi e l enigma impronta 33
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Delitto di Garlasco, nuove rivelazioni su Stasi e sull’impronta 33
Chi: la cugina di Chiara Poggi, Paola Cappa, e i consulenti di Procura e difese. Dove: a Garlasco, in provincia di Pavia, e a Tromello. Quando: dichiarazioni e accertamenti confluiti agli atti nel 2025-2026, sul delitto avvenuto il 13 agosto 2007. Che cosa: nuove testimonianze sui comportamenti di Alberto Stasi dopo il funerale e scontro tecnico sulla discussa “traccia 33”, l’impronta palmare rinvenuta sulle scale dove fu trovato il corpo. Perché: per valutare se elementi vecchi e nuovi possano incidere sulla posizione di Andrea Sempio e sulla tenuta probatoria della condanna definitiva di Stasi.
In sintesi:
- Paola Cappa riferisce che Alberto Stasi si sarebbe “fidanzato” subito dopo il funerale di Chiara.
- L’inchiesta su Andrea Sempio include il dragaggio del canale di Tromello per cercare l’arma.
- Il “supertestimone” Gianni Bruscagin è stato messo in contatto con Le Iene da un ex maresciallo.
- La contestata impronta 33 divide profondamente consulenti di Procura e difese sulle regole identificative.
Nuove testimonianze, dragaggio a Tromello e ruolo del supertestimone
In un verbale del 5 maggio, la 41enne Paola Cappa, cugina di Chiara Poggi, racconta ai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano che Alberto Stasi si sarebbe “fidanzato” dal giorno successivo al funerale della vittima. Una percezione inizialmente definita come “sensazione”, poi consolidata – secondo Cappa – dalla lettura di numerosi articoli di stampa sull’epoca.
Parallelamente, i verbali depositati dalla Procura di Pavia sull’inchiesta che coinvolge Andrea Sempio affrontano uno degli atti più controversi: il dragaggio del canale di Tromello del 14 maggio 2025, finalizzato alla ricerca dell’ipotetica arma del delitto. In questo quadro emerge il racconto del cosiddetto “supertestimone”, l’ex guardia del corpo Gianni Bruscagin, che alla trasmissione Le Iene ha riferito una presunta confidenza ricevuta nel 2007 dalla parente di un amico ricoverato, oggi deceduti.
Secondo tale versione, una “zia” avrebbe raccontato che il 13 agosto 2007 Stefania Cappa, sorella di Paola, si sarebbe presentata intorno alle 13 nella casa disabitata della nonna, a Tromello, con un sacchetto “pesante”, per poi sentire cadere qualcosa nel fossato. Questa ricostruzione non ha però trovato alcuna conferma nelle indagini formali. Dalle sommarie informazioni emerge inoltre il retroscena mediatico: a mettere in contatto Le Iene con Bruscagin è stato l’ex comandante dei carabinieri di Garlasco, Francesco Marchetto, già condannato per falsa testimonianza nel processo a carico di Stasi sul mancato sequestro di una bicicletta. Marchetto avrebbe persino chiesto al 51enne Diego Carnevale, amico di Bruscagin, di prestarsi a un’intervista anonima con cappuccio e voce camuffata.
Impronta 33, duello tra scienza forense italiana e standard internazionali
Il nodo tecnico principale resta la “traccia 33”, impronta palmare parziale repertata nel 2007 dal Ris di Parma sulla parete destra delle scale dove giaceva il corpo di Chiara Poggi. Per i nuovi inquirenti rappresenterebbe il segno lasciato da Andrea Sempio mentre osservava il cadavere. Su questo punto si scontrano due visioni opposte della scienza forense.
Da un lato, il comandante del Ris di Messina, tenente colonnello Gianpaolo Iuliano, e il dattiloscopista-criminologo Nicola Caprioli, consulenti dei pm Napoleone, Civardi, De Stefano e Rizza, sostengono la riconducibilità dell’impronta a Sempio, valorizzando criteri comparativi di tipo qualitativo e il quadro degli standard internazionali. Dall’altro, il generale Luciano Garofano, il dattiloscopista Luigi Bisogno, l’esperto di impronte Calogero Biondi e l’ex agente della Scientifica Dario Redaelli, per le difese di Sempio e famiglia Poggi, contestano in radice questa attribuzione.
Secondo tali consulenti, nella traccia mancherebbero completamente specifiche minuzie presenti nel cartellino dattiloscopico del 38enne e l’impronta non raggiungerebbe il numero minimo – 16-17 punti caratteristici – richiesto dalla giurisprudenza italiana per una identificazione affidabile. Iuliano e Caprioli, in una nota tecnica del 4 marzo 2026, ribattono richiamando il contesto internazionale: in Svizzera, Gran Bretagna, Stati Uniti e Canada lo standard numerico di minuzie è più basso o, in alcuni ordinamenti, nemmeno codificato. Per i due esperti, in un contesto “propriamente scientifico” non giudiziario, è un loro *diritto* e persino un *dovere etico e deontologico* esprimere un giudizio di identificazione o esclusione su Sempio “prescindendo dalla giurisprudenza”, poiché il numero delle minuzie non sarebbe l’unico parametro rilevante.
Prospettive dell’inchiesta e possibili impatti processuali futuri
La nuova stagione di accertamenti sul delitto di Garlasco apre scenari sensibili tanto sul piano probatorio quanto sul rapporto tra scienza forense e diritto. Da un lato, il dragaggio di Tromello e le dichiarazioni di Paola Cappa alimentano interrogativi sui movimenti e sulle relazioni di più persone nell’estate 2007. Dall’altro, lo scontro sull’impronta 33 potrebbe incidere su future richieste di revisione o su eventuali nuovi procedimenti, costringendo la giurisprudenza italiana a confrontarsi con standard comparativi internazionali e con una definizione più flessibile di “certezza scientifica” nella identificazione delle impronte.
FAQ
Chi è oggi Andrea Sempio nell’inchiesta sul delitto di Garlasco?
Andrea Sempio è coinvolto come soggetto attenzionato dai nuovi inquirenti, soprattutto in relazione alla contestata impronta palmare “traccia 33” rinvenuta sulle scale.
Cosa significa la testimonianza di Paola Cappa su Alberto Stasi?
La testimonianza indica che, secondo Paola Cappa, Alberto Stasi avrebbe iniziato una nuova relazione subito dopo il funerale di Chiara, alimentando dubbi sui suoi comportamenti.
A cosa è servito il dragaggio del canale di Tromello?
Il dragaggio del canale di Tromello, eseguito nel maggio 2025, mirava a trovare l’ipotetica arma del delitto associata al caso Garlasco.
Perché l’impronta 33 è così contestata nei processi italiani?
È contestata perché, secondo le difese, non raggiunge le 16-17 minuzie richieste dalla giurisprudenza italiana per un’attribuzione dattiloscopica affidabile.
Quali sono le fonti alla base di questo resoconto giornalistico?
Il contenuto deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



