Crans-Montana scuote la giustizia: richiesta di ricusare l’intera Procura di Sion accende lo scontro giudiziario

Crans-Montana scuote la giustizia: richiesta di ricusare l’intera Procura di Sion accende lo scontro giudiziario

15 Gennaio 2026

Ricusa della procura di sion

Crans-Montana è al centro di una frattura istituzionale senza precedenti: le famiglie delle vittime del rogo di Capodanno al Le Constellation hanno depositato una formale istanza per ricusare l’intera Procura di Sion. La richiesta, presentata il 10 gennaio dall’avvocata di Losanna Miriam Mazou, contesta la capacità dell’ufficio inquirente di garantire un’indagine indipendente e rigorosa. Il passo segue la revoca del coordinamento dell’inchiesta alla pm Marie Grétillat, già al centro di critiche per scelte operative contestate.

Secondo i familiari, le “carenze e zone d’ombra” emerse prima e dopo l’incendio che ha causato 40 morti (tra cui 5 italiani) minano irreparabilmente la fiducia nell’attuale assetto inquirente del Cantone Vallese. Al centro dell’indagine restano i proprietari del locale, i coniugi Jacques e Jessica Moretti, entrambi indagati, mentre cresce la pressione per un cambio di guida dell’inchiesta. La ricusazione collettiva dell’intera Procura rappresenta un atto eccezionale nel panorama legale svizzero.

L’istanza richiama i “motivi importanti” previsti dal diritto vallesano per escludere i magistrati e propone la nomina di un procuratore esterno al cantone. Nelle motivazioni si richiama anche l’esigenza di verificare l’operato degli stessi pm, in un contesto segnato da sospetti di legami impropri, pressioni e conflitti d’interesse, con ricadute potenzialmente dirompenti su equilibri economici, politici e giudiziari locali.

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Carenze investigative e conflitti d’interesse

Gli atti contestano alla Procura di Sion una gestione iniziale segnata da lentezze operative e decisioni ritenute “incomprensibili”, a partire dal mancato arresto dei coniugi Jacques e Jessica Moretti, proprietari del Le Constellation. La pm Marie Grétillat avrebbe inoltre impedito ai legali dei familiari di assistere alle audizioni dei testimoni, in apparente contrasto con il codice di procedura.

Altro punto critico è la rimozione degli account digitali del locale, avviata quando le vittime non erano ancora state identificate e i 116 feriti erano in assistenza, misura che secondo le parti civili ha compromesso la preservazione delle prove. Vengono segnalate anche perquisizioni omesse e atti irripetibili non adeguatamente documentati.

In parallelo emergono presunti conflitti d’interesse: il 6 gennaio un pm, tramite un ispettore, avrebbe suggerito ai parenti tre difensori “di fiducia”, tra cui un cugino di un consigliere comunale, alimentando dubbi sulla neutralità del foro. Nel Vallese, denunciano i legali, la prossimità tra avvocati, procuratori e amministratori locali — “tutti si conoscono, giocano a golf a Crans” — espone l’inchiesta a condizionamenti, anche alla luce di possibili legami politici e relazioni informali.

Richiesta di procuratore esterno e garanzie di imparzialità

L’istanza depositata dall’avvocata Miriam Mazou sollecita la nomina di un procuratore esterno al Cantone Vallese, richiamando i “motivi importanti” previsti dal diritto cantonale per escludere gli inquirenti in conflitto. La misura è ritenuta necessaria per assicurare distanza funzionale e assenza di condizionamenti nelle fasi cruciali dell’indagine sul rogo del Le Constellation.

La richiesta si fonda su due pilastri: la necessità di verificare l’operato dei magistrati della Procura di Sion e la tutela dell’integrità probatoria, già messa a rischio da decisioni contestate come la rimozione precoce degli account digitali del locale. Un incarico esterno garantirebbe catena di custodia rigorosa, perimetro d’azione chiaro e controllo incrociato sui passaggi investigativi sensibili.

L’obiettivo è ristabilire fiducia pubblica e trasparenza, evitando interferenze derivanti da relazioni personali o prossimità istituzionale nel Vallese. L’eventuale nomina dovrebbe prevedere criteri stringenti: autonomia organizzativa, accesso completo agli atti, facoltà di rivedere attività già svolte e di disporre nuove perquisizioni, sequestri e audizioni, compresa la presenza dei legali delle parti civili come da codice di procedura.

In parallelo, le parti chiedono che siano valutate misure cautelari sui coniugi Jacques e Jessica Moretti e sui funzionari pubblici coinvolti, per evitare inquinamenti probatori e assicurare un perimetro di garanzia effettivo fino alla chiusura della fase istruttoria.

FAQ

  • Perché si chiede un procuratore esterno? Per garantire indipendenza e neutralità in presenza di possibili conflitti d’interesse nel Vallese.
  • Qual è la base giuridica della richiesta? Il diritto cantonale consente la nomina esterna in caso di “motivi importanti”.
  • Chi ha presentato l’istanza? L’avvocata Miriam Mazou per conto dei familiari delle vittime.
  • Quali atti sono contestati alla Procura? Lentezze, esclusione dei legali dalle audizioni, mancati arresti e rimozione anticipata di contenuti digitali.
  • Quali garanzie si chiedono al procuratore esterno? Autonomia, pieno accesso agli atti, possibilità di rinnovare perquisizioni e audizioni con presenza delle parti civili.
  • Chi sono gli indagati principali? I proprietari del Le Constellation, Jacques e Jessica Moretti.
  • Qual è la fonte giornalistica citata? Le informazioni riprendono quanto riportato da il Fatto Quotidiano.
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