Crans-Montana, miracolo per Elsa Rubino: esce dal coma dopo ventidue giorni, il racconto emozionato del padre

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Crans Montana, Elsa Rubino si sveglia dal coma dopo 22 giorni: le parole del papà
Risveglio in terapia intensiva
Nel reparto di rianimazione in Svizzera, la quindicenne biellese Elsa Rubino ha finalmente riaperto gli occhi dopo 22 giorni di coma farmacologico. La studentessa, rimasta gravemente ferita nel rogo del locale Le Constellation a Crans Montana nella notte di Capodanno, presenta ustioni estese su circa il 60% del corpo e resta sotto strettissimo monitoraggio clinico. I medici parlano di un quadro ancora critico, con prognosi riservata e un percorso di cura che si preannuncia lungo e complesso.
Il risveglio è stato reso possibile da una progressiva riduzione della sedazione, valutata giorno per giorno dall’equipe specializzata in grandi ustionati. Nonostante le condizioni severe, gli specialisti considerano questo passaggio un segnale importante nella stabilizzazione generale. Ogni variazione dei parametri vitali viene seguita in tempo reale, mentre prosegue la profilassi contro infezioni e complicanze respiratorie.
In queste settimane l’adolescente è stata sottoposta a due interventi chirurgici delicati, necessari per trattare le ustioni più profonde e preparare i tessuti ai successivi innesti cutanei. Le prossime tappe cliniche dipenderanno dalla risposta dell’organismo, dalle capacità di guarigione della pelle e dalla tenuta degli organi interni gravati dal trauma termico.
Le parole del padre e la speranza
Il padre di Elsa Rubino, raggiunto dai giornalisti, ha raccontato il momento del risveglio della figlia come un istante “quasi impossibile da immaginare” dopo giorni di angoscia. L’uomo ha spiegato che la ragazza ha riconosciuto entrambi i genitori, segno che la risposta neurologica è incoraggiante nonostante la fragilità del quadro generale. Per la famiglia, questa reazione rappresenta una prima, concreta luce dopo tre settimane segnate dal timore costante di non ricevere mai una notizia positiva.
Nel suo racconto, il genitore ha sottolineato che l’emozione si mescola alla consapevolezza di una battaglia solo all’inizio, tra sale operatorie, sedute di terapia intensiva e un futuro percorso di riabilitazione che comprenderà fisioterapia, supporto psicologico e rielaborazione del trauma. L’invito è alla prudenza: la giornata è stata definita “positiva”, ma ogni passo avanti sarà valutato con estrema cautela dai sanitari.
Attorno alla famiglia si è stretta la comunità di Biella, tra raccolte fondi, messaggi nelle scuole e iniziative di solidarietà promosse da associazioni locali e realtà sportive. Anche sui social, amici e conoscenti rilanciano aggiornamenti e appelli al rispetto della privacy, chiedendo di evitare speculazioni sulla dinamica della tragedia e sulle condizioni cliniche della giovane.
Gli altri feriti e l’inchiesta sul rogo
Mentre la storia di Elsa Rubino concentra l’attenzione internazionale, in Italia arrivano segnali di miglioramento per altri feriti rientrati dopo il rogo di Crans Montana. Alcuni pazienti ricoverati al Niguarda di Milano, specializzato nella gestione di traumi complessi e ustioni, potrebbero essere dimessi a breve, secondo quanto riferiscono fonti sanitarie. Per diversi di loro restano in programma controlli periodici, possibili interventi ricostruttivi e un percorso psicologico per affrontare lo shock vissuto nella notte di Capodanno.
Parallelamente proseguono le indagini delle autorità elvetiche sulle cause dell’incendio che ha devastato il locale Le Constellation. Gli inquirenti stanno verificando il rispetto delle norme antincendio, le vie di fuga a disposizione dei clienti e l’eventuale presenza di materiali altamente infiammabili negli arredi e nelle strutture interne. Le testimonianze di chi è riuscito a mettersi in salvo contribuiscono a ricostruire i minuti concitati dell’evacuazione.
Il caso alimenta il dibattito sulla sicurezza nei locali notturni delle località di montagna e sugli standard obbligatori per eventi di grande affluenza come il Capodanno. Le associazioni di categoria sollecitano controlli più stringenti e linee guida unificate tra Italia e Svizzera, per evitare che la ricerca del divertimento si trasformi in un rischio mortale per giovani e famiglie in vacanza.
FAQ
D: Chi è Elsa Rubino?
R: È una studentessa quindicenne di Biella, rimasta gravemente ustionata nell’incendio del locale Le Constellation a Crans Montana.
D: In che condizioni si trova attualmente?
R: È ricoverata in terapia intensiva in Svizzera, con ustioni sul 60% del corpo e prognosi ancora riservata.
D: Perché il suo risveglio è considerato importante?
R: Indica una prima stabilizzazione clinica e una risposta neurologica positiva, pur in un quadro ancora critico.
D: Cosa ha raccontato il padre di Elsa?
R: Ha detto che la figlia ha aperto gli occhi e ha riconosciuto i genitori, descrivendo la giornata come molto emozionante ma ancora delicata.
D: Dove sono ricoverati gli altri feriti rientrati in Italia?
R: Alcuni si trovano all’ospedale Niguarda di Milano, centro di riferimento per grandi ustioni e traumi complessi.
D: Come procede l’inchiesta sul rogo di Crans Montana?
R: Le autorità svizzere stanno accertando responsabilità, rispetto delle norme di sicurezza e dinamica esatta dell’incendio nel locale.
D: Qual è la principale fonte giornalistica che ha riportato le parole del padre?
R: Le prime dichiarazioni del genitore sono state riportate da Il Fatto Quotidiano, riprese poi da varie testate online.
D: Cosa ci si aspetta nei prossimi giorni per Elsa Rubino?
R: I medici monitoreranno la risposta agli interventi, valutando nuovi innesti cutanei, riduzione graduale dei supporti e avvio della riabilitazione quando possibile.




