Crans-Montana incendio di Capodanno, indagati tredici responsabili: ricostruita la dinamica e le possibili colpe
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Incendio Constellation di Crans-Montana, tredici imputati nel fascicolo penale
L’inchiesta sul rogo di Capodanno al bar Constellation di Crans-Montana, costato la vita a più persone, ruota oggi attorno a tredici imputati. La Procura vallesana, che ha aperto il procedimento il 2 gennaio contro i coniugi Moretti, contesta omicidio colposo, incendio colposo e lesioni gravi per negligenza.
Le indagini riguardano non solo la gestione del locale, ma anche i mancati controlli di sicurezza dal 2019 e le ristrutturazioni del 2015, quando il bar si trovava ancora sul territorio di Chermignon.
Nel mirino ci sono gestori, funzionari comunali, addetti alla sicurezza e sindaci, chiamati a chiarire perché le ispezioni obbligatorie non siano state effettuate, perché la schiuma acustica pericolosa sia rimasta inosservata e come sia stato possibile che minori fossero presenti nel locale la notte del dramma.
In sintesi:
- Tredici imputati per l’incendio del Constellation, tra gestori, politici locali e funzionari.
- Contestati omicidio colposo, incendio colposo e lesioni gravi per negligenza.
- Sotto esame i mancati controlli annuali di sicurezza dal 2019 in poi.
- Ristrutturazioni 2015 e schiuma acustica infiammabile al centro delle responsabilità.
Il francese Jacques Moretti, subentrato nella gestione del Constellation nel 2015 insieme alla moglie, è l’unico ad essere stato incarcerato temporaneamente per rischio di fuga.
Davanti alle procuratrici ha sostenuto che né l’addetto alla sicurezza né il comandante dei pompieri avrebbero mosso obiezioni alla schiuma acustica durante i controlli del 2018 e 2019. Ha inoltre affermato che l’uscita di sicurezza del seminterrato non sarebbe mai stata ostruita e che lo sgabello presente la notte dell’incendio sarebbe stato spostato da un cliente.
Sui minori presenti nel locale, ha ammesso che alcuni clienti sarebbero sfuggiti ai controlli all’ingresso. La moglie, anche lei imputata, non è mai stata incarcerata ma deve presentarsi quotidianamente alla polizia: sostiene di essere uscita rapidamente dal locale solo per chiamare i pompieri e dare l’allarme, aggiungendo che avrebbe vietato le performance dei dipendenti in equilibrio sulle spalle dei colleghi se ne avesse percepito la pericolosità.
Catena delle omissioni tra Comune, sicurezza pubblica e cantone
Nel fascicolo penale emergono responsabilità diffuse nella catena istituzionale di Crans-Montana. Il sindaco Nicolas Féraud, in carica dal 2017, ha dichiarato di ignorare l’assenza di controlli annuali al Constellation dopo il 2019, sebbene la legge li imponga.
Ha riferito che tutte le richieste di personale supplementare avanzate dall’allora capo del Servizio di sicurezza pubblica sarebbero state accolte, ritenendo quindi che le verifiche di legge venissero effettuate.
L’attuale municipale responsabile della sicurezza pubblica, in carica dal 1° gennaio 2025, è ascoltato sugli stessi punti; il suo predecessore Patrick Clivaz (responsabile dal 2021 al 2024 e oggi deputato supplente) ha spiegato di ritenere il servizio sufficientemente dotato dopo il confronto con il funzionario preposto, confidando che gli obblighi legali sui controlli fossero rispettati.
L’ex sindaco di Chermignon Jean-Claude Savoy, già deputato cantonale, sarà interrogato sui lavori realizzati al Constellation nel 2015.
Allora fu presentata solo una domanda di costruzione per una veranda, mentre nel seminterrato vennero eseguite importanti ristrutturazioni senza procedura di pubblica esposizione. Il Comune, pur a conoscenza dell’ampiezza degli interventi, non impose la consultazione pubblica che avrebbe comportato un controllo approfondito, potenzialmente in grado di individuare la schiuma acustica poi incendiata tra il 31 dicembre e il 1° gennaio.
L’ex municipale alle Costruzioni di Chermignon, che presiedeva nel 2016 la Commissione edilizia, risponderà delle stesse questioni: annunciò unicamente un controllo finale relativo alla veranda, senza estendere la verifica agli ampi lavori nel seminterrato pur sapendo che erano stati significativi.
Nell’attuale Servizio di sicurezza pubblica di Crans-Montana, il dirigente B. (in carica da maggio 2024) ha ammesso che il suo ufficio non disponeva delle risorse necessarie per garantire le visite annuali nei bar, dovendo quindi stabilire priorità.
Secondo il programma informatico, il Constellation risultava “in regola” e non è stato considerato prioritario. Lo stesso B. afferma di aver segnalato la carenza di risorse al municipale Patrick Clivaz, senza tuttavia avanzare richieste formali di nuovo personale.
Il suo vice, in carica dall’inizio 2024, e l’addetto alla sicurezza operativo dal luglio 2024 hanno spiegato che la definizione delle priorità spettava ai superiori e che, fino al dramma, non era loro mandato verificare specificamente la schiuma acustica.
Responsabilità pregresse e possibili ricadute sul sistema dei controlli
L’ex capo del Servizio di sicurezza pubblica J., che aveva creato la struttura nel 2021 e si è dimesso nel febbraio 2024, ha dichiarato di aver più volte segnalato agli eletti comunali la cronica mancanza di risorse per adempiere agli obblighi di legge.
Ha controllato il Constellation nel 2018 e nel 2019, ma non nel 2017 né dopo il 2019, ribadendo che la schiuma acustica non rientrava nel suo mandato di verifica.
Un altro dipendente, T., già vice dell’addetto alla sicurezza tra il 2020 e il 2024, sostiene di non aver mai trattato il dossier Constellation e di essersi basato su una lista cantonale di punti di controllo che non contemplava i materiali acustici.
Particolare è la posizione dell’ex addetto alla sicurezza di Chermignon, imputato per i mancati controlli dopo le ristrutturazioni del 2015: davanti alle procuratrici ha esercitato il diritto di non rispondere finché non avrà accesso completo al fascicolo penale, scelta finora unica tra gli indagati.
Le prossime audizioni chiariranno se le omissioni emerse resteranno circoscritte al caso Constellation o se porteranno a una revisione sistemica dei protocolli d’ispezione nei locali pubblici in Vallese, con possibili ripercussioni sul quadro normativo cantonale e federale in materia di sicurezza antincendio.
FAQ
Quante persone sono imputate per l’incendio del Constellation?
Attualmente sono imputate tredici persone, tra gestori del locale, sindaci, municipali e funzionari del Servizio di sicurezza pubblica di Crans-Montana e dell’ex Comune di Chermignon.
Quali reati contesta la Procura vallesana agli indagati?
La Procura vallesana contesta ai tredici imputati i reati di omicidio colposo, incendio colposo e lesioni gravi per negligenza in relazione al rogo del Constellation.
Perché i controlli di sicurezza al Constellation non sono stati annuali?
Secondo i responsabili del Servizio di sicurezza pubblica, le verifiche annuali non sono state garantite per carenza di risorse, priorità selettive e un programma informatico che indicava il Constellation come “in regola”.
Che ruolo hanno avuto le ristrutturazioni del 2015 nel caso Constellation?
Le ristrutturazioni del 2015, mai sottoposte a piena procedura pubblica, avrebbero dovuto comportare un controllo approfondito. Questo controllo avrebbe potuto individuare la schiuma acustica altamente infiammabile nel seminterrato del Constellation.
Da quali fonti provengono le informazioni su inchiesta e imputati?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.



